Archivio mensile:dicembre 2005

Il 2005

Avrei voluto ricordarlo per fatti belli. Non si può avere tutto sempre al top, ma non era cominciato male.
Il 2005 poteva essere un anno, che dei miei 30, avrebbe avuto grossa stima.

Avrei voluto che fosse l’anno della conquista dell’America, di Los Angeles e il NAMM show, degli incontri con Nuno Bettencourt.
Avrei voluto poter dire che questo cazzo di anno andava ricordato perché ho chiuso i ponti con i miei dubbi e paure in matematicaA/Analisi1. Dove potevo riscattare qualche esame.

Ed era anche cominciato così. Tutto in un colpo. Bam bam, di seguito.

E invece questo 2005 dalle grandi speranze, dopo un 2004 non esaltante, é riuscito a cospargersi di merda.

Questo 2005 sarà ricordato perché a Giugno é morto mio zio Angelo, in Aprile é morta Claudia (una mia compagna di università) e un professore (Bagatin di Elettrotecnica), più in là un altro professore (Lepschy, persona incredibile e stimata a tutti i livelli) ancora.
Non parliamo dei fatti personali decisamente meno importanti di fronte alla morte, però anche lì ce ne sarebbe da dire.
Poi gli esami sono andati e anche no, ma stava raggiungendo una stasi, questo 2005.

Invece, questo 2005, verrà ricordato anche per la morte di un altro mio amico, David Biadene.
David é uno di quelli con il quale nella vita magari non hai stretto intensi rapporti, nel mio specifico, ma in ogni caso, per qualche motivo, lo ritrovi sempre.
Di quelli che saluti, se lo trovi per strada e ti fai la chiaccherata riguardo al rock e ai bei tempi quando suonavamo al Belfagor o in giro per Treviso. Di quelli che spariscono, per strade prese diversamente, e te li ritrovi a lavorare in E-TREE, sempre allegro e sorridente.
Come tanti lo ricordano.
Come Claudia, anche.
Ti fa pensare a quelle volte che potevi fermarti a dirle due parole, lanci un’occhiata di saluto, pensando che tanto la rivedrai da qualche parte. Invece Claudia l’ho salutata appena dopo essere tornato da Los Angeles, poi solo il messaggio di un mio amico, morta in un tragico incidente 3 mesi dopo. Lei esageratemente esuberante. Morta.
Come David, anche. Morto in un tragico incidente l’altro giorno, a pochi passi da casa.
Quelle persone che non stai tanto a pensare che possano morire, come Davide Sartori (morto l’anno scorso) o come te che stai leggendo.

Sono di quei personaggi che ti aspetti sempre di vedere di fronte ad una birra, o in centro, ti aspetti di sentire sparare una cazzata, che tanto passerai a salutare domani, perché se capita, lo/la andrai a trovare. Chi é che pensa di non esserci più a 20 anni?

Come quado ti muore Perla, un, anzi, il cane che ha vissuto con te almeno 18 anni e non hai potuto far nulla per salvarla. Oppure era troppo tardi.

Oppure era solo una merda di 2005.

Ecco, questo ricordo del 2005.
Bhé, fanculo.

Prima che finisca l’anno, e pure dopo, lasciate un commento e fatemi sapere che state bene, anche se non vi conosco.

Armi di distruzione di massa

Niente paura, o forse un pò.

Mi dovevo fare una doccia e mi sono lanciato alla ricerca di qualche prodotto per lavarsi che non fosse detersivo per piatti, e mi ritrovo un qualcosa della Nivea.

Orbene. Tempo fa, lessi (sto usando un passato… con il nome di un cane) riguardo ai cosmetici comunemente in vendita, i quali senza tanti complimenti, sono costituiti da svariate sostanze tossiche.
Ma tranquilli, per legge sono “sicuri”. E quindi vendibili.

Uno studio di ricerca invece (Enviromental working group – EWG), che per qualche ragione se ne fotte che siano solo “legalmente” sicuri, su una cosa come 16.000 cosmetici, ne ha trovati un centinaio di potenzialmente accettabili. E ha fatto un database con opportune analisi e campi di appartenenza.

Tutto questo molto probabilmente non vi interesserà, ma dato che spero vi laviate, forse è arrivato il momento di leggere le etichette e farsi la propria coscienza d’acquisto. Vale anche per altre cose, ben inteso.
Poi sono anche cazzi vostri, ma sempre più il menefreghismo ha dato segno di non essere così appagante sulla lunga distanza.

Link : EWG, dove potete cercare un pò di informazioni.

