Bristo(l)ry: capitolo 1

[Update: 26/06/2006]
Primo giorno andato.
Tra le cose più incredibili che sono successe, ce ne sta una di assoluta: mia madre ha usato internet per leggere il mio blog, nella pausa pranzo, dal lavoro. Perchè questo accada, deve veramente succedere qualcosa di impensabile, quindi solo per questo, vale il viaggio. Altrimenti avvicinarla alla tecnologia che tra poco diverrà indispensabile, era impossibile.

Colui il quale mi ha rivolto la domanda “Che cazzo ci fai a Bristol?”, ricordo azioni diversive e depistanti quali Islanda 2005.
Quindi sorpassando a destra i nostri più reconditi motivi esistenziali, proseguo ad esporre quanto successo nella giornata odierna.

“You’re set!”

Bene, dopo una notte in una stanza che non posso descrivere se non solo a parole, ma allo stesso tempo comoda, ricevo le chiavi del maniero da coloro i quali, gentilissimi, simpaticissimi, mi ospitano e sono a detta di Jolane “set”: posso muovermi liberamente nella selva anglosassone, potendo andare e tornare come mi pare.
Pur conoscendo l’inglese anche in alcune sfacettature slang, non usandolo di consueto, verbi, “s” di terza persona e soprattutto un sync alla velocità di parlata reale, mi danno qualche tentennamento.
Queste le ultime canzoni, sudate, prima di spegnere l’iPod nella notte dell’incontro.
Prego notare suggerimenti quali “Ganja babe” e “Over and out”.

Shine On 6:44 Pride & Glory – Pride & Glory 16-06-2006 01:51
Mrs. Robinson 3:52 Simon & Garfunkel Greatest Hits – Simon & Garfunkel 16-06-2006 01:44
Hey 5:39 Stadium Arcadium – Red Hot Chili Peppers 16-06-2006 01:40
Morning Yearning 4:09 Both Sides Of The Gun [Disc 1] – Ben Harper 16-06-2006 01:34
BWV 846: C Major 4:12 Bach: Das Wohltemperierte Klavier, T… – Kenneth Gilbert 16-06-2006 01:30
Ganja Babe 4:22 Weeds OST – Michael Franti & Spearhead 16-06-2006 01:26
Crest Of The Wave 4:50 The Way I Am – Ana Johnsson 16-06-2006 01:22
Feelin’ 6:28 Balance – Van Halen 16-06-2006 01:17
03 – Someday 3:29 The Long Road – Nickelback 16-06-2006 01:10
Over And Out 4:50 Mourning Widows – Mourning Widows 16-06-2006 01:07

Prima perlustrazione

Essendo la mia seconda volta in terra UK, avevo i ricordi tipici di quello che “ah si… sono stato a Londra”.
Quindi alle 13 di un Venerdì, mi ritrovo a dover fare i conti con una città da scoprire, procacciarmi del cibo, soldi e autonomia di movimento.

Memore dei panini Pret-a-mangier, appena vista l’insegna, mi ci sono fiondato, pagando con le sterline avanzate dal cambio di 20€ in aeroporto, dopo l’acquisto del biglietto del bus.
Pur sapendone di come è il mondo fuori dall’Italia e non meravigliandomi quindi per cose scontante, il provincialotto che è dentro ognuno di noi, o almeno in me, continuava ad esaltarsi per la guida a destra.
Come ho detto, cose che si sanno, banali e ovvie, ma se non presenti nel tuo vivere comune, mi rubano in ogni caso uno sguardo e un pensiero.
Si, la guida a destra. Ma non tanto per la guida a destra oppure perchè devi ricordarti che ora di prendono sotto da destra quando attraversi, ma vedere persone che non fanno un cazzo a sinistra. Un conto è prendere atto di una cosa sul momento, un conto è ovviare a 30 (o mio dio…) anni di abitudine.
A gente con le mani conserte a sinistra, faccio fatica ad abituarmici e un pò mi fa ridere.

