Archivio mensile:maggio 2006

“Da guitarz project” teaser



“Da Guitarz project”
Originally uploaded by [DvD].

Più o meno ci siamo, ho dato una forma all’idea.
Ovviamente ci sarà un post più corposo a riguardo, bilingua mangari.

Di cosa si tratta?
Ecco… io adoro le chitarre. Proprio in tutti gli aspetti: acustici, visuali, al tatto, sensazioni. Alcune le guarderei ore, senza suonarle o toccarle. Altre mi farei venire sangue alle dita a forza di usarle.

Dato che quelle che mi interessavano le ho quasi tutte, ora si tratta di allargare il giro. Ma non da feticista o collezionista spinto.
Io voglio chitarre (o bassi…). Fondi di magazzino, dimenticate in un angolo, corpi e manici senza elettronica, o solo elettronica…

Voglio ripulirvi le soffitte, cantine, stanze.
Non mi interessa che siano pregiate, rotte, disastrate.
Se mi piacciono, ci si mette d’accordo.
Per ora, questa è l’idea. Un network di contatti e foto per valutare scambi o “vuoti a perdere”.

Quello che mi serve ora è che la voce si sparga, tipo che se andando a casa di un vostro amico, vedeste uno strumento rovinato e in disparte, diciate “ma sai che forse quella a qualcuno interessa….”.

A buon rendere, of course.

5/12 di 2006

Dopo aver riassunto un 2005 assolutamente non piacevole, nei primi 5/12 di 2006 non é che ci siano state le premesse perchè butti proprio bene nei mesi a seguire.

Oppure il mio Karma è difettoso e devo farmelo cambiare. O devo trovare le istruzioni, magari è colpa mia.

Pronto, chi sei e da dove chiami?

Se non siete dentro la cosa, è meglio.
Se siete radioamatori, appassionati, conoscenti… bhè se non vi obbliga nessuno, va bene. E’ comunque affascinante, lo ammetto. Anzi no, ne sono convinto anche io: tutto il mondo dei segnali e delle onde elettromagnetiche che attorno a noi viaggiano e hanno un senso, è fenomenale.

Ci passano davanti agli occhi, forse anche nel corpo e se prese nel giusto modo, trasportano musica, parole, dati.
E’ veramente pazzesco cosa l’uomo ha creato. Domare campi elettrici e magnetici per portare da qui a lì informazioni è quanto di più meraviglioso ci possa essere nella tecnologia, giuro.
Io sono galvanizzato di fronte a tutto ciò.
Segnali che portano altri segnali, che a determinate frequenze, in certe condizioni, serve più o meno energia per trasmettere la propria voce, che nel frattempo è stata quantizzata e analizzata per abbassare il rumore di fondo e richiedere meno banda passante. Non avete idea (sempre che non siate appunto, nel giro..) di cosa mettete in moto quando premete “invia chiamata” con il vostro telefonino. Si scatena l’inferno.

E’ tutto stupendo!

Resta il fatto che se domani non cago densità spettrali, modulazioni e probabilità nel giusto ordine, questo mondo mi dilanierà, come ha fatto con molti altri e solo chi ha fatto “Comunicazioni elettriche” o “Fondamenti di comunicazioni” può capire.

E’ tutto bello il mondo lì fuori. E non avete idea che trip mentali la gente si è fatta.
Ma domani io devo saperne, bene, almeno una parte.

Te le vendi, te? [1]

Oggi, tra i vari accadimenti singolari, mi sono tornate in mente delle perle di televisione privata.
L’avevo detto tempo fa: un post sulla mia 25ennale esperienza su tv private e relativi programmi, l’avrei fatto.

Bene, e sia.

Non ho memoria sicura, una data, un giorno o un periodo. L’istante in cui ho preso conoscenza o coscienza.
Prima era un passatempo innoquo e innocente. Insomma, un bambinetto di 6 anni che scanala in un periodo in cui di canali ce ne sono pochi, non è un dilemma.
Non è un problema. Oltre a TelePadova o Koper Capodistria non si andava. Altro che Rete4 o Italia1, mica c’erano alternative.
Oltre alla RAI si intende.

A scavare nella testa, non che sia così decisivo, il primo ricordo consapevole risale alla Lucciola lavavetri.
Sarà stato l’83 circa. Antenna 3 (Veneto) la rete.

