Archivio mensile:giugno 2006

Giorno 2: Vicolo Pastori 1 chiude

Il primo giorno di festa è andato abbastanza tranquillo.

Prodigatomi la mattina alle 5 a svuotare il frigo e verso l’una a fare l’insalata di riso, i festeggiamenti sono iniziati verso le 14, quando con una birra io e Gian abbiamo fatto colazione.
Quest’anno, il prototipo n. 14254/b della torta di riso perfetta di mia madre, si è avvicinato come mai prima, al prodotto perfetto.
Poi un secchio di spritz.
Poi arrivano i primi ospiti.
Portando altri dolci.
Ciambella di riso soffiato agglomerato con Mars fuso: criminale quanto apprezzato.
Torna di riso “alla Zampieri” tipo pizza al taglio. Buona.
Tiramisù di Laura (con sapiente cacao amaro): un tiramisù è l’asso di Danari di una festa, resta un classico che non rimane mai.
Zuppa inglese che aveva un nome preciso, ma non me lo ricordo.
E ricordo che c’era l’insalata di riso e altre tonnelate di roba, che stasera per la partita saranno utili.

Serata al Radio Sherwood in quel dello Stadio Euganeo per birra alla luce del concerto di Giuliano Palma.

Per stasera… abbiamo il video proiettore, se Gian si alza e va a prendere il cavo. Altrimenti mi sa che il pomeriggio passa a fare un’altra MacGyverata.

Venite e prendetente tutti… no forse è troppo epico così.

Da mezzanotte va…

Per una questione squisitamente temporale (a proposito hanno ricominciato “Quantum leap” su RaiTre verso le 17) succede che da mezzanotte scatti il 29 Giugno 2006.

Conti alla mano, senza star lì a fare matrici, inversioni, integrazioni, derivate multivariabili di chissà quale grado, bhè… fanno 30.
Minchia.

Fanno 30.
2006 – 1976 = 30

Prima di sprofondare nell’analisi introspettiva di come sono trascorsi questi anni, che non porterebbe a granchè di buono mi preme rendervi noto che dalla mattinata di domani inizia la festa.

Una festa un pò particolare e per sorte bizzarra, questo è il post numero 100. 100! 100! 100!(pa ra ra raaaa pappaparapà [da “OK il prezzo è giusto”]).

Non c’entra un cazzo, ma succede che nei prossimi 3 giorni:

  • Io raggiungo quota 30 anni, oltraggioso a dirsi. Quindi per sopprimere il tutto in sana simpatia, si rinnova l’evento estivo che ha contraddistinto questi ultimi due anni in quel di Vicolo Pastori 1, Padova. Insomma, si comincia a bere dalla mattina, mangiare un pò più tardi e il resto vien da se.
    Richiesta: tutti coloro i quali fossero in possesso di fotocamera (dai quasi tutti) e video camera DV, sono pregati di portare tali prodigi della tecnica (perchè se solo aveste una minima idea di cosa c’è là dentro, non credereste che possano funzionare così bene). Deve rimanere un archivio storico da tanti punti di vista.
  • Vicolo Pastori 1 chiude. Chiude il 30 Giugno, un giorno dopo il mio 30. E questo è il post 100. Sì per carità, nulla di particolare, tanti zeri. Cotal chiusura, avvenuta per vendita del nostro anfratto, ci fornisce la successiva scusa a festeggiare, prolungando per continuità la mia festa. Sempre da bere, da mangiare, magari fatto al momento e udite udite, se qualcuno ci fornisce video proiettore, partita dell’Italia in sala apposita. Forse uno l’abbiamo. As usual, portate fotocamere, videocamere e volendo anche mp3, ma sappiate che a noi non mancano.
  • Dulcis in fundo, Notte Bianca a Padova. Ultima fermata alla eventuale distruzione, posteggio e luogo sicuro per fare bisogni e dormire un pò, ce l’avete. Tanto il giorno dopo, passatina veloce e ce ne andiamo. Quindi si beve, si mangia, si… fa festa.

Io non so, ma secondo me, un salto vi conviene farlo. Quando volete, a che ora volete tra il 29 mattina e l’uno sera.
Niente regali, ma opere di bene, quindi o siete delle ragazze prosperose, libere, disponibili, simpatiche, sensibili, sincere, carine e dotate di intelletto o portate da bere. Altrimenti fate qualche offerta a Telethon, Amref, Unicef o chi vi pare a voi possa valere.
Le tette, anche se grosse, non si possono offrire alle associazioni, quindi venite da noi.

It’s party time…

Brist(l)ory: back home

Il cielo è blu... Come l’immagine esplica abbastanza bene, sono tornato in patria dopo 5 giorni di collinette, parchi, camminate su e giù, birre rubate a inglesotti in cerca di figa, corse podistiche in città, aggiustamenti di materiale volto ai miei bisogni, montenegrini naturalizzati rivisti che ti aiutano, azioni di “Franciuesco Ciuocti” durante la partita dell’Italia dove ero l’unico italiano in mezzo agli americani e inglesotti in cerca di figa ubriachi e avanti così…
Mi sono reso conto che i post precedenti sono un pò fumosi e buttati là: non lo nego sono proprio brutti, ma ora li riaggiusto, do un filo logico, un pò d’ordine e of course, le foto da Flickerare.

