Monthly Archives: July 2006

La terra dove ci cachi

Riporto, linko e cito un articolo di Macity, il quale capita giusto a proposito, dopo aver appena spento la TV, ancora aldilà di stupefatto che in questo paese succedano le cose a breve descritte.

Se già non fosse chiaro, significa che la maggior parte dell’Italia è retrograda, che si fa fottere da servizi idioti gestiti da idioti, ma più furbi perchè riescono a fottere i soldi ad una generazione di prossimi analfabeti tecnologici.
Ben attenti: non è un obbligo usarla la tecnologia attuale, ma almeno conoscerla per fare in modo che non ci siano sanguisughe pronte a rubarvi i soldi dal portafoglio.

Quando ero io a fare la parte della “nuova generazione”, sì lo ammetto, ce ne stavano di stronzate, ma c’era ancora spazio per decidere e in ogni caso erano cose innoque (tipo giocattoli o vaccate pubblicizzate).

Ora stanno facendo in modo che sia giusto venderti una suoneria e tu ne sia convinto. Il diritto d’autore è sacrosanto (oddio… in alcuni casi però…), ma sentire che in Italia siamo i primi in acquisto di suonerie è come dire che paghi uno che ti dica come fare benzina, pagando anche la benzina, ovviamente.

Poi tutto ciò ha altre conseguenze: cultura musicale azzerata, arricchimento “socialemente” indebito della SIAE (come se non lo fosse già abbastanza) e un dilagare di programmi dementi in televisione.

Ribadisco, non è un obbligo, ma se proprio volete farlo, compratevi il CD del singolo che vi piace, fatene l’mp3 e cacciatevelo nel telefono: siete in regola con i diritti, c’è stato uno sforzo da parte vostra nell’avvicinarvi alla tecnlogia pronto uso, avete qualcosa di materiale e vi fate tutte le suonerie che volete.

DRRIIIN, sveglia!

In Italia la musica digitale trionfa nei cellulari

In Italia la musica digitale vince nei telefoni cellulari. Suonerie al top. E la Siae fa il record europeo dei profitti.
di Redazione
( 6-07-2006 )

Italia al top nel mondo delle suonerie dei cellulari. Il record di profitti dalla vendita dei toni è segnalato da un comunicato della Siae, la Società Italiana degli Autori ed Editori, che denuncia proventi per ben 10 milioni e mezzo di euro, una cifra enorme e di gran lunga superiore a quella raccolta negli altri paesi europei.

La più vicina “concorrente” è la Gema, omologa associazione tedesca, che ha raccolto meno della metà di quanto non è riuscita a raccogliere poco più della metà della Siae (5,5 milioni di euro). In Spagna la Sgae guadagna appena 4 milioni di euro.

La crescita del fatturato Siae rispetto all’anno precedente (il 2004) è stata del 313% per le sole suonerie, un business che ha dato un impulso in genere al business dei diritti d’autore cresciuto del 6,8%.

I dati, pur non confrontabili con quelli della vendita delle canzoni via Internet, sembrano dimostrare che, almeno nel nostro paese, il business della musica digitale, grazie alla estrema popolarità dei cellulari, è in buona parte costituito proprio dalle suonerie. Questa nicchia evidentemente non sembra conoscere lo spettro della pirateria che ancora aleggia sul successo commerciale della musica venduta attraverso i negozi specializzati che, come iTunes, vendono canzoni per lettori MP3.

Conti alla mano

Dopo 3 o forse 4 giorni di sollazzo, in preda ancora alle convulsioni di gioia per aver eliminato una rogna come “Fondamenti di comunicazioni” (tiè!), arriva l’ora di fare alcune considerazioni su cosa va fatto a breve.