Ah… ricordo le mail terroristiche sui componenti degli shampoo e relative mail polemiche a seguire: non voglio insegnarvi nulla e tanto meno rompervi il cazzo, solo un consiglio. Poi magari, come dice Pappalardo (che adoro), “…che sbadiglio”.

Cinema: “Le cronache di Narnia”

Sarò noioso, o forse solamente dovevo sfogarmi. Oppure solo fattori coincidenti (a cui non credo, però mettiamoli sul piatto).
Insomma ci sono andato ancora e vi dico com’è.
“Cronache di Narnia”, evento cinematografico natalizio della Disney, tratto da un romanzo di C.S. Lewis del quale ammetto totale ignoranza.
Prendo quello che ho visto e vi porgo la più totale oggettività, senza rimandi, citazioni etc.. solo qualche link trovato qua e là.

Il film è pomposo, visualmente ineccepibile, ovviamente fiabesco.
Si inizia con questi 4 ragazzini (due fratelli e due sorelle) spediti dalla madre via dalla città, per proteggerli dai bombardamenti di guerra. Il posto prefissato è la casa di un fantomatico “professore”, che loro non conoscono e che già appena arrivati vengono tacciati per rompicoglioni e quindi non si deve fare nulla che un comune bambino debba fare. E’ anche vero che questa è una fiaba, quindi non si può commentare un prologo per senso logico, quindi è così e basta.
La più scaltra, la piccolina, in un impeto di fantasia, propone di giocare a nascondino, la quale (idea) dopo una serie di mugugnamenti e pernacchie da parte del resto dell’unita famiglia, viene accolta di buon grado.
E’ sempre una fiaba, occhio, niente commenti.
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Cinema: “Broken flowers”

It’s Christmas time baby!! E si va al cinema e bere birra perchè Gian compie gli anni.
Oggi dopo la quarta razione di cibo post festivo, in cazzeggio e pre serale, abbiamo pensato bene di andare al cinema a scaricare la Cineram (tessera precaricata per pagare un pò meno al cinema).

Scelta del giorno: Broken Flowers.

Dato che non ci facciamo mancare nulla prima vi metto la trama (fonte Cinecity), poi il link a Imdb e infine come la penso (e un chi se ne frega no?)

Broken flowers
di Jim Jarmusch
con Bill Murray, Jessica Lange e Sharon Stone

Don, single convinto, è stato appena scaricato dalla sua ultima fiamma, Sherry e si ritrova ancora un volta solo e abbandonato a se stesso. Ma la sua solitudine viene turbata quando una misteriosa lettera rosa, spedita da una ex-amante anonima, lo costringe a rivedere tutto il suo passato. Nella lettera, infatti, si dice che Don ha un figlio di 19 anni, che forse adesso sta cercando suo padre.
Don viene spinto dal suo amico più caro e vicino di casa Winston, un investigatore dilettante e padre di famiglia, a indagare su questo “mistero”. Riluttante a mettersi in viaggio, Don vince le sue resistenze e parte per un viaggio attraverso il paese alla ricerca di indizi, nella speranza di trovarli dalle quattro sue ex-fiamme. La visita a sorpresa ad ognuna di queste quattro donne, più uniche che rare, metterà Don davanti ad una serie di colpi di scena e sorprese che lo costringeranno a fare i conti con il suo passato e, di conseguenza, a rivedere il suo presente.

E fin qui siamo tutti contenti.
Questo il link a IMDB.com (con traduzione dei titoli in Italiano) e questo al film nello specifico: Broken Flowers (2005)

Opinione:
Il film non è male: è drammaticamente lento, senza soffrirne. Inquadrature particolari e alquanto statiche, ma che al tempo stesso danno un’immagine di quello che è l’ambiente circostante. La storia progredisce mettendo molta carne al fuoco e intrigando, pur appunto salendo con una lentezza esasperante. Molto intimista e che fa pensare ai potenziali risvolti di vita del protagonista, ma anche dei propri. Forse i lenti passaggi servono proprio a questo, a guardarsi un pò dentro. Fotografia che a me piace, ma che potevano rendere meglio se usavano una pellicola uguale in tutto il film (spero che si trattasse di un problema della copia in visione).
Insomma sul più bello che sembra tutto risolversi, succedere una drastica svolta: il finale!

Lascia un amaro in bocca strano, non deludente, ma nemmeno soddisfacente. Bill Murray sempre cinico quanto avido di parole, perfettamente in linea con il personaggio proposto. Splendida Stone, ottima Lange e molto caratteristiche le meno conosciute.

