Records of our life: “III Sides to Every Story (1992)”

Intanto vi fornisco la tracklist:

“III Sides to Every Story” tracklist
1. Warheads
2. Rest In Peace
3. Politicalamity
4. Color Me Blind
5. Cupid’s Dead
6. Peacemaker Die
7. Seven Sundays
8. Tragic Comic
9. Our Father
10. Stop The World
11. God Isn’t Dead?
12. Everything Under The Sun: I. Rise ‘N Shine
13. Everything Under The Sun: II. Am I Ever Gonna Change
14. Everything Under The Sun: III. Who Cares?

Ascolto questo disco sommariamente, apprezzando molto “Warheads”: title opening track bella carica, assolo che te lo raccomando.
Ma non è questa la canzone con cui verrà fatta promozione, ma bensì la seconda “Rest in peace”.
“Rest in peace” è vagamente più morbida, richiamante a Jimi nella intro e nel finale, più giocosa se vogliamo, un video interessante.
Il video tratta di due vicini che litigano e si fanno la guerra per baggianate tipicamente da confinanti, il tutto ripreso in “passo 1”. La modalità del video ha preso spunto da un altro video di animazione canadese (io l’ho riconosciuto perchè una notte, durante le vacanze in montagna a Dobbiaco mi guardavo una trasmissione di Maurizio Nichetti che si chiamava…. ehm… “Fantasy party”, mi ha aiutato Google, dove i migliori film di animazione venivano mostrati) che successivamente ne reclamerà il tentativo di plagio e per questo il video originale di “Rest in peace” verrà tolto a favore di uno purtroppo blando e fatto in velocità. Purtroppo.

Dopo questa prima iniezione, il disco viene lasciato da parte, con buona dose di incoscienza da parte mia. Ovviamente lo ascoltavo tutto, ma non con il trasporto con cui consumavo il bordo del CD di “Lean into it”. C’è da dire che con il gruppo che avevo all’epoca suonavamo “Color me blind”, ma mancava qualcosa.
Il caro Nuno Bettencourt è avanti a tutti, di anni. Era giusto non capire.

Anni a seguire e qualche disco in più nel cranio, riascolto. Tutto appare chiaro. Fresco e nuovo. Sensato.
Questo disco ha pochi fronzoli, è poco appariscente al primo ascolto. Ma solo ascoltandolo all’uscita del CD successivo “Waiting for the punchline” si poteva capire quanti colori di chitarra potessero esserci in “III sides…”.
“III sides…” non è tagliente come “Pornograffitti” e non mette in primo luogo l’abilità di Nuno, ma contiene sempre rock viscerale e assoli considerevoli.
“III sides…” ha un tiro e un groove allucinante. Una esile e poco tecnica batteria, ma con un suono pieno. Un basso che è sembre dove deve essere.
Le chitarre non hanno effetti! Sono dei raggi di bicicletta amplificati. Crudi e d’impatto.
La produzione di tutti i suoni è realmente maniacale ai successivi riascolti e poco conta tentare di porvi attenzione subito. Risalta dopo.

3 pensieri su “Records of our life: “III Sides to Every Story (1992)”

  1. ste

    bella recensione. Si sente che è fatta con amore, ma anche con competenza e (per quanto possibile quando si associa Nuno e le sue varie manifestazioni a te) distaccata oggettività.
    Se proprio devo comportarmi come il rompicog**oni che sono e farti un appunto: Warheads non è la title track.
    Il prox? Lean into it?

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