Anyway, con un panozzo nello stomaco e una seduta al St. James Park, proseguo con le mie vitali mansioni.
Bancomat. E’ strana la sensazione di come dei pezzi di carta da scambiare, ti facciano stare più tranquillo.
Soprattutto se il potere d’acquisto acquisito significa acquistare caffè.
Dato che qui non ci sono Coffee Bean come a Los Angeles (meglio, così poi non si sbocca in Venice Bld. o sulla Interstate 5), la scelta obbligata cade su Starbucks e scusate la banalità. Sì, sì… c’erano tanti altri posti, forse migliori, forse peggiori, non lo so. Ma navigando da solo e avendo i tempi e spazi che avevo, mi sono abbandonato alle cose immediate, che per lo meno avevo già gestito. Come uno Starbucks in mezzo al deserto della California.
Ero già pronto alla lotta per far capire che volevo un fottuto caffè espresso (e non uno “spicy what?”) e invece sono riusciti a sorprendermi ancora. Chiedo un cappuccino medio.
Capisce tutto e mi da il resto. Rimango un pò scettico, ma attendo. Poi infatti si rivelano per quello che sono.
E’ strano come la complessità di una richiesta sia inversamente proporzionale al tempo necessario per esaudirla. Nel frattempo altri hanno ordinato Frappuccini e menate varie con panne, topping e customizzazione di ogni tipo.
Sottolineo anche che ero in uno Sturbucks da Borders, una libreria, così da poter unire la dose di caffeina, alla ricerca di cartine (non quelle…) e al piacevole abbandono dello stare in un luogo a guardare o leggere ore, senza che nessuno ti arrivi alle spalle dicendo “posso darti una mano?!?!?”, con quel fare tipicamente italiano del “o compri o vai fuori dai coglioni”.
Dicevo, quelli subito. Quelli del “highly customized Frappuccino’s army” subito. Io dopo 3 o 4 persone devo ancora avere il mio fottuto cappuccino. Sarà stato anche “grande”, ma cazzo…
Voglio ricordare il mio precedente elogio ai baristi degli Autogrill, che nel tempo della mia attesa, avrebbero già soddisfatto 8 corriere di anziani in gita con l’INPS, 3 di badanti dell’Est e svariate scolaresche ingestibili.
Finalmente mi fermo, seduto ad un tavolino ad analizzare l’environment circostante. Sento parlare italiano.
Ehhhh no. Uno viene in un posto di cui mediamente non si sente parlare e ti trovi i soliti ital… due fighe.
Bene.
Carine. Bene.
Giovani e parlano tanto… troppo. Mh, non poteva andare tutto bene. Piuttosto di niente, mentre progetto sul da farsi mi faccio abilmente i cazzi loro. Magari una camminata salta fuori.

Magari anche no. E con il mio sapore di cannella, della precedente customizzazione al banchetto della felicità Starbucks, passo in rassegna la sezione “Media”, “Arts”, “Science” e ovviamente “Music”.
Trovata una mappa bellissima, con bordino a spirale per un’agevole consultazione, segnatomi i libri che a breve cadranno nelle mie mani, al ritorno, è ora di visitare in sicurezza Bristol e le vie d’intorno, come diceva Leopardi (Leopardi?… mh…sì, dovrebbe… Google… Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all’opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
… sì OK).

“C’è un grande prato verde…”

Come consueto in UK, un sacco di aree verdi. Parchi curati, tagliati di fresco, grandi alberi per stare all’ombra e spazi enormi dove un Aerobie (sì, sì, sì l’Aerobie, evidentemente è un trend di quest’estate, ce l’hanno tutti! E secondo voi, io, cosa mi porto a casa…) trova il suo ambiente ideale, per non fracassarsi meramente e poi buttarlo quindi nel cesso.
Le zone, sono distribuite su varie altezze, essendo Bristol collinarissima come le strade di San Francisco e il che è anche piacevole, magari abitando qui.
Mi muovo sicuro, tirando fuori la cartina solo durante le esplorazioni di zone meno ovvie da collegare.
L’iPod, meanwhile, suonava le seguenti melodie. Faccio notare l’infamia di suonare “Uomini soli” mentre sei in giro per stradine con il naso all’insù.

Sick Punk 4:28 Best Of Nuno – Nuno Bettencourt 16-06-2006 16:51
Fight Test 4:14 Yoshimi Battles The Pink Robots – The Flaming Lips 16-06-2006 16:47
Frank Sinatra 3:59 Fashion Nugget – Cake 16-06-2006 16:42
Li’l Jack Horny 4:51 Pornograffitti – Extreme 16-06-2006 16:38
Open Your Hearth 4:01 Europe 1982-1992 – Europe 16-06-2006 16:34
Shed My Skin 5:08 One Day Remains – Alter Bridge 16-06-2006 16:26
Last Train Home 5:41 Still Life (Talking) – Pat Metheny 16-06-2006 16:20
The Unforgiven 6:27 Black Album – Metallica 16-06-2006 16:11
No End In Sight 6:10 Falling In Between – Toto 16-06-2006 16:05
Slow Motion 4:51 The Soft Bulletin – The Flaming Lips 16-06-2006 15:55
Gipsy Kings – Volare 3:40 16-06-2006 15:51
Heavy On My Heart 4:26 Anastacia – Anastacia 16-06-2006 15:47
BWV 871: C Minor 4:54 Bach: Das Wohltemperierte Klavier, T… – Kenneth Gilbert 16-06-2006 15:43
RECUERDOS 6:34 Full of Life – Enrico Rava 16-06-2006 15:38
Uomini soli – live 4:26 – Pooh 16-06-2006 15:32
Greasy Kid’s Stuff 2:58 Passion & Warfare – Steve Vai 16-06-2006 15:27
Rocket Queen 6:13 Appetite For Destruction – Guns N’ Roses 16-06-2006 15:24
Torn & Tattered 5:45 Pride & Glory (Bonus CD) – Pride & Glory (Zakk Wylde) 16-06-2006 15:18
Take Me Back 4:39 Balance – Van Halen 16-06-2006 15:12
BWV 874: D Major 8:20 Bach: Das Wohltemperierte Klavier, T… – Kenneth Gilbert 16-06-2006 15:07
White Collar Boy 3:20 The Life Pursuit – Belle & Sebastian 16-06-2006 14:59
Rearview 4:12 Anastacia – Anastacia 16-06-2006 14:56
BWV 880: F Major 5:29 Bach: Das Wohltemperierte Klavier, T… – Kenneth Gilbert 16-06-2006 14:52
We Believe 3:36 Stadium Arcadium – Red Hot Chili Peppers 16-06-2006 14:46
Think About You 3:51 Appetite For Destruction – Guns N’ Roses 16-06-2006 14:42
Alive And Kickin’ 5:29 Lean Into It Mr. Big 16-06-2006 14:35
Snow (Hey Oh) 5:34 Stadium Arcadium – Red Hot Chili Peppers 16-06-2006 14:25
BWV 859: F-Sharp Minor 4:09 Bach: Das Wohltemperierte Klavier, T… – Kenneth Gilbert 16-06-2006 14:20
The long and winding road – Th 3:37 One – The Beatles 16-06-2006 14:15
Kruder And Dorfmaister – High Noon 6:23 Lounge Classics – Various artists 16-06-2006 14:12
Master Of Deception 5:26 Manifestation Of Fear – Elegy 16-06-2006 14:05
Supreme 4:18 Sing When You’re Winning – Robbie Williams 16-06-2006 14:00
To Be With You 3:28 Lean Into It – Mr. Big 16-06-2006 13:56
The RZA / Banister Fight 0:19 Kill Bill – Various 16-06-2006 13:52
Heartache tonight 4:34 Live – Disc 1 – Eagles 16-06-2006 13:52
Make You Feel Better 3:51 Stadium Arcadium – Red Hot Chili Peppers 16-06-2006 13:47