Probabilmente è volontà del regista dare questo taglio al film, ma secondo me, senza volerlo trasformare in un blockbuster da botteghino, si potevano limare alcuni frangenti per renderlo più appagante.

Ma io devo scriverla sta cazzo di sceneggiatura per la mia serie TV

Serie (ma divertenti) TV

Allora, intanto buon Natale, così mi tolgo dalle balle le convenzioni e metto sul piatto pure gli auguri per le prossime feste.
E siamo apposto.

Con le feste natalizie mi sono creato una nicchia in camera mia e dato che ormai il fuso orario di Boston non riesco a perderlo, mi sono messo in pari con le varie serie TV a cui mi sono legato in questo periodo.

Per “Lost” mi ero già regolato e attendo trepidante la prossima puntata a Gennaio 2006.
Per “Joey” mi sono guardato la combo del viaggio a Tijuana e il party di natale senza sottotitoli, tanto ormai ho preso l’andazzo.
“My name is Earl” pure. Dopo le prime puntate, va giù liscio ed è un crescendo di finezze citazioni e tagliente umorismo. Guardatevelo. Imbattibile la seconda puntata quando Randy (il fratello di Earl) procura una cassetta con un audio corso per smettere di fumare, così da permettere ad Earl di sopperire alla voce 102 della sua lista “Persone a cui ho fatto del male per fumo passivo”. Il flashback a seguire è oltraggiosamente caustico! 🙂

WeedsLa cosa seria protrattasi in questi 3 giorni di feste (in realtà c’ho messo una decina di ore) è stato finire di guardare “Weeds”, la quale (serie) avevo più volte iniziato. Mi sono fatto un bel DVD con tutte le puntate, rinominate, ordinate, i sottotitoli con lo stesso nome del file video.
Si..
peccato che BSPlayer si accontenti di più file “sottotitoli” con lo stesso prefisso, mentre il mio lettore divx no.

E “Weeds” non è proprio “easy listening” come Joey. Soprattutto quando partono con lo slang della famiglia “fornitrice”!!
Ma è bello, bei colori, bella storia, ipocrisia zero e un pò di sano cinismo. Ed infine lei, Mary-Louise Parker bravissima e con uno stupendo sorriso. Riesce ad essere dolce e sorniona, sarcastica e debole allo stesso momento. Eccellente nella sua parte.

Ma ce l’ho fatta a vederle tutte e il finale è una cosa…
La qualità cristallina di certi encodings mi fa venir voglia di scaricare serie TV a manetta, ma ci pensa la Telecom a sedarmi la voglia tenendomi ancora senza ADSL. Anche se a Carbonera è arrivata.
Mi vendicherò!

Deja vù

Tratto da Repubblica del 24 Dicembre 2005.
Io tutto questo ho come l’impressione di averlo già visto, vissuto.
Il passato si ri-ripropone. I fantasmi si ripropongono.

Il cerchio si chiude sempre. E poi ricomincia. Imperterrito.
Comunque è stato bello, poco da dire.

I fondatori Page e Brin uomini dell’anno per il Financial Times
Bici, jet e segreti nel regno di Google
I geni «buonisti» tra idealismo e soldi: da studenti spensierati a imprenditori ricchissimi in 7 anni

Sergey Brin, a sinistra, e Larry Page fondatori di Google

MOUNTAIN VIEW (California) – I ragazzi di Google, quasi tutti ventenni e trentenni, vanno da un edificio all’altro usando monopattini a motore, biciclette o Sagway, una pedana e un manubrio montati su due ruote affiancate. E anche una volta entrati nella direzione, si fa fatica a credere che questo è il quartiere generale di una società che vale oltre 120 miliardi di dollari: un’azienda cresciuta con una rapidità mai vista prima nella storia del capitalismo e che gestisce il sistema di computer più potente del mondo. L’architettura è minimalista, ma ci sono chiazze di colore ovunque: lampade psichedeliche anni ’70, distributori (gratuiti) di succhi di frutta, poltrone con massaggio rilassante incorporato. E ciotole colme di dolciumi che compaiono qua e là negli uffici e negli ingressi. Fuori, il prato, perfettamente rasato, è interrotto da una macchia di sabbia: il campo di beach volley. Un manager in jeans e maglietta esce da una porta laterale tirandosi dietro un sacco: è la lavanderia. Un altro va in palestra con un asciugamano sul collo.

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Destino, karma o banali coincidenze.

Di tutto ciò, la cosa che mi viene più difficile da credere, è la coincidenza.

