Archivio mensile:luglio 2006

European CS Collective 2006 – day 2 & 3

Il tempo si dilata clamorosamente.
Mi sembra di essere qua da una vita, cercando di comprendere e parlare più decentemente possibile un inglese per sopravvivere in questo mondo, così grande, ma in realtà non così tanto.

Stare ad uno stesso tavolo con alcuni francesi, alcuni tedeschi e austriaci, mezzi svizzeri mezzi spagnoli, cechi (anche se ci vedono), pakistani, americani e canadesi tra i quali mezzi italiani o tedeschi, comunicare con l’altra parte del mondo condividendo la voglia di conoscere e vedere posti nuovi, aiutandosi… è abbastanza impagabile come esperienza, nella sua semplicità.

Bere fino alle 4 di notte e poi andarsene tutti a dormire ridendo con vari accenti da tutto il mondo. Vedere che alla fine, basta poco per stare bene e divertirsi.

Tutto questo fa sì che 4 giorni (cazzo.. solo 4 giorni!!! ) sembrino un’eternità. Se non fosse per questo caldo fottuto, sarebbe fin troppo perfetto.

Devo ammettere che dormire 3 ore per notte comincia a farsi sentire. 🙂

European CS Collective 2006 – day 1

Un’immagine vale più di mille parole.
The Monster Paella from Hell

Penso possa bastare, altrimenti andate qui.

E in tutto ciò stamattina ho trovato pure il tempo di andare a Vienna a portare Stefano a prendere il treno.
Da notare che Stefano è il fratello di Marco, l’altro D’Andrea con il quale sono stato ad L.A.. Si evince facilmente che i giretti normali, non si fanno con le succitate persone. 🙂

Facciamo finta che non crediamo al destino

Proviamoci.
Mi sto preparando per andare a Eisenstadt, Austria per lo European CouchSurfing Collective 2006.

Uno si documenta. Strade, mappe, metereologia, turismo.
Arriva qui, al solito Wikipedia, che non lo cerchi mai, ma salta sempre fuori.
Dettagliatissimo, ti dice vita, morte e miracoli del luogo.
Anche i gemellaggi.

Io, uno di quei posti, lo conosco molto bene. Soprattutto il meccanico.
Che sia da aspettarsi qualcosa (per nulla buono) da quel rumorino che sento nella Clio?
Per dovere di chiarezza, dovrei ripubblicare il post degli Europe alla Fiera del Vino d’Alsazia a Colmar, Francia, Agosto 2004. Forse però qualcuno di voi si ricorda.
Speravo pure in un pò di fresco austriaco.
Click for Eisenstadt, Austria Forecast

Perle del mattino

Uno accende la TV mentre fa colazione e scanala come al solito tra le reti private.
Nello zapping violento che lascia spazio a pochi microsecondi tra un fotogramma e l’altro, senti un filo di audio che nemmeno le teste di serie di Sarabanda ce la farebbero a riconoscere qualcosa in così poco tempo.
Mi fermo soddisfatto su Telenuovo e mi guardo il finale di un film che credo tutti sappiate a memoria e che rivisto per l’ennesima volta, vien da ridere a pensare l’effetto che avrebbe tipo su RaiUno in prima serata, in questo periodo, in Italia. Ma vien da ridere in ogni caso.

Non vi dico nemmeno il film, vi riporto solo cosa ho sentito:

“Io picchio De Sisti”
“Come al solito Canà ha voglia di scherzare”
“No Maffei, questa volta è lei che non ha afferEto; io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo”

In realtà ho percepito solo “isti..”, ma era brutto non fare tutta la citazione.
Degno di nota è anche “Herbie goes banana” o meglio “Herbie sbarca in Messico” su RaiTre.
Il mattino ha l’oro in bocca e ultimamente si assiste ad un rifiorire di vecchie glorie.

Cinema: “Kyashan – La rinascita”

Premessa

KyashanLa condizione necessaria, ma non sufficiente, per andare a vedere questo film è che abbiate almeno dai 26 ai 35 anni. Circa.
Un range accettabile per aver avuto un’infanzia a base di animazione giapponese, visibile sulle TV private, durante gli anni 80. Un pò di fanatismo o appassionamento è richiesto.
Io per esempio, ci casco dentro in pieno, unito poi alla mia innata capacità di ricordarmi dettagli inutili, fa del film in oggetto, una tappa obbligata.
Se non fate parte di questa schiera di giovani già malinconici, questo film potrebbe esservi decisamente indigesto, incomprensibile e incapace di darvi alcuna emozione.
Perdereste tempo e probabilmente all’uscita del cinema vi troverete ad essere dalla parte di chi, ingiustificatamente, si permette di commentare in un lago di ignoranza, una cosa che non possono oggettivamente apprezzare.

