Delle gioie dell’Italia

Non stiamo a prenderci in giro o nascondere la sporcizia sotto il tappeto.
Fautori o meno della decadenza dell’Italia, ci siamo dentro e perciò ho poco senso tirarsene fuori come a voler dire, “no non è colpa mia e allora non faccio niente”.
Sono abbastanza sterili tutte le varie polemiche, prese di posizione, mettersi da una parte o dall’altra. Non vale più la pena. Non ha senso, semplicemente.

Pur schifandomi di tante cose in Italia (a volte tenendomele per me altre volte dimostrando pubblico dissenso), ci sono cose di cui non riuscirei farne a meno. Non sono stato a controllare, ma sono quasi certo di averne già parlato. Constatando pure stamattina e in questi giorni tali positività, mi accingo a ripeterle (che brutta da scrivere la parola “accingo”, sembra un’offesa… “ohh tu brutto accingo!”).

Le Poste e i bar. Si, a pensarci, l’ho già detto. Ma tanto è mio il blog.
Le Poste mi hanno dato ancora una volta prova di funzionare egregiamente e sebbene Grillo non sia entusiasta del profilo bancario di tale azienda, in quanto a servizio postale, danno sempre più soddisfazioni. E quando le cose vanno bene, io sono il primo a sottolinearle.

I bar. I bar italiani, come direbbe Ciampi. Tu entri e senti il cigolare semi perpetuo del macina caffè e io per ricrearmi tale ambiente me ne sono trovato uno uguale per casa mia. Entri e senti “trrrrriiiriiiriiiriiiirirrrrrrrrrii”. Sono quasi convinto di perdermi l’aroma carattersitico di ogni locale, ma se la natura ha voluto che perdessi l’olfatto, non ci posso fare nulla. Fattostà che il suono dei bar, italiani, mi piace assai.
Poi il rito “cappuccio e brioche”. Accoppiata indivisibile.
La cosa che mi affascina maggiormente è il momento che va dalla fine pronuncia mio di “..rioche” e il processo di produzione che si attua.
“si…unoeottanta 4CAPPUCCITOAST3MACCHIATI1LISCIOSUCCOPESCAsi prego prendi quella che vuoi, il prossimo…”.
Mentre tu stai ancora decidendo se farti la bocca con il cioccolato oppure la crema (per non parlare dello zabaione) il sistema ha già macinato una serie di eventi che richiedono una esatta e precisa gestione onde non cadere in una errata consegna.

Il fascino della parte affascinante è appunto la comunicazione tra la stazione A (cassiere/a) e stazione B (produzione distribuzione fronte macchina caffè espresso).
La stazione A spedisce informazioni a tappeto, senza problemi, alla stazione B, la quale riceve, bufferizza le informazioni e produce. Questa cosa è ancora più meravigliosa negli autogrill, quelli grossi, in ore di punta o eventi particolari (salvo le razzie fine concerti…).
Nella maggior parte dei casi e nelle situazioni allenate, non sbagliano un colpo. Memoria fotografica. Array di tazzine tintinnanti, piattini disposti con maestria. E si ripete. Per tutta la mattina. Il rito della colazione.
Ecco io questo adoro e mi fanno ridere gli apprendisti di un qualsiasi Starbucks americano, che per farti un buon caffettino con tutte le specifiche ci mettono quei 5 minuti, mentre un barista di autogrill con 6 ore di lavoro alle spalle e fior fior di Camogli riscaldati, avrebbe già macinato, nel medesimo tempo o sicuramente meno, un chilo di caffè, fatto un numero a tre cifre di bevande a base di caffè, messo a scaldare piadine, panini o altro.
E fatto 4 giri di lavastoviglie perchè aveva un buco libero.

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