Sempre che vi interessi, dopo una vittoria dell’Italia che ha preso pure me, al quale notoriamente non frega un cazzo di calcio, quello che vedo in un prossimo futuro potrebbe essere:

  • In un impeto di entusiasmo, andare a fare un appello il 12 Luglio, di qualsiasi cosa.
  • Sistemare la bici e cominciare a smaltire le birre delle ultime due settimane.
  • Ritornare nel mondo dei contribuenti italiani, quindi tornare in possesso di una busta paga.
  • Il passo precedente in visione del ritorno in California a Gennaio
  • Una settimana in Croazia in bici, in previsione delle Azzorre (lo so che sembra tutto alla cazzo, ma c’è un filo logico)
  • Finire i posts “Winter of ’91″ e “Te le vendi, te? [3]“. Pensarne altri.
  • Secondo i miei informatori sotto banco, sembrerebbe che da qui a 3 o 4 o chissà mesi, arrivi l’ADSL. Indi ragion per cui si rende necessario barile di Maalox per intraprendere la trafila di distetta ISDN con Telecom Italia e cablare tutta la baracca. E Alice la mandiamo a cagare da subito! Sì, io non mi fido del wireless e se aveste fatto comunicazioni, sareste della mia opinione: mai disprezzare un doppino o più, di rame.
  • Se il punto precedente trova uno sbocco quanto meno accettabile, dare un taglio più tecnologico alla casa e aggiornare sto blog a WP 2.0 con una grafica decente e meno “di default”. Facendo ciò, so perfettamente che mi capiterà sulla noce del capocollo (porca puttena) anche l’altro blog.
  • Trovare una “Moran Atias” locale che voglia farmi trascorre una serata serena e piacevole. Fanculo l’avarizia, pago io. Poi da cosa nasce cosa…

Abbandonato il luogo di tanta simpatia e vicinanza estrema al più brutto a vedersi dipartimento di ingengeria dell’informazione d’Italia, sono tornato a gioire di cose come “fare il pendolare”.
Stranamente tutto è andato liscio, salvo spostare il mio fuso orario, il quale nella fase precedente, per raggiungere il luogo designato alle 8.30, mi vedeva ancora a letto per le 8.23, ora devo solo alzarmi alle SEI E TRENTA. Si lo so, c’è ben di peggio e c’è chi si spacca la schiena, “respect bros”, però il jet lag derivante spiazza un pò. Poi tutto sommato non è stato nemmeno male, fare 3 colazioni (a casa, in stazione a Treviso, al bar al Portello), il mio organismo si è fatto sentire dicendo “ma che cazzo è tutto sto movimento alle 7 di mattina?”.

Fare il pendolare ovviamente non è cosa nuova, ma è nuovo il fatto di avere almeno 20GB di musica dietro ed è particolarmente piacevole rivedere luoghi dove sei passato e ripassato e ripassato, con della musica, cosa che 10 anni fa (10? ITIS Castelfranco… ’93-’95… magari solo dieci…) era impensabile. Altro che mp3, che lettori CD con mp3 o audio e basta. Walkman con la cassettina… che non avevo tra l’altro.

Inoltre ho rivissuto quei momenti di attesa al binario, in una giornata calda, ma al tempo stesso piacevole, ventilata. Rivedere quelle facce attonite, in attesa, dubbiose, la voce che “il treno proveniente da Milano Centrale per Venezia, arriva al binario 1, prima classe in testa…”, le ferrovie che si ristrutturano, i ritardi o le fortuite puntualità. Incontri che fai solamente quando viaggi in treno, con persone conosciute e non. Vedere che lì dove c’era quello ora c’è quell’altro.
Due treni che si fermano affiancati e incroci uno sguardo con una ragazza bellissima, ma che sfugge dopo qualche minuto e di lei non saprai mai nulla e anche se il destino te la farà incontrare, di certo non ricorderete di esservi visti tra i treni che vanno a Venezia e Belluno.
Intrufolarsi nelle case altrui con le finestre aperte, quando il treno si ferma. Vedere la signora che fa la camera oppure la famiglia a pranzo, uno che si fuma la sigaretta al terrazzo.
Quante storie o piccoli e inutili dettagli.