Nella rivoluzione televisiva che Berlusconi stava avviando (e se continuava a farlo era meglio, forse), tra nuovi shows in prima serata e il “Pranzo è servito”, la scia delle TV private locali era quanto di più intrigante ci potesse essere per un bambino.
E a me intrigava la Lucciola. La televendita, un pò in stile americano italianizzato povero (insomma, buttato lì), un pò artigianale, era alquanto semplice: far vedere quanto fosse facile pulire i vetri di casa, ma soprattutto, gli SPECCHI di casa, con tale strumento.
La cosa a me strabiliante, era la quantità di grasso e sporco che riuscivano a spalmare su uno specchio.
Era una cosa di un fascino perverso. Prosciutto, manate, pennarelli…
Poi arrivava lei, Lucciola. Un motore con involucro verde, spazzole intercambiabili, supporto quadrato con meccanismo addizionale per ulteriori 4 spazzoline più piccole, queste non intercambiabili.
Dopo aver distribuito uniformemente lo sporco, nei casi accettabili, la potente rotazione coadiuvata dalle spazzoline, bastava.
Ma se vi eravate fatti scappare troppo strutto (come se in una casa lo strutto viaggiasse libero) arrivava il tool definitivo: il vello di agnello per lucidare! Ah si!
Quello toglieva tutto, perfettamente brillante. Potevate, con un sapiente cambio di camera, anche lucidarvi la macchina. Sembrava, e io ne ero assolutamente rapito, non poterne fare a meno.
Ma non si fermavano qui. C’erano le prolunghe. Chi di voi non ha delle veneziane (tende) alte almeno 2 metri e mezzo da raggiungere con tale strumento. TUTTI. Infatti io avevo le veneziane, che da quel giorno hanno avuto tutto un altro significato per me.

Favolosa e imperdibile. Anche perchè, essendo la prima, la battistrada delle televendite, il tutto è andato avanti un pezzo. Anni. Durante i quali io non mi capacitavo di come a casa mia e in quella di tutti i miei amici non ve ne fosse traccia.
Ma era solo l’inizio.
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I Ronfi



Oh!… a me fanno ridere solo a guardarli! Erano troppo avanti… e molto probabilmente la mia demenza attuale dipende soprattutto da loro.
Bei tempi!

“Iron Chef America” is back!

Hey hey hey!
Ma stiamo scherzando?
Dopo mesi di idolatria totale, attesa in insperata ripresa, per caso cosa ti scopro?

LA TERZA SERIE DI IRON CHEF AMERICA!!!!!!!!!
Allora con ordine:

Per tutti gli altri, gioite.

The time has come for the new battle royal, again!
Who’s cuisine will reign supreme?
Allez cuisine!

Plin plon: informazione di servizio

In previsione del Season Finale di Lost seconda serie, data segnata il 24 Maggio 2006, si desidera informare la numerosississima popolazione leggente tale blog e/o comunicato che:
nelle settimane a seguire, cioè 2 (due), noi residenti della dimora di Vicolo Pastori 1 in Padova, fervidi e appassionati spettatori di suddetta serie

CHIEDIAMO

a tutti coloro i quali fossero in possesso di VIDEOPROIETTORE a risoluzione 800×600 o 1024×768, se fosse possibile mediare un

PRESTITO

di periodo 2 (due) settimane, al fine di organizzare una piacevole serata durante la quale ci sarà la visione del conclamato Season Finale, da noi prontamente reperito in HDTV edition e audio AC3. Indi ragion per cui sarà allestito presso la nostra sede, un piccolo convivio cinema oriented. Volume, colori, allegria e perchè no, alcool e cibo assicurati.
A sua volta garantita la più totale accuratezza e responsabilità nel maneggiare l’oggetto di prestito, come del resto sempre dimostrato da parte nostra.

Coloro i quali si rendessero disponibili a tale prestito, oltre alla nostra più totale stima e riconoscenza, potranno aspirare alla richiesta di aiuto successiva nel periodo di fine Giugno, durante il quale verranno a verificarsi:

mio compleanno (29), dipartita dalla dimora storica (30), notte bianca a Padova (1 Luglio).

Anche qui, la pletora di entusiasmanti divertimenti è scontata. Altrimenti a prezzo pieno, costava troppo.
Gradita partecipazione di tutto il nostro entourage cresciuto negli anni.

Dai, ce l’avete un proiettore a casa che vi avanza…

Human feelings: Prendersi per mano

Questo argomento mi è venuto in mente in questi giorni, durante i quali sono molto più riflessivo.

L’altro giorno ero in gelateria a comprare… del gelato. Prima di me c’era un nonno con il nipotino piccolo, suppongo.
Il bambino in braccio al nonno era quasi in piedi, con il volto verso di me, all’altezza del viso.

La prima cosa che ha fatto è stato porgermi la manina, sorridendo, magari un pò dubbioso.
L’azione si mescolava abbastanza bene a quello che stavo pensando in quel momento: il prendersi per mano.