In più a questo biglietto di ingresso temporale, dovete portarvi una grande dose di pazienza, essere consci di andare a vedere un film giapponese che ritrae un osannato eroe anime degli anni 70 e per questo sapere che sarà un’ovazione filosofica di un concetto alto già trent’anni fa, figuriamoci ora. Cioè la speranza.
La serie di Kyashan, datata 1973, è forse una delle serie più profonde e meno gioiose in circolazione. Onde evitare di riportare inesattezze, dato che non vedo un episodio da almeno 15 anni, rimando ad un eccellente recensione sopra le righe.
[Il regno delle anime – Kyashan]
Potrete trovare un’analisi della serie, ma anche un confronto con gli anime in genere e alla fine capire perchè quest’ultima si discosta così tanto dal solito. Forse per questo così amata, nella sua tristezza di fondo.

In Italia si è vista per buona parte durante gli anni 80, come già detto. Come per molte altre animazioni, dopo un decennio di sregolatezza e l’avvento di nuove forme di interesse commerciale (tipo le televendite, che adoro a sua volta), si è perso quel fritto misto di cartoni animati giapponesi, un pò buonisti, un pò truci, insomma meravigliosi, che oggi non si può più assaporare.
Di ritorno dal cinema, come spesso succede, mi addentro nella pratica “ricerca di informazioni partendo da una parola su Google”. Questa attività, caldamente sconsigliata se dovete fare qualcosa di più importante, inizia ingenuamente con una sola banale stringa, per sfociare in una valanga di links, pagine e finezze, che a me fanno impazzire, ma costano caro in termini di ore spese.

Cosa non ti scopro

Impagabili le cose scoperte e le porte aperte ad altre inutili, ma interessantissime nozioni.
In breve quanto a seguire è quello che vi consiglio di guardare, poi cazzi vostri se cominciate a guardarvi tutti i links, in tutte le lingue del caso.
Passaggi obbligati, quanto ovvi:

Dopo E-Bay e Google Earth, il Data Diggin’ coadiuvato da Wikipedia diventa a tutti gli effetti qualcosa che da dipendenza. Meglio fare i tossicomani di eroina, è molto più dignitoso. 🙂

Ma proseguiamo con il film vero e proprio, o meglio, il trip vissuto al cinema.
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VideochiamaLi

VideoGraffitiL’altro giorno sono stato da Mediaworld alla ricerca di un regalo per un mio amico musicista. Le scelte, dopo qualche anno, sono obbligate. Una volta esaurite le cose per cui sai che non sbagli, trovare cose attinenti alla musica, che non siano già di possesso risulta difficile.
C’è una certezza: sarà un DVD musicale. E sono andato a colpo sicuro sul concerto di addio degli Eagles, che oltre ad essere doppio, so essere registrato eccezionalmente, come eccezionalmente loro suonano e cantano.
Ma non è questo il punto.
Ogni volta che vado a cercare un DVD musicale, cerco il live tour degli Europe, che mi manca (avete capito, amici lettori!?!? CHE MI MANCA…. per lo meno, se lo vedete, ditemi dov’è che lo vado a comprare).
Ma non è questo il punto.
Cerco, cerco, cerco… Guns’n’Roses.. mah.. Anastacia… mah… Kiss.. mah…Depeche Mode.. mah… Extreme:Videograffiti…. Mah…

Come?

Extreme?

FERMI TUTTI!

Videografia in DVD degli Extreme, datata 2006. Sapevo di una reunion in arrivo, ma di solito queste cose, cioè ripubblicazioni, si fanno a carte ormai scoperte. E se fossero già scoperte e io mi sono perso qualcosa studiando Comunicazioni? (come no…).
E se ci fosse il video di “Rest in Peace” originale, quello tolto di mezzo perchè ispirato (invece di essere visto come lode all’idea, l’hanno bollato come plagio) al cortometraggio canadese? E se ci fosse qualche pezzo live con un buon audio?

