Cinema: “Le cronache di Narnia”

Sarò noioso, o forse solamente dovevo sfogarmi. Oppure solo fattori coincidenti (a cui non credo, però mettiamoli sul piatto).
Insomma ci sono andato ancora e vi dico com’è.
“Cronache di Narnia”, evento cinematografico natalizio della Disney, tratto da un romanzo di C.S. Lewis del quale ammetto totale ignoranza.
Prendo quello che ho visto e vi porgo la più totale oggettività, senza rimandi, citazioni etc.. solo qualche link trovato qua e là.

Il film è pomposo, visualmente ineccepibile, ovviamente fiabesco.
Si inizia con questi 4 ragazzini (due fratelli e due sorelle) spediti dalla madre via dalla città, per proteggerli dai bombardamenti di guerra. Il posto prefissato è la casa di un fantomatico “professore”, che loro non conoscono e che già appena arrivati vengono tacciati per rompicoglioni e quindi non si deve fare nulla che un comune bambino debba fare. E’ anche vero che questa è una fiaba, quindi non si può commentare un prologo per senso logico, quindi è così e basta.
La più scaltra, la piccolina, in un impeto di fantasia, propone di giocare a nascondino, la quale (idea) dopo una serie di mugugnamenti e pernacchie da parte del resto dell’unita famiglia, viene accolta di buon grado.
E’ sempre una fiaba, occhio, niente commenti.

Sempre la più piccola ti scopre, quello che non doveva essere scoperto e di lì a poco si ritrova in un bosco, di un’altra dimensione/epoca/mondo, neve ovunque e un lampione.

Ribadisco, è una fiaba. E il lampione avrà il suo senso se magari qualcuno conosce C.S. Lewis, io non l’ho colto; forse il tempo che scorre… Tipo un “fil rouge” dell’autore.

Qui succedono i cazzi più incredibili, arriva la strga di turno, il figo di turno, gabole burocratiche ti turno, “fatta la legge, fatta la truffa”, rivalsa e finale… bhè immaginatelo.

Il film non è brutto. Anzi. Ma non dà (ci vorrà l’accento?) soddisfazione. Se l’età è dieci anni, allora è una sagra. Se ci portate figlio o nipote o cugino, pure. Per fare un raffronto, Harry Potter ti prende, anche se non sei giovincello, ti passa questo giallo a sfondo magico e alla fine dici “eh.. sapevo che era lui”.
Percepisci di aver seguito una storia.
Narnia a me non ha lasciato questa sensazione, pur avendo passato lì due ore e pur avendolo vissuto quando basta.

Mah, non so. Non lo sconsiglio, ma raccattate qualche parente che crede ancora a Babbo Natale e fatevi queste due ore di infanzia.
Male non fa.

Qualche link nel caso:
Il film: Le cronache di Narnia (2005)

La serie TV di qualche anno fa: The Lion, the Witch, & the Wardrobe (1988) (TV)

E ora perdetevi nei vari collegamenti con IMDb.

Un pensiero su “Cinema: “Le cronache di Narnia”

  1. S.

    Non aggiungo nulla alla tua recensione.
    Dico solo che io ho passato i 20 minuti finali (ci sono testimoni che possono confermare) a dire “la stronza!” oppure “chea vaca!” ogni volta che inquadravano una delle due sorelline, suscitando reazioni discrepanti nella miriade di bambine+genitori che stavano sedute nei posti attorno a me.

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