Ger-maniacs!!

Uno vuole scrivere, ma poi si ferma.
Mentre sei seduto sul cesso la mattina, hai la pensata che ti fa sorridere e vuoi condividerla.
Poi ti passa e torni a perderti tra esercizi di elettronica e qualche blog affezionato.

Poi ci sarebbe anche da sistemare sto sito, ma WordPress sembra non fermarsi mai a suon di updates. Ad ogni modo, ho fatto bene ad aspettare.

Le cose evolvono amici miei. Sebbene durante l’ultima tornata di esami, le cose non siano state così rosee, alla fine non manca molto, se assesto dei buoni colpi ora (non ridete, lasciatemi l’ottimismo, che sarà anche il profumo della vita, ma ormai resta solo quello).
La vita scorre nella Germania del nord, ma non proprio nord, perchè è un pò al centro. Dopo tutto sono due ore scarse da Amburgo. Il clima oggi è fresco e c’è un bel sole che ti fa venir voglia di prepare insalate da mangiare seduti fuori, cosa che avverrà.

L’idea principale del post voleva essere il mio adattamento, o tentativo di approccio al “german life style” e le mie osservazioni a riguardo, ma ho già fatto un accenno al tempo atmosferico, cosa che non volge a favore della coerenza del tema e che inequivocabilmente rappresena il mio arrampicarsi sugli specchi in un pezzo scritto senza obiettivi.

Alle volte penso a come mi prende scrivere qualcosa, scrivere qui.
Penso alle lotte psicologiche con me stesso a scuola per scrivere qualcosa di decente, senza particolari successi.
Probabilmente erano i binari in cui mi sentivo incanalato. Probabilmente l’impossibilità di accettare il fatto che non fossi capace di gestire alcune mie capacità, cosa più volte sottolineata dal mio professore di italiano.
Ma sono cose che capisci non tanto più avanti, ma quando, più avanti, le cose nella testa prendono l’ordine giusto. Se uno ha culo lo scopre prima. A me è successo più avanti.

Il mio viaggio nella germanità, complice Konstantina che mi ha attirato qui, comincia una mattina di Settembre 2006, quando di ritorno da un viaggio in Francia, sono approdato a Göttingen, che in uno slancio di fantasia e autocitazione, si può descrivere come una teutonica Treviso che ha dato i natali ai Guano Apes e le pasque a Gauss (questa l’ho usata già da qualche parte su Flickr… oh mi sono piaciuto, potrò farlo almeno una volta?).

Non è che la Germania fosse terra sconosciuta, ma un conto è passarci, un conto è starci qualche giorno e un conto è farci i conti ogni giorno.

I tedeschi non c’hanno messo molto a far valere le loro ragioni e a darmi un “penfenuto” come si deve.
Arrivato attorno alle 5, ho parcheggiato la fedele automobile dal colore vagamente underwear (GrigioPerla) in un parcheggio in centro adducendo la scusa, in tutta la mia italianità dovuta, alla stanchezza di un viaggio tra il caotico traffico autostradale notturno della Francoforte – Hannover, che “la lascio qui, tanto domani mattina riparto prima delle 10…”. Alle 10 scatta il parchimetro.
Ovviamente alle 10 e 04 la multa era già lì.
“Wilkommen italiano mangiaspachettipizzamandolinocampionedelmontodistobratwurst”.
Pazienza. Di contro il viaggio autostradale è sempre liscio e privo di problemi, sebbene la distribuzione degli autogrill in questo stato sia guidata da un modello probabilistico alquanto bizzarro.

Tornato nei giorni a seguire, per restare con l’amata donna greca in dottorato, mi sono scontrato maggiormente con il popolo teutonico del “non proprio nord, diciamo non bavaresi”.

Un pensiero su “Ger-maniacs!!

  1. S.

    …un uomo condannato entro i limiti dei 56 k ovunque egli vada…è la maledizione del dial-up…

    😉

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