Quando tutto è collegato

Dall’alto della mia inefficienza, poter scrivere un post dotato di contenuto, senza risultare banale, rimane un’impresa.

Vorrei veramente scrivere di sindacati, politica, latest technology, ma poi non mi piaccio. E butto via.

Riuscire ad incastrare argomenti e cose possibilmente serie, è una cosa che sento di voler fare, successivamente però mi annoia, perchè immagino che alla gente faccia lo stesso effetto.
Non si può nemmeno dire di fare cose serie un momento e cose frivole quell’altro, perchè risulti ancora più poco credibile, ma forse è una mia idea.
Vorrei scrivere in inglese, così mi legge qualcuno di più e qualche dollaro riesco a farlo, ma è così vasta la blo.. blllloog… blogosfera (pf… l’ho detta, mi fa cagare sta parola, ma tutti la usano e allora vediamo se le statistiche salgono) anglosassone e soprattutto leggermente più veloce di quella italica, che mi ci metto quando ho finito il mio primo podcast (ahh sorpresa!).

Allora che scrivi? Dato che non si può andare sempre al consolato Greco ad Hannover, cosa che mi darebbe materia prima di eccellente qualità ai fini di una mia carriera cabarettistica, scelgo tra gli ultimi eventi di una certa rilevanza, quelli che fanno ridere o pensare anche me una volta che rileggo me stesso.

Dato che voglio massimizzare la mia efficienza, appunto, scrivo seduto al cesso: che meraviglia.

Posso quindi attingere tra un personaggio che ci è capitato l’altro giorno come ospite di Couchsurfing, tale “the artist”, oppure una notizia di carattere drammatico e toccante come i verbali di Fabrizio Corona. E’ il meglio che ho potuto trovare.
Dato che il parlare di “the arstist” richiede un pò di tempo e fa molto ridere, passo al secondo argomento che mi permette di sbilanciarmi pure in pensieri rivolti alla germanità che, come sapete, recentemente mi riguarda.

Da come era partita la vicenda di Corona sembrava che questo personaggio dalla spiccata personalità, non fosse proprio uno stinco di santo.
Dato che a me e molta parte della popolazione italiana questo non può fregare di meno, il discorso volge al generale, pensando che sicuramente lui non era il solo. Che chissà quanti maneggiamenti, accordi, intrecci, ricatti, telefonate esistono.

A seguire ci pensi un pò di più alla big picture e ti viene il vomito non tanto per il fatto dei ricatti, ma per il fatto che ci sia materia di ricatto sempre fresca, soprattutto nella politica.
La politica come appendice dello spettacolo. Questo basterebbe a chiedere asilo politico a qualsiasi altro stato.
E non voglio mica fare il sempliciotto “ah ma che disgusto” e finita lì. Il problema è che se le alte sfere sono così, il popolo, o la sua gran parte, non è cosa migliore. Allorchè il disgusto passa all’angoscia.
E’ inutile seguire tribune politiche, pensare al futuro e alla società, quando la società ha gli anticorpi per non farsi supportare. Si difende dai cambiamenti e rinchiude a riccio per contrastare il benchè minimo moviemento nel proprio orticello.
Non vi sto a sottolineare perchè nel mio comune il 66% dei votanti ha dato la preferenza ancora alla Democrazia Cristiana. Perchè quella è. Perchè gente che amministra, ha la carica in quell’altro posto che poi viene ad eseguire lavori, offre servizi e le persone sono sempre quelle.
Meccanismi di difesa. Soprattutto meccanismi, che ti tolgono la voglia di far valere un minimo di buon senso.

Dopo tutti questi pensieri che non mi hanno fatto dormire la notte, preoccupato per la mancanza di palestra del nostro amato Corona, arriva la scarcerazione e i verbali dell’interrogatorio. Bene, tra i link delle notizie del mattino, ci possono stare.
Non prima di essermi assicurato che Paris Hilton abbia ricevuto una spazzola di adeguata levatura sociale, per potersi pettinare e rendere presentabile al meeting dell’ora d’aria.

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