Archivio mensile:marzo 2007

Avere qualcosa da dire

Dopo lo sfogo dell’altro giorno, mi sento in vena di fare un post serio.
Più che serio, direi accettabile. Per rimediare. Uno di quelli che non sfigura quando leggi altri blog.
Uno di quelli posati e ragionati. Uno di quelli che mentre lo leggi pensi “cazzo, però…”.

Potrei prendere spunto da un sacco di cose e sembrare capace come gli altri. Vorrei evitare di stracciarvi i maroni con i miei soliti infimi e minimi problemucci. Del resto un blog personale sarà anche un luogo di “leggeri discorsi”, ma comincio ad infastidirmi da solo della mia pochezza di argomentazioni.

Vorrei fare un sacco di foto. Mi passano un miliardo di idee per la testa, ma non ho il tempo materiale di svilupparle. Anche se ce l’avessi, non ne avrei i soldi, il che alla fine si ripercuote su un solo risultato e cioè quello di non fare un cazzo di concreto. Vorrei cogliere istanti sempre diversi, nello stesso momento.
Invece ho un feedback control che mi tarpa le ali. Me ne rendo conto e forse scrivo per trovare un modo per spegnerlo.

Come nella musica. Vorrei suonare ore e registrare altrettante idee, tante quante le foto che vorrei fare in contesti piovosi e primaverili. Vorrei concretizzare.

Vorrei essere in viaggio con la donna che amo, ma ci sono degli ovvi impegni che ci frenano. Cose frivole e leggiadre come il lavoro o peggio, l’Università.

Ecco, io vorrei fare un sacco di cose, ma sono come l’insetto intrappolato nella mia gabbia universitaria (e mentale) d’ambra. E mi sembrano veramente secoli, la mia prigionia autoinferta.
Sento di saper fare cose che potrebbero essere buone, alle volte piacevoli sia per me che per gli altri.
Invece devo per l’ennesima volta tentare di sviluppare un’attitudine atta a condensare in qualche ora, supremi pensieri teorici per i quali pago e spero un giorno rivelarsi utili. Ma giorno dopo giorno sale la sensazione che forse non era il mio posto l’Università. E quando la paura ti prende, tutto diventa un peso che ti sembra impossibile da trainare. Ma si va avanti.
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Odiose odi a coloro i quali non odono [2]

Oggi ne ho per tutti.

Questo è quanto ho lasciato volevo lasciare scritto (ho mandato un riassunto) alla Vodafone nlla, agilmente raggiungibile, sezione “Contatti”, se fate lo stesso, lo considero un favore personale:

Buongiorno,
più che una domanda è solo una lamentela, che di sicuro cadrà morente e inascoltata, in quanto Voi azienda multinazionale, dove lo strato gerarchico tra il cliente e coloro i quali possono decidere riguardo a tali argomenti è infinito, però mi preme particolarmente farvi notare che è VERGOGNOSO e ripeto, VERGOGNOSO, che in un sito istituzionale e soprattutto in una sezione “Fai da te” (che dovrebbe essere “semplice”, “veloce” e “pratica”, invece vi solleva solo da un lavoro tedioso e spesso fonte di grane) sia tappezzato ovunque da Flash.

Senza quest’ultimo è praticamente impossibile effettuare qualsiasi cosa, essendo la navigazione monopolizzata dal medesimo e ad ogni modo progettata senza il benchè minimo buon senso. E’ ampiamente comprensibile l’utilizzo dei banner, il transito obbligato su pubblicità quando si spedisce un sms gratuito e pure una presenza “massiccia” di grafica. E’ doveroso fare business, nessuno fa niente per niente.

Ma non deve venire tutto incanalato in una sola via, a maggior ragione se questa via (Flash) viene meno alle caratteristiche per cui è nato (leggerezza e basso consumo di banda).
Inoltre l’area ivi utilizzata per inviare questo messaggio è minimale e rende la comunicazione difficoltosa.

In merito all’attivazione del servizio SMS vocale, a prescindere che si paghi o meno consapevolmente, è altrettanto VERGOGNOSA la condotta da voi perpetrata nella gestione di tali servizi, cioè non avvisare il cliente di tale atto.

Distinti saluti,
De Vidi Daniel

Odiose odi a coloro i quali non odono

“Flash mi fa talmente cagare e lo odio talmente tanto che persino quando uso la macchina fotografica lo evito, piuttosto faccio foto scure.” Me medesimo.
A seguire vi fornisco un link ad un addon molto utile usando Firefox e altri suoi amici.
Se qualcuno lo considera Flash veramente così sublime, è pregato di commentare a seguito. Sarà mia cura enunciarvi un’ampia dimostrazione di come a lume di logica anche spicciola, colui il quale si prende la briga di difendere il precedentemente citato prodotto informatico, sta perdendo tempo e soldi.