Insomma… si torna alla vita normale con esami, feste di addio e compleanno da organizzare.
8 giorni e Vicolo Pastori 1 sparirà.
Tenetevi liberi il 29.
Update: 26/06/2006 – ho risistemato due post del viaggio, categorizzati e messo le mani agli altri. Tengo questo post per segnare l’ultimo della serie.

Bristo(l)ry: capitolo 3

Update: 26/06/2006
The WEEEMAN
About the WEEE Man
Dicevamo… dopo aver bevuto alla faccia dei miei last minute friends, ero a corto di carica sul cellulare, ero a metà del mio viaggio, dovevo ancora vedere il Suspension Bridge e le compere (cioè l’Aerobie, libri e quant’altro) erano sempre più vicine. Lo studio di comunicazioni diluito nei vari spostamenti.
Ma risaliamo dalla mia soluzione del problema telefono, avvenuta Domenica sera, alla descrizione della giornata stessa, del Lunedì e quindi il rientro.
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Bristo(l)ry: capitolo 2

Update: 26/06/2006
Ormai domino la città. Giro con disinvoltura e mi permetto anche di fare scelte logistiche.
Ho risolto quasi ogni mio problema elettronico: carico il Powerbook, carico l’iPod. Stasera (la sera della domanica in realtà) ho fatto parte anche del barbecue on site dell’allegra famiglia tecnomaniaca.
Eh si, perchè qui sono tecnologicissimi. Hanno 2 XBox, connessione broadband wi-fi.
Io però da furbo e sborone (partendo, me ne sono ricordato sotto casa, ma ho detto “bah.. me ne compro uno lì” e costano 30£…), sto per rimanere a secco con il cellulare, che di per se non è una tragedia, ma dopo aver trovato soluzioni ottimali per tutto il resto, ti secca prendertela in quel posto per un misero trasfomatore, è un pò una sfida.
Bhè… l’ho risolta.
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Bristo(l)ry: capitolo 1

[Update: 26/06/2006]
Primo giorno andato.
Tra le cose più incredibili che sono successe, ce ne sta una di assoluta: mia madre ha usato internet per leggere il mio blog, nella pausa pranzo, dal lavoro. Perchè questo accada, deve veramente succedere qualcosa di impensabile, quindi solo per questo, vale il viaggio. Altrimenti avvicinarla alla tecnologia che tra poco diverrà indispensabile, era impossibile.

Colui il quale mi ha rivolto la domanda “Che cazzo ci fai a Bristol?”, ricordo azioni diversive e depistanti quali Islanda 2005.
Quindi sorpassando a destra i nostri più reconditi motivi esistenziali, proseguo ad esporre quanto successo nella giornata odierna.
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Bristo(l)ry : introduction

[Update: 26/06/2006]Il parco di Clifton Park
Non chiedetemi come ci sono capitato e perchè.
Il perchè alla fine non lo so nemmeno io. Mettiamo che c’è chi va in India per riscoprire se stesso/a, chi in Jamaica o Amsterdam per fumarsi l’impossibile, chi a Londra per farsi il mesetto per “lavorare un pò e imparare l’inglese”… io vado a Bristol. Mettiamola su questo piano.
Fattostà che sono a Bristol, UK. 20 km da Bath, zona termale impiantata dai Romani, che come si sa, non si facevamo mancare nulla e patria natale dei “Tears for fears”, band che ha siglato tra le migliori canzoni degli anni 80. Insomma… un posto che non sia il solito posto.
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Ma il cielo è blu sopra le nuuuuuuvole

Posto che il primo compitino di comunicazioni ha visto 20 persone passate (con 18/19) su un 450 di restanti demoralizzati, mentre mi preparo al round decisivo, a quest’ora della notte, tra un caffè e un mp3, mentre un giorno vista l’ora sta per finire e uno sta per cominciare, con i Monty Python che mi canticchiano “Always look on the bright side of life”, cosa ti seleziona iTunes?

I Pooh.

E ne ho tante. Dei Pooh.

E io canto i Pooh.

Alle 2 di notte. Canto “Uomini soli” mentre il cielo è blu. Sopra le nuvole.

E mi piace.

Come mi piace Marzullo.

“Grazie a voi, cari amici (Pooh) della notte. Io vi aspetto come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato; un giorno per amare, per sognare, per vivere. Buonanotte.”

“Always look on the bright side of life quando il cielo è blu sopra le nuvole e non è poi così lontano”.

E’ tutta colpa di internet. Per fortuna che a Pero di Breda di Piave non c’è l’ADSL.

Si faccia una domanda e si dia una risposta. (Sarà fattibile l’appello di comunicazioni? Non si sa, siamo sicuri solo di morire.)

Monty Python
Always Look on the Bright Side of Life
The Meaning of Life

Lost Teoria numero mille…

…paraponziponzipò!
Ormai si sprecano e si sentono ovunque. Più puntate vedi e più cose la gente pensa. Hanno fatto addirittura un sito automatizzato per sfornare teorie riguardo alla sceneggiatura di Lost, il perchè e il per come delle cose che accadono in quell’isola dimenticata, popolata da dimenticati.

Io, nella mia sapiente arte di modulare il tempo a favore del nulla, mi permetto di buttare sul piatto la mia personale visione che non interesserà nessuno (giusto e fate anche bene), ma la voglio lasciare scritta giusto per vedere di quanto sbaglio, una volta svelata la o le verità.

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