Archivio mensile:febbraio 2006

4400 e informazioni parrochiali

Comunicazione di servizio:
questa sera e domani (leggi 27 e 28 Febbraio 2006), in abile concomitanza con il Festival di San Remo, RaiDue pensa bene di mandare in onda “4400”.

“4400” è una serie TV americana, ovviamente, che ha riscosso un particolare successo nella sua prima messa in onda, anzi, è stato il TV show con più alto seguito nella sua premiere.
Uno con queste aspettative, parte tra l’entusiasta e il prevenuto. “Mah.. sarà una merda con qualche finezza” oppure “Chissà che figata immonda, però stiamo attenti”.

Invece no. “4400” è bello, molto bello e nel finale (tipo le ultime 4 puntate) della season 2 è proprio figo.

Cos’è non ve lo dico, andate qui 4400 at tv.com.
Sappiate che intriga come Lost, ma la tira meno lunga. Sembra X-files, ma non lo è.
E la Rai te lo mette a 3 puntate alla botta, assieme al festival, senza praticamente pubblicizzarlo.

Pizza e vado a guardarmelo.

Lost nel frattempo sta diventando complicato e un pò noioso, ma si sta riprendendo alla grande.

Dicono…

… che scrivo bene, qui. Non ci avrei fatto tanto caso, se non fosse stato che dopo il decimo apprezzamento, mi è venuto il dubbio che potesse essere vero.
Tranquilli, non è autocelebrazione. E’ solo che mi viene da ridere. Avrei potuto velatamente godere di complimenti, celando in me le reazioni, in tutt’altri campi caso mai, ma non riguardo scrivere qualcosa.

Per 5 anni di ITIS, distribuiti in 2 a Treviso al Fermi e 3 al Barsanti a Castelfranco Veneto, non penso di essere salito sopra il 6. E quando dico “sopra”, intendo dire un voto minore, mai uguale.
Inoltre, il mio sconsiderato disinteresse formale indotto per letteratura, storia e informazioni cosiddette “importanti” su carta stampata scolastica, sono state motivo di travaglio durante gli ultimi anni del Barsanti, perchè non è che prendessi meno di 6 in forma varia, ma un 5 fisso.
Ma quando dico 5 fisso, intendo dire, 5. No way, no mercy.

Di solito il parto del tema in classe si sviluppava così:

  • “Oh merda, un tema in classe”
  • Panico concatenato a quest’ultimo e carico psicologico incrementale derivato dai passati insuccessi
  • Dolori intestinali di natura psicosomatica
  • 2 ore di agonia: “ce la farò?” “Che cazzo scrivo?” “Dai proviamo così” “Si può andare” “che due coglioni, devo anche ricopiare” “che due coglioni devo anche rileggere” “beccherò tutti gli errori stavolta?” “consegnamo e chisseneincula”
  • E’ finita
  • Correzione, consegna: 5 fisso

E avanti così.
La cosa bellissima, a posteriori si intende, era il commento del prof Gino Fabian, sempre lo stesso: “Guarda…tu non è che scrivi male, anzi… però.. è come.. sei un farfallone.. giri di qua e di là, ti perdi un errore, cambi argomento, sei disattento” e io “Professore.. c’ha ragione, che le devo dire…”.
Cosa rende bellissima questa umiliazione, mi è comprensibile solo ora.
Ora che qualcuno dice che scrivo decentemente. Ora che leggo mi rendo conto di come scrivono gli altri. Ora che capisco cosa voglia dire essere attento e metodico. Ora che capisco chi e cosa riesce in qualcosa, come e perchè. Ora che di anni ne ho praticamente 30.

E il buon Gino, che mi ha sempre trattato con un’imparzialità estrema, senza darmi mai ne più, ne meno di quanto meritassi, mi ha dato una lezione, all’epoca, forse in fondo da me compresa e l’avrei voluta anche mettere in pratica, ma per quanto un cervello di un quindicenne potesse sforzarsi, non era il momento (o periodo) più adatto per accettare buoni consigli.
Io i miei problemi (che alla fine non erano problemi, magari attività prese da altri punti di vista, non consoni per il momento ovviamente) me li sono risolti, o per lo meno, so dove andare a parare. So come uscirne per far sì che le cose che ho dentro vengano fuori.
Magari ora ne ho altri di cui mi rendo conto, so qual’è la soluzione, ma non riesco a mettere in pratica il piano di salvataggio, come fossi costretto da una camicia di forza, la quale mi fa subire ogni mazzata, conscio di cosa e come sta avvenendo.
Non mi sto elogiando, sto solo dicendo che ho capito e che in fondo ringrazio il caro Fabian. Però anche lui… 🙂

