Archivio mensile:aprile 2006

Here comes the hot stepper…

Siorri e siorre,
alle ore 6.23 antimeridiane, minuto più, minuto meno, minuto modulo, del 27 Aprile 2006, nella persona di me medesimo De Vidi Daniel, meglio conosciuto anche come “ma chi cazzo te l’ha fatto fare di tornare all’università a scheggiarti le palle con gli integrali”, nella figura di ex-operatore della new economy e in quanto tale, schiavo dell’unica attività lavorativa perseguita a norma di legge per alcuni anni, venutosi a creare un legame e opportunità lavorativa con colui il quale produce il sopraffino strumento per fare ROCKANDROLL!!!, essendo quindi a mia volta schiavo della chitarra, noto strumento del Diavolo, mi sento in grado di dire che la veste ’06, che poteva essere ’05 (se non ero da solo a fare il sistemista, lottare contro hackers curdi che poveracci stanno anche messi male dove sono, il DB, le SQL, il PHP, l’HTML, il CSS, le proposte grafiche, il taglio della grafica, l’allineamento della grafica, Flash e relativo backend… e tenere incollato tutto ciò tramite testing in condizioni estreme, che non vuol dire attaccato ad un elastico o allo zero assoluto, ma semplicemente senza ADSL) del sito Brunetti.it è on-line.
Ora si tratta solo di tappare le magagne, litigare con Internet Explorer, ritoccare qui, ritoccare la…

Ecco.. ora.. non stracciatemi i maroni: se c’è una magagna la so già, se proprio dovete, lasciate un complimento (sincero), che ne ho bisogno moralmente.
E’ che… sapete… devo fare “Fondamenti di comunicazioni” con Pupolin e tra un’ora e mezza ho lezione.

Cose serie e altre meno

Adesso la butto lì, svaccata e incomprensibile ai più. Tanto è tipico, è da blog. Di quelli frustrati. Giusto per stare in linea con l’ambiente.
Tanto per aggiungere un post, quando non hai nulla da dire, ma pare brutto non avercelo, da dire.

Si potrebbe stare ore a parlare, dire, pensare. Ma voi vi rompereste il cazzo e io sono di poche parole per gli affari miei, quindi non mi posso allineare alla bloggosità imperante.

Però proprio volendo, si è scoperto di recente che:

  • L’Italia è divisa in due. Quindi la cosa che mi fa pensare è che in qualunque posto andiate (lavoro, scuola, cinema, concerti etc..) in Italia, con una buona metà delle persone avete la certezza statistica di non andarci un granchè d’accordo.
  • Le cose belle arrivano ogni tanto. Quelle bellissime,soprattutto, all’improvviso e non capisci come e da dove. Solo che quest’ultime, non puoi mai trattenerle e altrettanto all’improvviso, ti vengono sottratte contro ogni tuo volere, azione, parola. Razionalità, volontà, capacità non contano, credo sia una delle tante manifestazioni di quella cosa.. come si chiama? ah si, destino.
  • L’elefante sta partorendo. A breve un resoconto.
  • Ho suonato (oggi) tutto il giorno, come non facevo da un pezzo. Ho diligentemente seguito una serie di esercizi progressivi, riscaldato e tenuto il volume abbastanza alto. E pensate un pò, mi è quasi riuscito tutto l’assolo di “Daddy, brother, lover and little boy”. Quasi.
  • La benzina costa un’infamia.
  • Il nuovo programma di Crozza è figo.
  • Credo che tra un pò rifarò il template di codesto blog.
  • Ho realizzato che tra qualche giorno sarò in una stanza singola, a Padova. Mai avuto tanto spazio, a Padova.
  • Per la chiusura del nostro appartamento, data segnata 30 Giugno, in concomitanza con il mio compleanno, 29 Giugno, ci apprestiamo a creare una serie di festini-evento. L’idea migliore è venuta a me e Gian: due computer in due stanze che ogni tot minuti, se non inserisci i giusti codici, bloccano la musica. Chi ha capito il nesso, gioisca delle nostra inutile genialità.
  • Il caldo inizia a farsi sentire. E non faccio parte di quelli che si lamentavano per la pioggia o il clima di prima.
  • Questa fa ridere. Ho avuto una visione mistica: una notte, dopo essere andato a letto presto (tipo alle 23 e qualcosa, mai fatto), mi sono alzato alle 4 e non avendo sonno accendo la TV. Come la volta di Telechiara e il Canova, evito di narrare il surf tra i similpornos e mi fermo su ReteQuattro, la quale di notte, sfodera programmi del recente passato, che in altri termini si fa chiamare “trasmissioni anni 80”.
    In una trasmissione anni 80 non manca mai la “musica” e “i giovani”. Quindi quando negli anni 80 sentivi parlare di “musica” e di “giovani” di sicuro c’è di mezzo o Cecchetto o San Remo. Io ho avuto culo, li ho beccati tutti e due. Cecchetto presenta successi uscenti (e non) di San Remo ’84. Esce Christian, più 80’s che mai, però gli 80’s puliti, in doppio petto, lisci in volto e ricci in testa. Microfono tenuto in mano con le punte delle dita e sorriso smagliante. Esce il titolo: “Cara”.
    Io, in mutande, mentre mi gratto il sedere, dal profondo del mio subconscio e soprattutto senza averne il controllo, prima che la musica partisse, canticchio : “Caaaraaaa, il tem’po vooola…”. Mi fermo tra l’impietrito e lo stupefatto. Come cazzo facevo io a cantare con quella sicurezza, quella canzone. Parte la musica.
    “ah.. ecco.. vedi, non ci sta, mi sarò confuso con altre cose…”. Parte il ritornello “Caraaa, il tem’po voolaa”.
    Spengo la TV, sconvolto da quello che naviga inutilmente e senza controllo nel mio cervello.
  • Se non ho detto tutto, mi verrà domani.

Prometto, la prossima volta sarò più costruttivo.

Ora manca l’Amiga

Commodore

Dopo il Commodore16 venne il 64 (anche se era più vecchio).
Dopo il Commodore64 venne l’Amiga (una macchina meravigliosa).
Dopo l’Amiga… purtroppo ho preso un Pentium 90 (si, quello con il baco!).
Dopo il Pentium 90 venne un K500 con un altro baco al controller HD.
Dopo il K500 venne l’iBook (dual USB).
Dopo l’iBook venne il Powerbook.

E ora ritornano. Ora voglio l’Amiga in tutte le case!

Records of our life: “Lean into It (1991)”

Ed eccolo qua. All’epoca era forse una delle cose più mainstream in America. In Italia magari no. Ma nella fase calante dell’hard rock, questo è stato uno degli ultimi botti.
Ed è stato un botto relativamente forte perchè questo è il CD che ho ascoltato di più in assoluto. Forse, come già accennato, “III sides…” sta prendendo il sopravvento, ma se la giocano, sono lì lì.

’91 cari miei. 15 anni. Estate. Non vorrei insistere sul trailer dell’estate del ’91, ma questo disco è uno delle pennellate chiave di tutto il quadro.
Mentre gli Skid Row se ne escono con “Monkey business” e gli Extreme segnano indelebilmente la via con “More than words”, i Mr. Big si uniscono alla carovana con “To be with you”.

Fin qui è una storia da popchart ordinaria come una lettera che non viene spedita in prioritaria. Noiosa anche.
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