Bristo(l)ry: capitolo 2

Update: 26/06/2006
Ormai domino la città. Giro con disinvoltura e mi permetto anche di fare scelte logistiche.
Ho risolto quasi ogni mio problema elettronico: carico il Powerbook, carico l’iPod. Stasera (la sera della domanica in realtà) ho fatto parte anche del barbecue on site dell’allegra famiglia tecnomaniaca.
Eh si, perchè qui sono tecnologicissimi. Hanno 2 XBox, connessione broadband wi-fi.
Io però da furbo e sborone (partendo, me ne sono ricordato sotto casa, ma ho detto “bah.. me ne compro uno lì” e costano 30£…), sto per rimanere a secco con il cellulare, che di per se non è una tragedia, ma dopo aver trovato soluzioni ottimali per tutto il resto, ti secca prendertela in quel posto per un misero trasfomatore, è un pò una sfida.
Bhè… l’ho risolta.

“The sun is shining it’s a lovely day…”

Prima però parliamo del Sabato, dopo un Venerdì all’insegna delle scoperte, per arrivare ad una Domenica da quasi autoctono.

Dicevo, gironzolo con discreta tranquillità. Mi regalo i miei momenti necessari con sicurezza. La mattina, più che mattina, tarda mattinata, è dedicata alla colazione luuuuuunga e lettura riviste che non si trovano spesso in Italia. Unito al fatto che adoro stare sugli sgabellini mentre leggo le mie riviste alla luce della vetrata che da sulla strada, la giornata volge al meglio. Ho trovato le mie gioie “Sound on Sound” e vari GuitarQualcosa (Guitar World, Guitarist etc…).
Passo ore a leggere e sorseggiare. Ogni tanto preso dai rimorsi, estraggo “Communication systems” e studiacchio. Provo ad immaginarmi un realistico adattamento di alcuni servizi e modi di fare, a casa nostra.
Non per globalizzare, certe cose è giusto che restino tipiche o caratteristiche, ma alcune altre non si capisce proprio perchè non possano trovare sbocco in Italia.
Comincio a stufarmi di fare avanti indietro su Whiteladies e Park Row e mi butto su Park St., la via principale da shopping che va verso il porto.

“Smoke on the Water(shed)”

Fascinoso, interessante, architettonico...Arrivo alla “The Centre Promenade”, vialone centrale appena o da poco ristrutturato e ammodernato. Credo.
Pompose fontane e installazione a richiamare una struttra di veliero. Carina.
Lungo il porticciolo è un susseguirsi di locali trendy, che di giorno raccolgono tifosi e di sera pure, più quelli che escono per ubriacarsi e le fighe del posto in tiro, tutti comunque sciabattanti con le da me odiate infradito, qui conosciute come “flip flops”, nome del quale mi sembra ovvia l’onomatopeica origine (e seconda ragione del mio odio, la prima è la tortura che provocano nell’infradito, con la sabbia).

Oggi pure c’è la RatRace, una corsa organizzata per gruppi attraverso la città. Mentre i partecipanti corrono, all’arrivo, dove mi ci trovo per caso, stanno suonando band locali nella “Battle of the bands”. Quella che sentirò, fa un punkettone tipo Green Day, non è male, ha stile. Ti fa capire che in Italia, devi fare meglio e di più se vuoi uscire, soprattutto nel sapere la lingua, cosa che da noi non è sempre scontata.
Il sole batte, fa caldino, ma c’è aria. Mi si informa che in Italia ci sono 10 gradi di più.
Necessito di un cesso.

Non che mi prema o interessi veramente così tanto il fatto in sè, ma è abbastanza inconsueto dalle nostre parti, così sempre attente a “non fare niente per niente”. Poi mi ha fatto un pò ridere la scena.

In questo momento sono al Watershed, complesso commercial-artistico in una zona simile ad un ex-porto, quasi una piazza, insomma non so.
Sembra un pò Barcellona, però parlano in inglese e con i saliscendi tipo San Francisco. E tutto più piccolo. Lo so, mi ripeto, ma veramente non saprei cosa dire di più se non, veniteci.
Non male Bristol. Sarà che adoro Barcellona e San Francisco. Anyway…

Sono in sto Watershed, nel mio giro pomeridiano, con il mio Powerbook (carico) in spalla. Non che voglia connettermi a tutti i costi d’ovunque, ma sono tranquillo se me lo porto dietro.
Sento suonare alla fine del Watershed e mi rendo conto della manifestazione dall’altra parte del canaletto turistico.
Voglio rendervi noto che a questo punto del viaggio, non eseguo il mio consueto atto giornaliero di evaquazione (leggi “cagare”) da 2 giorni e mezzo. Nel mezzo delle due cose (cioè trovare un bagno che risponda alle mie necessità ed usarlo), dovrei anche pisciare, è un pò che non bevo caffè e questi tempi sommati insieme, hanno dell’incredibile se paragonati alla mia normale routine.