Westbury Park

Ad un certo punto, recuperate le ultime cose necessarie ad una decente sopravvivenza (leggi: adattatore per le enormi prese inglesi, benedicendo quei trasformatori multi standard 110~240V), mi rompo i maroni. La salita di Whiteladies Rd. mi ha un pò stremato e alla fine mi pare di girare come le cimici quando sbattono contro le lampade facendo “tin.. tong.. tin”.
Arrivo al Westbury Park, arroccato dinlassù. Enorme. Si sente che ci sono i Mondiali perchè mentre giù ogni pub pubblicizza “watch the world cup here!”, qui tutti giocano a calcio con nutrite squadrette.
Ovviamente, tutti quelli che non giocano con l’Aerobie.
Mi siedo all’ombra di un albero ampio, tolgo le scarpe e mi stravacco. Fotografo dettagli. Sento parlare italiano.
E basta. Ancora i soliti ital… due fighe.
Meno fighe di quelle di stamattina e diverse, ma piuttosto di un nerd che parla di linux, meglio queste che si raccontano l’Erasmus. Si ancora. Boh, effettivamente capitare a Bristol è difficile a meno che tu non sia:

  • appassionato di mongolfiere. Qui fanno un festone spaziale e sembrano essere parecchio presi dalla cosa
  • obblighi o opportunità lavorative. Tipo uno che fa il veterinario, ricercatore (l’università è molto insediata nella città) o ingegnere per la Airbus che qui mi pare faccia i motori e la ricerca e sviluppo sulla gestione dei carburanti.
  • uno che capita qui per caso o perchè ha sentito qualcosa

Queste facevano l’Erasmus e si raccontavano delle feste, dei locali, della gente e degli appartamenti. Sì, mi sono fatto i cazzi loro. Tra tutte le urla dei passaggi calcistici, sentivo queste che parlavano e parlavano… oh è colpa mia se ho ancora una buona risposta in frequenza con il mio udito?!?!

Poi la brillante idea. Bristol è conosciuta per una grande opera ingegneristica denominata “Suspension Bridge”, per mano di Brunel. 100 metri circa di campata sul fiume, più che fiume canale, Avon.

Come per Google Maps, anche la più dettagliata cartina stradale dimentica un fondamentale parametro: altrimetria.
Seguo il mio percorso ottimo, chiedendomi perchè si vada così tanto in discesa.
Tanto.
Ma tanto.
Fino a che mi trovo al ponte. Sotto al ponte. Come un barbone. Con le facce della gente, che guidando a destra e io essendo a destra della strada, avevano la classica espressione “ahah un altro che ha sbagliato strada, cazzone, ora torna su!”.

Inerpicandomi sulla parete, appena introdotta da vecchi scalini dimenticati, mi trovo su un sentiero a mezza via tra una ferrata e una mulattiera.
Sbuco dal nulla in pieno Clifton, la parte bene di Bristol, quella dove io ho il maniero.
Salutando con un cenno di superiorità il ragazzo vittima dello stesso errore, partito anche lui con me, ma salito per la rampa normale, decido che l’escursione doveva finire.
Ora serviva una doccia, la cacca e una serata a base di birra.

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