La terra dove ci cachi

Riporto, linko e cito un articolo di Macity, il quale capita giusto a proposito, dopo aver appena spento la TV, ancora aldilà di stupefatto che in questo paese succedano le cose a breve descritte.

Se già non fosse chiaro, significa che la maggior parte dell’Italia è retrograda, che si fa fottere da servizi idioti gestiti da idioti, ma più furbi perchè riescono a fottere i soldi ad una generazione di prossimi analfabeti tecnologici.
Ben attenti: non è un obbligo usarla la tecnologia attuale, ma almeno conoscerla per fare in modo che non ci siano sanguisughe pronte a rubarvi i soldi dal portafoglio.

Quando ero io a fare la parte della “nuova generazione”, sì lo ammetto, ce ne stavano di stronzate, ma c’era ancora spazio per decidere e in ogni caso erano cose innoque (tipo giocattoli o vaccate pubblicizzate).

Ora stanno facendo in modo che sia giusto venderti una suoneria e tu ne sia convinto. Il diritto d’autore è sacrosanto (oddio… in alcuni casi però…), ma sentire che in Italia siamo i primi in acquisto di suonerie è come dire che paghi uno che ti dica come fare benzina, pagando anche la benzina, ovviamente.

Poi tutto ciò ha altre conseguenze: cultura musicale azzerata, arricchimento “socialemente” indebito della SIAE (come se non lo fosse già abbastanza) e un dilagare di programmi dementi in televisione.

Ribadisco, non è un obbligo, ma se proprio volete farlo, compratevi il CD del singolo che vi piace, fatene l’mp3 e cacciatevelo nel telefono: siete in regola con i diritti, c’è stato uno sforzo da parte vostra nell’avvicinarvi alla tecnlogia pronto uso, avete qualcosa di materiale e vi fate tutte le suonerie che volete.

DRRIIIN, sveglia!

In Italia la musica digitale trionfa nei cellulari

In Italia la musica digitale vince nei telefoni cellulari. Suonerie al top. E la Siae fa il record europeo dei profitti.
di Redazione
( 6-07-2006 )

Italia al top nel mondo delle suonerie dei cellulari. Il record di profitti dalla vendita dei toni è segnalato da un comunicato della Siae, la Società Italiana degli Autori ed Editori, che denuncia proventi per ben 10 milioni e mezzo di euro, una cifra enorme e di gran lunga superiore a quella raccolta negli altri paesi europei.

La più vicina “concorrente” è la Gema, omologa associazione tedesca, che ha raccolto meno della metà di quanto non è riuscita a raccogliere poco più della metà della Siae (5,5 milioni di euro). In Spagna la Sgae guadagna appena 4 milioni di euro.

La crescita del fatturato Siae rispetto all’anno precedente (il 2004) è stata del 313% per le sole suonerie, un business che ha dato un impulso in genere al business dei diritti d’autore cresciuto del 6,8%.

I dati, pur non confrontabili con quelli della vendita delle canzoni via Internet, sembrano dimostrare che, almeno nel nostro paese, il business della musica digitale, grazie alla estrema popolarità dei cellulari, è in buona parte costituito proprio dalle suonerie. Questa nicchia evidentemente non sembra conoscere lo spettro della pirateria che ancora aleggia sul successo commerciale della musica venduta attraverso i negozi specializzati che, come iTunes, vendono canzoni per lettori MP3.

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