Inoltre, dato che siamo in vena di odio.
Stasera (Lunedì 26 Marzo 2007) su RaiSat Extra (credo quindi anche sul digitale terrestre) la replica di quella meraviglia di servizio sulla Telecom redatto da Report, i quali a mio avviso sono già eroi nazionali.
Sarà già una decina d’anni che seguo la Gabanelli e il suo esercito di giornalisti (che reputo bravi solo per essere ancora vivi, conoscendo il trend italiano) e non hanno mai sbagliato un colpo.
Eccezionale anche quello sulle carni italiane. Senza troppi allarmismi vi faccio un assist per ricercare “amalgama” e vedere cosa potete avere nei vostri denti.
Non stiamo a parlare di Campione d’Italia, le Autostrade, edilizia varia, favoritismi politici.

Questa volta con la Telecom, hanno aperto un vaso di Pandora che spero sia il varo di un’azione che porterà un monopolio malato a diventare un’azienda capace di capire cosa sia ricerca, sviluppo e interesse nel fornire servizi (privati o professionali che essi siano), invece di farsi i “servizietti” interni.

Che ora qualcuno venga a dirmi che mancano i soldi per gli investimenti tecnologici. Dai ditemi che il mio paesotto e piccolo e inutile. Ripetemi che manca il bacino d’utenza.
Non c’è un sito uno che si possa utilizzare tranquillamente ormai.
Così imparano a non farmi arrivare l’ADSL: toh stronzi!.

E a proposito, chi ce l’ha, è caldamente consigliato dal sottoscritto a condividere il torrent della registrazione di Report (lo farei io se potessi). Provvederò a farne una in digitale, così una volta tanto, invece di guardare solo LostS0xE0x, alla vostra collezione potrete aggiungere la cartella “Interesse Sociale” e dare merito a chi come quelli di Report, si spaccano il culo per rendere questo stato per lo meno accettabile.

E come dice un personaggio interpretato da Paolo Cevoli (a Zelig) “Tronchetti e Provera… devete andare a cagare…”!

P.S. : Per carità, è colpa anche delle amministrazioni, della popolazione e tanti altri parametri se non c’è a Breda l’ADSL, ma a fronte del ladrocinio di cui sono succube in questo angolo di mondo (perchè in altri angoli la civiltà è arrivata) da parte della succitata compagnia telefonica, non posso far altro che godere di ogni singola parola spesa nello smascherare l’indecente condotta non solo di alcuni amministratori, ma di tutto l’entourage al comando.

L’inizio del tunnel e tutto quello che ne deriva

Avevo promesso senza contegno alcuno che avrei fatto enormi ed eccezionali modifiche, ma così non è stato.
A dirla tutta quello che si era prefigurato (l’ennesima release di WordPress) si è puntualmente verificato, sommatosi ad altri imprevisti che la vita ti pone di fronte regolarmente.
Allora io me ne esco con un post a sorpresa su un argomento molte volte affrontato, ma del quale non se ne ha mai abbastanza.
Non mi permetto neppure di citarlo, lo descrivo sommariamente per sommi capi sommessamente sommersi.
Anzi non lo nomino neppure, per lasciarlo intravedere tra le righe, ma al tempo stesso odorarlo pienamente (sebbene io non possa farlo biologicamente).
Parliamo della droga del futuro, che ormai è già presente.

Presentiamola così:

  1. Voi avete bisogno di una cosa, qualsiasi.
  2. La cercate.
  3. Pagate.
  4. Attendete l’arrivo, che può anche essere istantaneo a seconda della modalità.
  5. Vi godete il vostro acquisto.

Questo flusso operativo è generico quanto basta per modellare la vita di tutti i giorni. Che esso sia un caffè al bar o un’alternatore a vento (detto anche mulino), funziona più o meno uguale.
Se vi serve il latte (punto 1) andate al supermercato e lo cercate (punto 2), pagate (punto 3), andate a casa (punto 4 adattato) e vi fate un bel latte macchiato, che tanto piace ai tedeschi.
Tutto regolare.

Ora, dove scatta la perversione e al contempo il succo di questo post?
Scatta quando volete cercare qualcosa che generalemente non si trova, o ad un prezzo inferiore o, meglio ancora, fare l’affare della vostra vita.
Ancora di più: sfidare un’altra persona, magari nel cuore della notte e in pochi istanti passare da un avido cercatore a felice meta-proprietario.
Ora avete capito, scendiamo nel vivo del discorso.
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