Fortunatamente se ne fottono un pò tutti di quello che fa uno dentro ad un locale e il provincialotto che è in me, sebbene lo sappia che qui se ne fottono, si fa problemi ad entrare in libertà, magari tirando un rutto dopo una pinta di birra e andare a fare quello che deve fare. E vado al cesso come se fosse mio.
Allo stesso tempo, uscendo soddisfatto, rimango sempre dell’idea che è impensabile in Italia vedere gente con i portatili accesi, collegati wi-fi senza che nessuno ti chieda nulla. In luoghi studenteschi come Padova, dovrebbe esserci ogni luogo con wi-fi spots, non tanto perchè sia essenziale e non se ne possa fare a meno, ma per dare un segno di volontà di dare servizi e possibilità.
Allora ho fatto la media delle cose: mi sono preso un espresso per la mia dose di caffeina che non mi da tregua con il mal di testa, dopo l’utilizzo dei servizi (primari) e ora, seduto su un divano in pelle molto ’70s, sorseggio il mio caffè, costosissimo, con l’aria fresca (della giornata e mia) usufruendo dei servizi tecnologici (secondari).
Ecco.. mi sono tolto lo sfizio di leggere la posta ciucciando banda che normalmente non avrei in totale relax.
Gli Inglesi risultano un pò out, come un pò tutte le ambientazioni in cui usualmente non sei immerso, ma devo dire che, salvo qualche cosa che effettivamente potrebbero risparmiarsi, sanno godersi le cose un pò più di noi.
E’ anche vero che faccio il confronto più che altro con un nord-est italiano bacchettone, tipicamente spento e poco attento alle novità.
Non è male Bristol, affatto.

Dopo questo concerto da “Battle of the bands”, mi muovo a favore della casa ospitante per lasciare giù libri e computer per un giro in libertà la sera.
Stasera gioca l’Italia e posto che non me ne sbatte nulla, qui ogni locale fa vedere le partite con megaschermi o proiettori. Essandoci più di un fornitore, per tutte le partite, si sente di più la sana concorrenza. Telewest si fa scherno di Sky perchè trasmette in HDTV. Tornerò qui stasera per un pò di sano campanilismo e per non bermi della birra da solo mentre degli Inglesi festeggiano per aver battuto Trinidad & Tobago.
Al solito l’iPod muove per mano del male, le sue frequenze.

