Lo spirito europeo

Ultimamente se mi trovo ad un tavolo con più di 4 persone, percepisco una sensazione di melting pot considerevole.

Ad esempio l’altra sera abbiamo organizzato un Couchsurfing Göttingen meeting. Ad un certo punto eravamo:

  • Io (italiano)
  • Konstantina (greca)
  • un’indiana
  • un tedesco
  • una tedesca
  • un mezzo polacco, mezzo tedesco
  • un mezzo svedese, mezzo inglese
  • due mezzi americani, mezzi cinesi
  • un’americana

La voltra precedente, nel primo vero incontro a Göttingen, in un pub piccolo ma carino (con un tempo di attesa per le birre prossimo all’era geologica) la situazione era simile:

  • sempre io (italiano mangiaspaghettipizzamafiamandolino)
  • Konstantina (greca)
  • un’indiana
  • un tedesco
  • un’americana mezza cinese
  • un’inglese mezza finlandese
  • una tedesca
  • un’altro tedesco

Ti vien da dire: “bello.. interessante” e senti la cosa come nuova e affascinante. Si scoprono elementi di altri luoghi che in contensti differenti difficilmente impareresti. La tavolata multietnica a me piace, ma ho paura di prendenderci la mano e non vorrei succedesse che ci faccio l’abitudine. Due sere fa il tavolo era composto da:

  • sempre io (sempre italiano)
  • sempre Konstantina (sempre greca)
  • due ragazze estoni
  • un americano
  • un tedesco (sempre il solito, tra l’altro)

Sta sera si ripete il tour con altri mescolamenti di civiltà.

La cosa che mi preoccupa è che sempre tutti questi parlano un inglese fenomenale. E dico, parlano. Corrono. Mi rendo conto che la mia comprensione dell’inglese è molto avanzata, ma non riesco ad usarla nel parlato comune. A parte il fatto che ho le mie rogne anche con l’italiano, ma è un’ altra stroria… Mi rendo conto degli errori, sebbene possa formulare frasi molto più complesse, conosca più parole, aggettivi e modi di dire.

Allora ti domandi: ma sono stronzo io o incontro solo dei fenomeni!?

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