A me piace andare in treno, non so se si è capito. E me ne sono successe in treno. Ma vuoi vedere che ne nasce una nuova categoria…

Andiamo a lavorare, intanto.
[Ho passato Comunicazioni. Ho passato Comunicazioni. Ho passato Comunicazioni. Ho passato Comunicazioni. Ho passato Comunicazioni. Ho passato Comunicazioni. Ho passato Comunicazioni. Ho passato Comunicazioni.]

Comunicazionami!

[Per colpa di qualcuno che per scherzo ha instillato in me il morbo dei Pooh, vado avanti a cantare "Il cielo è blu sopra le nuvole" da almeno 3 settimane. Ragion per cui oggi, nel giorno del trapasso, ho adattato tale canzone alla situazione. Ve lo dico onestamente: se non sapete di cosa si parla, non state facendo ingegneria e soprattutto vi fanno cagare i Pooh, questa cosa non vi dirà nulla, nella migliore delle ipotesi. Altrimenti vi farà almeno ridere e condividere con me quella senzasione di liberazione.]

Tu ragazzo con gli occhiali, hai studiato questo esame
scrive il voto nel libretto, stancamente il professore
hai studiato tante ore, ma adesso è finita quella merda là…

Tu insegnante scoglianto, che rispieghi l’argomento
anni e anni sempre quello, gli studenti han paura
della QAM e modulazioni, sarà bello e interessante ma che due coglioni sì…

TA RA’ RA’

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee
e non è poi neanche tanto male,
sempre meglio che ripeterlo
e poi fare anche l’orale.

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee
oltre il segnale ed il rumore,
C’è chi lo calcola in decibel,
per far passare informazioni.

Tu segnale correlato
che attraversi il resistore
passeranno alcuni istanti, prima del ricevitore
e il campione si ripete, ma che noia, questa troia di attenuazione…

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee
dietro a teorie ed integrali, di calcolare l’energiiiiiiiiiia,
non è più un affare mio

E non è poi così difficileeee, una volta che hai registrato
e l’esame superato, che cazzata la figura diiiii….. rumore e la sua temperatura….

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee

Giorno 3: Vicolo Pastori 1 chiuso

Si chiude un capitolo. Nulla di straziante, ma un pò malinconico. Per me tra l’altro, navigato testa di minchia, è tipo la quarta volta che sbaracco da un appartamento universitario, il secondo di grossi volumi e tempo.

Al risveglio nel giorno della festa di chiusura, Bledi intento nel suo raccogliere la roba, ascoltava una specie di Cocciante che credevo essere albanese, invece era greco. Ma evidentemente piaceva talmente tanto che dopo una mezz’ora dello stesso ritornello, sono andato a chiedere se fosse in sbattimento feroce oppure in repeat dimenticato.
Era una mezza via tra le due cose.

Ovviato il problema cavo videoregistratore, tra lacrime di sudore, ho installato il totem tecnologico e ho visto camera mia vuota, da un altro punto di vista: un cinema.
L’errore fondamentale è stato lanciare una prova audio-video con ProjectGotham2 su X-box, che mi è costata l’esonero da camera mia per un’ora buona.
Il partitone su grande schermo è stato divertente, ma finito quello siamo tornati in modalità sala giochi.
Bensì il giorno seguente, quello definitivo è stato più zingaro, dove la serata tirata avanti fino alle 5 di mattina in Prato della Valle (che l’altro giorno ho visto dall’aereo!) ha avuto il suo compimento con una fame devastante al ritorno a casa, dove si faceva a gara a chi ingurgitava le cose più disparate.
Fino alle 5 di mattina c’era veramente tanta gente in giro per Padova.

Il mattino, dopo 4 ore, verso le 9, comincia il rumoreggiare di scatoloni, aspirapolvere, porte che sbattono, fino all’una, momento totalemente in contrapposizione al caos notturno: nessuno per strada, sembrava di essere in un film western.

Cari miei, anche stavolta, è finita.

[le foto le ho fatte con il mio nuovo telefono vintage, quindi appena le scarico, magari ne mettoqualcuna]