Ger-maniacs!!

Io non sono quello che sente la mancanza dell’Italia, soprattutto quando si sa che negli ultimi 20 anni abbiamo buttato nel cesso senza ritegno tutte le belle cose che aveva il mio/nostro paese.
Colpa dei democristiani/socialisti/lega/forzaitalia/lasinistra… boh, chi lo sa.
Al dire il vero si sa, anzi si può sapere, ma non è questo territorio di dialogo politico.

Resta il fatto che mi guardo intorno qui (qui, come in America o altri luoghi) e ti rendi conto del potere che l’Italia potrebbe avere, subito dopo ti rendi conto che pian piano sta diventando una favola.
Del mio paese, quando sono all’estero, perdonatemi, sento la mancanza di un caffè e di quelle cose semplici che all’italiano medio sembrano normali, ma che poi tanto non lo sono.
Non parlo da provinciale. Parlo di sensazioni.
E’ solo la voglia di un caffè che non sappia di bruciato, spacciato come miscela pregiata da triplo del costo.
E’ che ogni tanto un tramezzino te lo faresti, magari senza 80 litri di salse e il bratwurst di cui sopra.

La voglia di inzuppare un biscotto secco senza particolari aggiunte, qui non è cosa che si può nemmeno lontanamente sperare. Un semplice cracker non esiste.
Entri in un supermercato e trovi biscotti con tutte le creme possibili. Il paradigma “Less is more” è puro lusso.
Qui la pizza è con il formaggio. Se ti va bene trovi gli abili pizzaioli napoletani emigrati che mentre ordini, guardano schifati la vaschetta del formaggio e ti indicano la mozzarella. Tu sorridi e annuisci.

Non è provincialità, è salvezza e buon gusto. Come il gelato preso “da Claudio” che è buono e Claudio è italiano.
Oppure il caffè al Colosseum, che non è buono come il gelato di Claudio, ma il trancio di pizza al volo, non è male quando ti sei stufato di schnitzel, che spero almeno di aver scritto giusto.
Poi ci sono altri dettagli che non ti fanno macare l’Italia, ma ti fanno incazzare per come usano a sproposito ogni singola parola, deturpano, allargano, espropriano alla faccia nostra.
E cazzo, fanno bene, perchè il meccanismo lo permette.
Il problema sta nel fatto che noi non ci possiamo appropriare di molte cose apprezzabili altrui: a conti fatti ti resta l’affidabilità delle Audi.

Poi ci sono i döner e/o kebab. Ma li si entra in tutt’altro territorio. O il Giros Pita (Evviva la Grecia! 🙂 ). E se la donna che ami è greca, dopo di lei il Giros diventa la tua passione.
Tutto questo ha un costo accettabile, il che va a favore del sistema.

In Italia abbiamo il fornello a gas, qui è tutto elettrico. Perchè qui hanno il nucleare e costa meno. La mia domanda è sempre e comunque quanta energia elettrica venga consumata e sprecata. In Italia non è che non esita lo spreco, anzi, noi abbiamo l’Oscar dello spreco, ma certe cose sono strane.
Il tempo in cui una piastra in vetro ceramica prende temperatura, non è proprio un qualcosa di infinitesimo per cui si può dire che non ci importa di avere 2 kW in dissipazione termica totale. Che mi vengano a dire che lo standby delle televisioni sarebbe un gran risparmio poi!
Con l’energia utilizzata per l’acqua per la pasta dell’altra sera ci illuminavo tutta Pero (di Breda di Piave) per una settimana. Da questa affermazione potete capire anche quanto illuminato sia il ridente paesello.

Un pensiero su “Ger-maniacs!!

  1. S.

    …un uomo condannato entro i limiti dei 56 k ovunque egli vada…è la maledizione del dial-up…

    😉

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