Animal 5:03 Past To Present 1977 – 1990 – Toto 17-06-2006 21:13
Spaceman 5:02 Best Of Nuno – Nuno Bettencourt 17-06-2006 21:08
Are You A Hypnotist?? 4:44 Yoshimi Battles The Pink Robots – The Flaming Lips 17-06-2006 21:03
Too Young To Die 6:05 Emergency On Planet Earth – Jamiroquai 17-06-2006 20:58
Touch of Evil 5:44 Painkiller – Judas Priest 17-06-2006 20:02
My Friend Of Misery 6:49 Black Album – Metallica 17-06-2006 19:56
A Dark Design 3:29 And The Glass Handed Kites – Mew 17-06-2006 19:50
I’ll Be Over You 3:51 Past To Present 1977 – 1990 – Toto 17-06-2006 19:46
Tommy The Cat 4:15 Sailing The Seas Of Cheese – Primus 17-06-2006 19:42
Black pearls 3:55 Black pearls – Eric Sardinas 17-06-2006 19:38
Tears (Bonus Track) 3:45 Hey Man – Mr. Big 17-06-2006 19:34
Danmass – Happy Here 6:02 Lounge Classics – Various artists 17-06-2006 19:30
Top Jimmy 2:58 1984 – Van Halen 17-06-2006 19:24
My Girlfriend (Who Lives in Canada) 1:18 Avenue Q – Orginal Broadway Cast 17-06-2006 19:21
Sleeping On The Roof 3:09 The Soft Bulletin – The Flaming Lips 17-06-2006 19:20
Stadium Arcadium 5:15 Stadium Arcadium – Red Hot Chili Peppers 17-06-2006 19:17
Is it true? 3:14 On the Border – Eagles 17-06-2006 19:12
Funky Monks 5:23 Blood Sugar Sex Magik – Red Hot Chili Peppers 17-06-2006 19:03
Love will keep us alive 4:03 Hell freezes over – Eagles 17-06-2006 15:58
Part II C 6:56 The Koln Concert – Keith Jarrett 17-06-2006 15:54
The Sounds Of Silence 3:05 Simon & Garfunkel Greatest Hits – Simon & Garfunkel 17-06-2006 15:47
The First Noel 2:25 Tijuana Christmas – The Border Brass 17-06-2006 15:44
My Michelle 3:40 Appetite For Destruction – Guns N’ Roses 17-06-2006 15:42
Fallout 4:24 Fallout – Mayfield Four 17-06-2006 15:33
Mr. Never In A Million Years 5:40 Get Over It – Mr. Big 17-06-2006 15:29
The Littlest Birds 4:09 Weeds OST – The Be Good Tanyas 17-06-2006 15:23
Spiritual Man 5:22 Falling In Between – Toto 17-06-2006 15:19
Ci sarà 3:28 – Albano & Romina Power 17-06-2006 15:14
Poundcake 5:17 For Unlawful Carnal Knowledge – Van Halen 17-06-2006 15:10
I Can’t Move 3:34 Weeds OST – Martin Creed 17-06-2006 14:59
Perhaps Vampires Is A Bit Strong But… 4:28 Whatever People Say I Am, That’s Wh… – Arctic Monkeys 17-06-2006 14:55
Unconditionally 5:05 Waiting For The Punchline – Extreme 17-06-2006 14:51
Swing 4:05 Furnished Souls For Rent – Mourning Widows 17-06-2006 14:46
13 – Yanking Out My Heart (Bonus Tr… 3:35 The Long Road – Nickelback 17-06-2006 14:42
Panama 3:29 1984 – Van Halen 17-06-2006 14:38
Of Wolf And Man 4:16 Black Album – Metallica 17-06-2006 14:35
Because 2:19 American Beauty OST – 17-06-2006 14:30
Jump 3:59 1984 – Van Halen 17-06-2006 14:28
Walking In The Shadow Of The Blues 5:00 Live…In The Heart Of The City – Whitesnake 17-06-2006 14:24
A Spoonful Weighs A Ton 3:32 The Soft Bulletin – The Flaming Lips 17-06-2006 14:19
Good Morning Good Morning 2:41 Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – The Beatles 17-06-2006 14:15
Circuitry Of The Wolf 2:46 And The Glass Handed Kites – Mew 17-06-2006 14:13
King Of The World 4:04 Falling In Between – Toto 17-06-2006 14:10
Where Do I Fit In? 4:22 Hey Man – Mr. Big 17-06-2006 14:06

Prendi 3, paghi 1

Fatta la salita di Park St., che segnerà un pò tutti i miei spostamenti nei giorni a venire, raggiungo casa, saluto l’allegra famiglia intenta a guardare “Doctor Who”, mi concedo una doccia rinfrescante.
Risaluto tutti e mi dirigo verso quello che è diventato il mio bar preferito, cioè il MacKenzies bar.
Con mio sdegno, l’ambiente serale è cambiato drasticamente, musica unz unz, fighetteria diffusa e un proliferare lì, come ovunque, di buttafuori corpulenti. Questo mi fa pensare che il sabato sera generi ubriachezza molesta da sedare drasticamente.
Quello che invece di giorno sembrava più fighetto, la sera è più alla mano: il Black Sheep Bar, il quale a dispetto del nome è un ambiente dalle luci morbide, tavoli di legno da reminiscenze Ikea, soliti divanetti con soliti poggia piedi, ampio bancone e invece della della musica unz unz, il commento inglese della partita.
Penso sia un giusto compromesso, abbandono quindi il mio locale pomeridiano preferito, per rintanarmi a bere la mia pinta di Guinness al Bsb.