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10 anni dopo [parte 2]

Ebbene… dopo un inizio in grande stile, soprattutto con grande partecipazione di incalliti chattatori su ampio range italico, per quanto mi riguarda, ho avuto un brusco stop dovuto all’università (il primo mandato, tra le altre cose). Il mio computer era in esilio a Padova senza connessione (orrore!), travasato in vari appartamenti, quindi sono rimasto fuori dal giro assiduo per qualche mese, sino a trovarmi di fronte alla successiva pietra miliare.

Quelli che hanno avuto modo di gustarsi il compleanno di Pigi, mantengono indissolubile il legame tra l’inizio dell’era irc con quella serata al Sax. Tutti gli altri invece passano diretti al raduno di Lignano del Giugno 1996.
A pensarci è pazzesco. In quell’anno ci sono stati altri frangenti alquanto degni nota. E il tutto è successo nell’arco di un 6 mesi circa.
Nell’ordine posso elencare:

  • 1° Raduno (o Megaraduno IRC Undernet, battezzato da Mackley) a Lignano
  • Annesso al precedente c’è stato il mio primo concerto che mi ha visto come “facchino”: King Crimson all’Arena di Lignano. E poi dicono che il destino non esiste.
  • Beach Bum Rock Festival, di cui (manco a farlo apposta) vesto in questo istante la maglietta
  • Raduno a Senigallia da Antono (pace all’anima sua)
  • Santana & Satriani a Lonigo, sempre come “operaio dell’entertainment”
  • Trasferimento nella reggia di via Tommaseo in Padova (con la pur sempre storica prima configurazione io, Juà, il Testa, Curtolao, il Bigo e lo Slavo)

La mia veneranda età, non mi permette di assestare esattamente le date, altri incontri ci sono stati nel frattempo, ma non sono più certo di posizionarli nel giusto lasso temporale. Fattostà che quelli elencati sono il succo di quell’anno magnifico.
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Il trackball, sua superiorità

Il migliore Perchè la gente deve ostinarsi ad usare il mouse? Perchè spostare come degli stolti, in giro per un tavolo, un affare che ti fa muovere a vuoto (se non sai usarlo, si intende… sembra impossibile, ma ce ne sono molti…). Allora perchè tutti non usano il trackball? Qualcosa di realmente razionale, pratico e pure bello.
Vedete… quando una cosa è fottutamente innovativa, la massa non capisce. E allora tanto vale.

10 anni dopo [parte 1]

Ieri sera (formalmente ho cominciato questo post appena tornato, cioè il 18/19 Febbraio 2006) sono stato ad una cena. Non era un anniversario perchè gli anni di mezzo erano 10. Esattamente 10 anni dopo. Giorno più, giorno meno.
Sono passati 10 anni.

Visto e considerato che ne ho 29, si tratta di un evento avvenuto all’eta di 19 anni. 17 Febbraio 1996.
Mi permetto di introdurre l’argomento con un salto nel tempo all’indietro.
A quel tempo (l’estate prima), Internet non era ancora “the next big thing”, era una cosa associabile ad una parola insensata come “Vol”, “Video on line”.
A meno che uno non avesse accesso tramite università, navigando tra i newsgroup alla ricerca mediamente di foto porno, non c’era assolutamente il concetto di “collegarsi”, “navigare” e soprattutto comunicare. Non era per la massa, ma nemmeno per una massa piccola, era quasi elitario. Non per stile, ma per idea. Stava nascendo, ma non proprio. Si sapeva, ma non esattamente.
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Bukkake Day 2006


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Blando vagare

Posto mesto, senza sesto, poca voglia nella testa.
Non è festa e nemmeno resta, la speranza che mi cambi.
Lembi, strambi ma gradevoli momenti, lenti e rarefatti senza soluzione alcuna.
Luna, luce sul cammello che per la cruna non passa nella mattina, bruna.
Non è sfortuna, ma sol destino, nel labile cammino, chino a trovar soluzione, senza l’ovvia rimozione dei momenti, lenti, di felice distensione.
La sol mansione che mi diede commissione, suscita l’opposta reazione, e riffugir quindi nel plumbeo ciel di oggi, che in se non desta mal umore, ma solo ansia di non stare al giusto posto.

E non mi sono drogato.