Records of our life: “Lean into It (1991)”

Ed eccolo qua. All’epoca era forse una delle cose più mainstream in America. In Italia magari no. Ma nella fase calante dell’hard rock, questo è stato uno degli ultimi botti.
Ed è stato un botto relativamente forte perchè questo è il CD che ho ascoltato di più in assoluto. Forse, come già accennato, “III sides…” sta prendendo il sopravvento, ma se la giocano, sono lì lì.

’91 cari miei. 15 anni. Estate. Non vorrei insistere sul trailer dell’estate del ’91, ma questo disco è uno delle pennellate chiave di tutto il quadro.
Mentre gli Skid Row se ne escono con “Monkey business” e gli Extreme segnano indelebilmente la via con “More than words”, i Mr. Big si uniscono alla carovana con “To be with you”.

Fin qui è una storia da popchart ordinaria come una lettera che non viene spedita in prioritaria. Noiosa anche.

E invece no. A me incuiriosiva lo “sdong” dell’assolo di “To be with you”. Ecco. Io non sapevo chi erano, da dove venissero. Io mi ero perso il metal ’80s come fan del genere. Io ero catalizzato su quela corda strappata con tanta non curanza. Con quel sorriso. Con quello stile.
Era una fottuta corda strappata. Non avete presente il video vero? Se si, vi dovrebbe tornare alla mente come Paul Gilbert iniziava l’assolo. Con la precisione e menefreghismo di Fantozzi che timbra il cartellino.
Anni a seguire avrei intuito che era tutto parte del gioco. Ma in quel momento, in quel Giugno ’91, era stile.
Comincia l’assolo… “plin plon plinplin plin plon…”. E dopo, piccolo lick sul Mi cantino, alza la chitarra verso la cinepresa e “sdong”.
A me quello faceva morire. Dopo Pink Floyd a tonnellate, quello mi piaceva troppo. E poi avevano ancora le permanenti come gli Europe.
Bene… arriva il giorno che un fratello di un mio amico mi presta la cassetta di “Lean into it” ove è presente la canzone appena descritta.
Io non vedevo l’ora di suonarla sulla mia fiammante Epiphone rossa.
Le cassette, quei nastri magnetici con particolare involucro plastico, simbolo degli ’80s, hanno una caratteristica spettacolare, quanto fastidiosa alle volte, dipende dal momento.
La linearità.
Il nastro non è un CD, prendi, salti, su e giù. Nel nastro c’è la prima canzone, poi la seconda, poi la terza… e se vuoi andare avanti… rprprprstop…. prprprrp stop ah no è prima rrprprprprpr stop.
“To be with you” era l’ultima. Sicuramente non a caso.
Uno dice, ok sei all’inizio del lato A, metti il lato B e torni un pò indietro. Eh no cicci, troppo facile. E poi, un disco con sta copertina spettacolare, va almeno ascoltato per bene.

E si apre il mondo.
C’è un trapano. Un Sol (o G) che entra da sopra e da sotto e parte un ritmone. La voce è quella della ballata famosa, forse troppo.
MA QUESTO E’ FOTTUTO ROCK! HARD ROCK!
In “Daddy, Brother, Lover, Little Boy (The Electric Drill Song)” c’è un basso che regge tutto, un batterista fisso e diretto e una chitarra distorta si, ma con tanto chorus. Ma cazzo..è distorta!?!?!? Non faccio a tempo a finire i miei commenti ingnoranti che entra un assolo che cambia tutto.
Che mi cambia tutto.
“Ma si può?” penso. Si… non stiamo parlando della visione musicale, della canzone, del feeling emozionale. Mera tecnica.
Dico “figo…”. C’è da dire che io non avevo ben presente quello che era successo nel decennio precedente. Salvo i Van Halen si intende.
Ma nemmeno Malmsteen. Vai. E ormai i giochi erano fatti eh.
Io lì dico “eh che cazzo… ma questo spacca”. Andiamo avanti.
Alive And Kickin’” un blues rock con una chitarra slabrata e vetrosa all’inizio. Un ottimo groove. Ma come si fa a fare ste cose, penso. Un assolo con armonici e ci sta tutto. O mio dio.
Avanti ancora. “Green-Tinted Sixties Mind“. Qui è un delirio. Piatti in reverse e sto suono plastico e fluido della intro di chitarra, che a seguire, anni dopo, si scopre essere un semplice arpeggio in Mi Maggiore (o E). Però cazzo, fatto così.

Insomma macina, macina. Arrivo a “To be with you”, ma ormai e troppo tardi. Ormai il danno è fatto. Io voglio già tornare indietro e imparare tutte le canzoni. La ballata rovina-rockbands, bella per carità, la so già, lo “sdong” bene o male, so dove va a parare.
Io voglio imparare l’intro di “Green-Tinted Sixties Mind”!!!
Nel magico mio piccolo mondo, fatto di ITIS (a Treviso), negozi di dischi non proprio così forniti e informazioni dagli States distanti, era follia pura quel disco. Magari non eclatante, ma per me è troppo.
Chi è sto Paul Gilbert!??! Chi è sto Billy Sheehan!?!!?
Ecco, da quella cassetta prestata dal fratello di un mio amico (l’avrò tornata indietro?!?! si, mi sa di si…) è passata un pò d’acqua sotto i ponti.
C’è stata la MIA cassetta, il mio CD (con il bordo ormai consumato), la mia band con covers dei Mr.Big, la mia chitarra modello Paul Gilbert, la mia chitarra firmata da Paul Gilbert e Billy Sheehan, la mia foto con Paul Gilbert e Billy Sheehan, i dischi di Paul Gilbert e ore di pratica.

Potrà sembrare puramente meccanico e fanatico il discorso, ma non lo è. Era il seme della passione, rappresentato da questo disco. Credo che ogni appassionato abbia il suo disco, che non deve per forza essere il primo. Quello che rappressenta il punto in cui capisci qualcosa.
Poi vedi altri aspetti come lo stile, il songwriting, la finalità della musica e delle sensazioni.
“Lean into it” io, non lo presto a nessuno, vi vado a comprare una copia e ve la regalo casomai.
Quelle ore passate in uno stanzino a sudare su una chitarra per fare lo “sdong”, o gli armonici di “Alive and kickin'”, o i salti di corda… quelle sono il motivo per cui senza musica non riuscirei a fare tante cose.

Non so nemmeno se consigliarvelo, non è profondo come “III sides…” dove magari uno tira fuori un pò quello che vuole.
“Lean into it” era e rimane un prodotto a tavolino, commerciale e patinato. Per me è stato illuminante. Non so se a qualcuno che lo ascolta ora, può risultare interessante.
Resta il fatto che a me ricorda un sacco di cose belle.

Lean into it” tracklist
1. Daddy, Brother, Lover, Little Boy (The Electric Drill Song)
2. Alive And Kickin’
3. Green-Tinted Sixties Mind
4. Cdff-Lucky This Time
5. Voodoo Kiss Listen
6. Never Say Never
7. Just Take My Heart
8. My Kinda Woman
9. A Little Too Loose
10. Road To Ruin
11. To Be With You

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