Qui capisco come bere gratis.
Essendo lì da solo, venuto in possesso del bicchierozzo, si trattava di scegliere un posto adeguato, senza pretese, senza rotture di coglioni, possibilmente con una buona vista verso lo schermo e un raggio d’azione femminile decente, perchè si sa, anche l’occhio vuole la sua parte.
Trovo un tavolino da 4, l’ultimo di un’area rialzata, di fianco a due tipe visibilmente in attesa di qualcuno o qualcosa. Una delle due poteva anche aspettare a casa.
Non faccio a tempo di schifarmi per l’Italia e scoprire di essere in un covo di americani (la partita era Italia – USA) che avviene l’incontro.
3 ragazzotti inglesotti, in uno avanzato stadio di progressiva ubriachezza fortunatamente non molesta, si siedono al mio tavolo, con un locale semivuoto, a riempire i posti mancanti. Vabbè, si fa, può andare.
Quello fronte a me, perfettamente in asse con lo schermo, è duro come un blocco di marmo. Ondeggia fissando la sua birra appena appena iniziata. Di fronte a lui c’è lo smart one, quello che ci prova con le fighe di cui prima.
Un cabarettista, una specie di Bisio meets Monty Python, con balletti e movenze onde attirare l’attenzione della femmina di cui sta tentando l’approccio.
Io sorrido, come se fossi sempre stato in compagnia sua, come se fossi in compagnia loro e annuisco lievemente alle sue esternazioni che capisco a malapena.
Il quarto è una mezza via tra i due: non è durissimo, ma non partecipa al rito della caccia, lui osserva che l’altro non sbocchi e supporta con poche parole il cacciatore.
Le due nel frattempo li, ma a questo punto credo ci, prendono per il culo. Io per non sbagliare mi sposto un pelo a guardare la partita, con fare interessato.
“Gooooooooooood times man… alwasy goooooood times man, gimme five….” alza la mano il cacciatore, verso la mia persona. Stavolta rido, gli do sto cazzo di 5, lui ride, sembriamo amiconi e piazza una mano sulla gamba della più carina. Io finisco la mia birra.

Sta scenetta si protrae per altre 3 o 4 volte, si chiude sempre con un “always gooooood times, man”, con il solito 5.
Finchè arrivano le altre due che le due vittime stavano aspettando e la bolla esplode.
I miei 3 nuovi amici, che nel frattempo hanno sorseggiato 3 cc di birra in tutto, si trovano con il culo per terra, perchè le prede se ne vanno, facendosi ampiamente gioco di loro oppure noi, ormai non lo so e non lo saprò mai.
Quello medio aiuta quello duro ad andare al cesso, la partita è a metà e lo smart one si intrattiene con me chiedendomi che cazzo ci faccio lì. Bravi, ma i cazzi vostri?
In ogni caso è gentilissimo, simpaticissimo pure lui, come tutti gli altri incontrati in questo viaggio sino ad ora, mi dice delle cose di cui non capisco un cazzo e se ne va insieme ai suoi amici.
Resto io con il mio bicchiere vuoto e 3 pinte seminuove attorno a me.
Ci penso.
Ci ripenso.
Ci sarebbero anche le due birre delle tipe lasciate a metà.
No quelle no, quelle le lascio portare via.
Mi piglio quella del più duro, cerco un’area di sorseggio libera e mi fotto la prima birra.
Finita quella, mi piglio anche la seconda.
E che lascio lì la terza?

Chissà cosa avrebbe messo su l’iPod in questa situazione.

3 pensieri su “Bristo(l)ry: capitolo 2

  1. Marco TP

    Wow!!! Cool

    Sono molto colpito. Questo vuol dire che sarai in grado di aprire e mettere in moto la tua macchina anche senza la chiavi che ho perso :):)
    Just kiddin’ dude!
    Cya

    P.S. questo pomeriggio ho sentito l’urgenza di rividere “Wayne’s world”; che sia il caso che mi faccia vedere da uno bravo!?!??!?!

  2. DvD Autore articolo

    Bhè una volta ho fatto una modifica simile alle chiavi della macchina di mia mamma, facendo ponte con delle batterie a stilo, in serie. Poco pratico, ma funzionale!

    “Hey ciambellano, te la infilo su per l’ano!!” 🙂

  3. S.

    eh, no!
    Sarebbe:

    -“Ciambellano, ciambellano, chi sta cercando di mettertelo nell’ano?”
    -“Non lo so però è meglio che non lo faccia…”

    [When me and my posse stepped in the house
    All the punk-ass niggaz start breakin’ out
    Cause you know, they know whassup
    So we started lookin for the bitches with the big butts]

    NWA spaccano ancora

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