Troppe cose succedono con una precisione chirurgica. Se il chirurgo è bravo. Quindi perdonatemi se metto tutto in mano al destino e suoi similari, senza usare nessun tipo di religione o che altro.

Fattostà che a Padova non riesco più a dormire e non tanto perchè fa freddo, rumori o particolari fastidi. No, forse solo perchè ormai a forza di traslare le ore davanti al computer causa html/css/php/mysql/apache/shells/web, ho il fuso orario delle Hawaii.

E fin qui nulla di strano.

Alle 4:00 di mattina, uno che abita in appartamento con altre 4 persone, non è che ha molta scelta. Prendo e vado in cucina, accendo il televisore.
Vi evito la sequenza di trasmissioni che si possono vedere a quell’ora perchè tanto lo sapete e potrete anche immaginare che sono fonte di una nuova generazione di gay, dato che si vedono donne ambigue in tutte le salse. Uno dopo un pò si stufa. Ma non è questo il punto.
Dove mi fermo io?

Telechiara. Si proprio Telechiara. Io alle 4:00, l’altra notte mentre Zellone (il mio condivisore di stanza) dormiva e blaterava nel sonno frasi in inglese, guardavo Telechiara.
Perchè?
Perchè facendo una velocissima selezione di canali, mi è apparso un fotogramma familiare. Torno indietro di una decina di canali (perchè ormai il dito è lesto) e mi fermo su Telechiara.
Ecco lo sapevo.
Possagno, patria del Canova, in piazza di fronte al Comune.

Lì ho fatto il servizio civile, e vedere il documentario di una mostra sul Canova, alle 4:00 di notte, su una rete di matrice cattolica, tra decine di simil porno, non è un caso.

C’è un messaggio dietro.
Come gli incontri fatti nei giorni passati. Figure nascoste nel e dal mio subcoscio, apparire a distanza di tempo brevissima.
Il passato mi sta chiamando e io devo decifrare il messaggio.
Intanto faccio questo post, lo taggo con Technorati e vediamo chi mi contatta. Forse arriverà la risposta.

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Volevo porre l’attenzione sul fatto che:

  • Flash è una merda: dopo innumerevoli cambi, è approdato alla versione 8 ripercorrendo lo stesso esatto sentiero tracciato da Director. E cioè come un’applicazione diffusissima perchè diretta, si è trasformata in qualcosa di potente e pachidermico, scavandosi la fossa da solo. Per carità, per qualcosa torna utile, tipo menù o media players, ma ormai non è l’unica soluzione valida.
  • CSS, Javascript (con il suo amico AJAX) prendono e prenderanno piede sempre di più. Non che prima non ce l’avessero, ma la guerra dei browsers ne limitava fortemente l’utilizzo, o meglio, ci si rompeva tanto a creare codice compatibile con tutto. La macchine ormai possono reggere il carico di browser potenti ed estesi. Persino Java potrebbe tornare utilizzabile. Lo strapotere di Internet Explorer negli anni precedenti, adesso torna indietro come un boomerang. Più browsers che si attengono agli standards, meno rotture di coglioni.

Altro non mi viene o meglio, non mi interessa; sono solo constatazioni sul momento dato che sto espletando le mie ultime produzioni, prima di mandare a fare in culo sto settore.
Mi basterebbe non vedere e sentire che Flash è il futuro, che il web è il futuro e senza il drag & drop non si può stare. Anni di sitarelli con menù sfarfallanti e transizioni da interminabili secondi.

E’ come voler mettere in una POP chart del ghotic metal. Alla gente non gliene frega un cazzo di migliaia di cose che ti fanno solo perdere tempo: un sito mi deve portare dove mi serve in meno di 3 clicks!

Arriverà il momento che non ci saranno più le intro in Flash.

Ode a E-Bay

(da un mio post su spritz.it del 5 giugno 2005 – ore 13.16)

O ibei,
dolce passatempo che a me permetti
di trovar al girovagar del mondo
fantastiche offerte ed oggetti
che mi tiran giù dritto a fondo.

Ahi a dire
la reale spesa mensile
del credito la carta divenire
nel mio mesto calmo e servile
un limite più basso a soffrire.

Ma non conta
è la gioia gaudio e tripudio
del pacchetto alla dimora giunge
in un felice ampio preludio
le mie semplici necessità unge.

E allora
dove risiede l’errore fatale
di un acquisto pur sempre lontano
un pò faceto eppur legale
di qualcosa che a resiter è vano.

Quindi tu
siffatta tecnologica droga
guidami si al prossimo prezzo
nello spender questa mia foga
e nel provar esiguo disprezzo.

DvD