In realtà, tutte queste domande non me le sono fatte, l’ho comprato e basta. Anche se odio vedere scritto “Extreme” con il font tipico degli Iron Maiden solo per una minima somiglianza (ma tanto minima), se non altro perchè mi fa pensare che il grafico schiavizzato per fare questa copertina, non c’aveva proprio cazzi di far bene le cose.
Comunque c’è il video che volevo!!!! E mi può far soprassedere a certe cose.
Yum Yum!
E si stanno riunendo.
2006, forse ti stai riscattando. Ora mancherebbe…

The Phoenix rises from the ashes

As soon as possible, I’d like to post an english version, just to amplify my personal vision about Couchsurfing.com. So, for whom the bell doesn’t speak italian, wait for a while if you’re interested to my verbal desease or, better, please check Couchsurfing.com

Qualche settimana fa, come si evince dalle foto, posts o links, sono stato a Bristol e come ho appunto notificato, ho usato una cosa meravigliosa come Couchsurfing.com per trovare un alloggio e stare li 5 giorni.

In condizioni normali, nell’ipotesi più economica, avrei scelto un ostello della gioventù: soluzione quanto meno economica, pratica, con possibilità di conoscere un sacco di gente da ogni parte del mondo, insomma, una bella cosa. Per quanto poco però, dovevo pagare, avere limitazioni di orario in alcuni casi e prenotare, sperando pure di trovare posto.

Couchsurfing porta un pò più avanti l’idea e unisce la voglia di girare il mondo ad una sorta di eMule di risorse fisiche come il “divano”: condividere quanto più possibile, per sedare la voglia di viaggiare e dare una mano.
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Però se vinceva il Ghana…

… sai che ridere.

Va bene si, siamo Campioni del Mondo. Figata. Bellissimo. Giri per strada, vedi una strafiga dalle tette meravigliose oppure uno ubriaco da 3 giorni, è uguale, ci si guarda negli occhi con fare fraterno, come ci conoscessimo da una vita, ti urli “siamooo caaaampioooni deeeell mondooooo” ed è tutto divertente. Puoi anche abbracciarti, ma tra i due non preferisci quello ubriaco.
Lo ammetto, è bello vedere Treviso INVASA in una maniera inarrivabile nemmeno dal famoso raduno degli alpini.
Da anche un pò di orgoglio, l’altra volta avevo 6 anni ed ero al mare in Croazia: posto che non me ne rendevo conto bene, festeggiavi si, ma non in patria. Stavolta però.

Le ultime 3 partite sono piaciute e hanno intrigato pure me che il calcio fa cagare, o forse mi fa cagare tutto il “sistema calcio” che c’è dietro. Guardacaso, ora con tutte le rogne possibili del sistema calcio, la Nazionale, gioca a calcio, vero, sofferto e divertente. E sono io a dire ste cose, è incredibile.

Io che condivido un ulro in centro a Treviso che fa più o meno “Ringhiooooo Gattusooooo, vogliamo Ringhiooo Gattuso….” oppure “Cannavaro alè alè”. Me ne capacito a tratti. Ma è sacrosanta la loro performance, strepitosa.

La sensazione è bella. Forse la provocazione di incitare il Ghana, meglio conservarla anche tra 4 anni.
Tutta questa festa, gioia e tripudio però è nulla rispetto al tipo in BMW che stava festeggiando ieri sera in Piazza Filodrammatici, a Treviso.
In una città in totale delirio, gente ovunque, petardi, bandiere e bottiglie, questo stava leccando quella ad una tipa sui sedili posteriori del BMW.

E c’è chi per festeggiare rivolta i cassonetti.

Oh.. siamo i Campioni del Mondo, ma restiamo un paese indietro, non è che adesso perchè siamo Campioni del Mondo (di Calcio) ci dimentichiamo che il resto va a zoccole eh…

Questa però è impareggiabile.
...forse era meglio l'Inter

ma anche questa non scherza.

Apparizioni, sparizioni…

Prato della Valle di notteMetti un venerdì sera a Padova, quando 2 ex-coinquilini, più amici vari, si ritrovano in piazza un pò per abitudine, un pò per malinconia.
Metti che poi, in Prato, vuoi sfoggiare il tuo nuovo Aerobie Sprint e cominci a fare manovre da manuale e lanci di precisione.
Metti che ci sono quei lampioni in stile, le statue, gli alberi.

Ecco, l’Aerobie ad un certo punto, sparisce. Nel nulla. In aria.
Ti rendi conto dopo anni, che Mimì Ayuara cugina di Mila, quando faceva quelle schiacciate ai limiti della fisica, forse aveva imparato l’abile tecnica, a Padova, giocando a pallavolo di notte, in Prato della Valle.

Pensa te, alle volte…