Prendersi per mano è un’azione meravigliosa e vale molto, ma molto di più di quanto si possa credere.
Chi la usa con disinteresse, senza dargli peso, si perde delle grandi cose.
Il bambino in questione tendeva la manina per scoprire, era il suo recettore con il mondo esterno, il più conscientemente utilizzabile: porgere la mano.
Se tu gli dai il dito, lui lo accalappia e te lo stringe, come a voler acquisire informazioni. Informazioni ovviamente a noi criptate, che viaggiano ad altri livelli, che non possiamo usare con volontà. Usa sorta di archivio dati che ci completa.
Sono sicuramente la persona più indatta a svolgere tale argomento, ma sta di fatto che mentre pensavo al prendere le mani, questo bambino mi ha dato un sacco di spiegazioni.

Migliaia di chissà quanti sensori, inviano e ricevono informazioni tramite la pelle, da un sacco di angolazioni, che nel momento del contatto fanno di noi più o meno felici, a seconda del gesto.

Può essere una carezza, una sberla, le dita che si inrecciano, una spinta, un abbraccio, la mano sulla schiena, sulla testa.
Il gesto in particolare che avevo in mente era “il prendersi per mano” appunto.
La mamma o il papà, il fratello/sorella o amico/a, la maestra o la zia. La propria ragazza o moglie. Vostro figlio.
Può essere dolce, vigoroso, sensibile o graffiante.
Quando hai paura vuoi che qualcuno ti tenga per mano, per trasmetterti l’infomazione che tu possa stare tranquillo/a. Quando vuoi dire qualcosa che non riesci con la voce o gli occhi, ci pensano le mani.
La sudorazione dei palmi condensa l’informazione affichè sia a lento rilascio. La colora.
I polpastrelli che si sfiorano, trasmettono informazioni contestuali e ci rendono coscienti del momento, oppure registrano una fotografia dell’istante che si potrà ripetere solo se quel tocco sarà ripetuto.
Una magia che nessuna macchina fotografica, registratore audio o video, strumento di misurazione potrà mai replicare o mettervi da parte. E’ lì che naviga nel vostro cervello e chissà come si fa a recuperarla.

Pensando al fascino e il potere di 5 dita che si stringono in varie modalità, il bambino mi continua a guardare con quegli occhi pieni.

Se gli avessi dato il dito indice da stringere, chissà quali informazioni avrebbe assorbito, forse avrebbe avuto solo il ricordo, condiviso tra me e lui, di un gelato preso in Maggio.
Forse c’ha guadagnato.

Summer of ’91 & Records of our life: “Extreme II: Pornograffitti (1990)”

Si, oggi mi sento ispirato. Inspiro.
Sono giorni un pò così e dato che il lunedì tanta lezione non c’è, oggi mi gioco il momento magico: l’estate del ’91.

15 anni. Avevo 15 anni nel ’91. Era appena finita la prima superiore fatta all’I.T.I.S. Fermi di Treviso, un anno dopo il salto dalle medie. Un anno dove vedi, impari e conosci cosa c’è fuori. Fuori dal paesotto dove abiti verso un paesotto che fa provincia come Treviso. Non che questo sia stato cruciale, ma le persone che incontri si.

Conosci uno che è venuto a scuola 3 giorni e poi non si è più visto, conosci uno che ti fa la copia di “The razor’s edge” degli AC/DC e che anni a seguire ti chiederà, senza riconoscerti, le 50 lire per il caffè in stazione. Conosci altra gente e fratelli di altra gente. Le amicizie aumentano.
Fattostà che finisce l’anno, inizia l’estate e quella volta, quando le cose andavano ancora benone, non c’era un granchè da fare in estate salvo i cazzi propri.

Il “video della settimana” su VideoMusic (pace all’anima sua), della prima settimana di luglio era “You could be mine” dei Guns’n’Roses.
Per uno come me che stava divorando Pink Floyd e non aveva avuto modo di addentare del rock più recente dei Led Zeppelin, Deep Purple etc., quella settimana è stata folgorante.
Un pò per il mito promozionale, con 6 mesi di anticipo, di Terminator 2. Perchè a quello serviva la canzone.
Un pò perchè a corollario di questo momento cardine, si sono diramati altri elementi cardine.
Un pò perchè per ogununo c’è un momento cardine, un istante che cambia tutto, il salto, la svolta.
Ecco, quella settimana è stata il mio cardine musicale.
Suonavo da ben poco e non avevo una chitarra elettrica.
Quel video in cui 5 personaggi improbabili cantavano di droga e sesso con un ritmo del genere, così incalzante, non passa senza lasciare un segno.
Era l’estate del ’91.
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