10 anni dopo [parte 3]

Ma no… non era finito il post sul raduno “10 anni dopo”, anche perchè ero ancora fermo al ’96.
Ebbene, dicevo, che bello il ’96.
Dopo mesi di incontri nel quartier generale di Treviso, parallelamente si susseguono crocevia di storie nella reggia di Via Tommaseo, Padova.
La citata dimora, come tante del resto quando sei studente universitario, diventa quel ritrovo di tanti amici, soprattutto quando la casa è grande.
Ogni studente che abbia vissuto la vita condivisa, porta con se nel cuore la convinzione che mai altra casa possa essere migliore della tua, è un pò fisiologico. Poi scopri che esistono migliaia di microcosmi universitari altrettanto fantascentifici, forse più, ma la tua resta quella di cui il ricordo non verrà mai sopraffatto.

Fu così che io, Giovanni (Juà), Davide (il Bigo), Ale (Curtolo), Andrea (il Testa) e Alberto (lo Slavo), ci ritrovammo a vivere per qualche mese (circa un anno e mezzo) tutti insieme. Gli stati pregressi che ci hanno portato a questa unione, richiede un altro post, più adatto ad affiancarsi al destino e similari, ma allora se cominciamo così non si finisce più, ergo facciamo che le informazioni utili alla comprensione del seguito ci sono tutte.

Tra quelle mura un pò decandenti si sono susseguite storie, amori, avventure, fraintendimenti, feste, grasse risate e passaggi epocali di gruppo. Manco fossimo stati i Deep Purple.
Ma da lì ho esteso le mie conoscenze a molta altra gente incontrata in Undernet, ho passato il virus a Juà, il quale come suo solito, ha massimizzato la cosa, aumentando quindi il potere catalizzatore del nostro appartamento ad incontri con chattatori all over the Italy e non solo.
Ah ecco… ricordo una intera notte a parlare con una ragazza simpaticissima, dalla Svizzera, a parlare solo di Mac. E io manco ce l’avevo ancora.
Persone che associo a quel periodo sono di sicuro AntonioRC, dmp, Next, il Bestia (diciamo più un’estesione :)), Kasy, elSupremo, Ageless, TimeWalk, Savio (e le scorribande per Bologna da Simone! 🙂 ) e avanti. Gli altri amici erano già super assodati ormai.
La vita corre avanti, gli esami no e io cedo. Aumentano i concerti e la chiamata al servizio civile si rende una certezza. Le persone vanno e vengono. Arrivano amori concreti. Gente che si sposa e fa figli (vero Giovanni?), altri invece cambiano poco niente. Interi periodi economici scoppiano e svaniscono (la new economy). Si dimenticano abitudini e si riprendono. Cose prima da pura fantascienza, diventano comuni (il cellulare e le fotocamere digitali).
In tutto questo io vivo dei periodi incredibilmente decisivi della mia vita: un servizio civile e una ragazza importante, un lavoro nell’epicentro del tifone e l’illuminazione in stile “il Melandri” (di Amici Miei) quando vede la Madonna, cioè vengo colto dalla strana sensazione di aver fatto un madornale errore ad essermi ritirato dall’Università e ci ritorno. Da zero. Ad Ingegneria.

Potevo fare di meglio, lo so, tipo drogarmi, prostituirmi o far prostituire, intraprendere la carriera politica o ancor meglio l’amata rock star, ma io sono capitato in quello. E quello ho fatto.
L’overdose di Internet grazie ad E-TREE, alla quale sarò sempre riconoscente perchè ne mantengo un ottimo ricordo, ha fatto sì che le vie di IRC si perdessero.
Non ho sentito persone per anni. Oppure le ho sentite per via “fisica”, abbandonando il terminale. Dopo tutto questo tempo, i caretteri a video erano sempre più persone tangibili, amicizie serie. Con gente come ThePower e Erika^, Marvin, AntonioRC, Mara e Film, che ti hanno dato tanto, non concepisci più il fatto di poterci chattare, non ha senso.
E la chat nel frattempo si evolve. Escono sistemi sempre più intricati e spesso inutili, Undernet ormai è una specie di Los Angeles, dove non riesci a vedere la fine di chi è presente in canale, dove la tua veteranità non serve e non ha riscontro. Diciamo pure che non gliene frega un cazzo a nessuno.
Un giorno, quando anche E-TREE è lontana nel tempo, ti arriva una mail.
Con scritto “Megaraduno a Treviso – 10 anni dopo”.
E non sai se piangere, ridere, essere commosso, esserne felice. Alla fine ho deciso che era una bella cosa, anche se i “10 anni” mi fanno ancora paura.
Soprattutto quando quel buontempone di Marvin ti saluta dicendo “ah ma cosa fai ora?” “Studio.” “ANCORA? Ma ti ho conosciuto che studiavi e adesso sei ancora, l’unico, che studia”. La mia autostima è precipitata in qualche secondo. Ma ha ragione, che posso farci.

E allora eccoci qua. Tanti. I soliti, un back to the past di 10 anni esatti dove, telefoni, fotocamere e figli a parte, sembrava tutto uguale. Sarebbe stato bello avere qualche altra persona, ma c’è da aspettarsi una reunion anche per l’evento di quel Giugno ’96. E forse lì saremo veramente tutti.
Anzi. Sapete che vi dico? So per certo che alcuni dei presenti, leggono qui. Io metto a disposizione questo spazio. Chi c’era commenti, magari solo con nome e cognome. Avvisi altra gente che faccia lo stesso. I commenti serviranno da lista dei presenti nel qualcaso si faccia qualcosa. Anche una semplice pizza.
Intanto la butto lì poi vediamo. (Ma commentate però stronzi! non che vi debba sgamare con Google Analytics).

La serata, ribadisco, è stata bella. Al di là delle parole dette, delle battute scambiate, era bello vedere nel viso di una persona le avventure passate assieme. I posti visti, le relazione che si sono susseguite.
Come al solito, io non ho elargito molto, ma non è che la voce possa essere l’indicatore di una sensazione, o almeno non sempre.
Ero felice di essere lì. Anche se ormai non ero più il più giovane, anche se ormai non c’era più nulla di mistico e nuovo da scoprire.
Ogni tanto qualche vecchia conoscenza da molte più emozioni di altre cose.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *