La decadenza della TV generalista italiana

Sono un devoto e appassionato amatore delle televendite, più precisamente quelle delle tv private.
Quelle sempliciotte, quelle americane tradotte, quelle registrate su un nastro dove ne hanno almeno registrate altre 25, quelle di prodotti in super offerta che sembra tu non ne possa fare a meno.
I “Miracle Blade III” su tutte.

Per anni hanno riempito vuoti televisivi, quei momenti di stanca in cui proprio non fanno niente di niente. Quei programmi scialbi e culturalmente insignificanti portavano per qualche minuto, anche se infinitamente ripetuto, delle sane e grasse risate.

Lo specchio di una cultura del fottere il più possibile chi sta guardando.
Instillare la necessità di doversi tagliare i capelli, pulire i vetri, salire una scala, dimagrire.

Niente poteva far ridere di più.

Si sente sempre più spesso parlare della trash TV che ci propina programmi di dubbia qualità, che trasmettono valori sbagliati e via discorrendo, ma questi argomenti non li userei per sentire il polso dello sfacelo a cui si è andati incontro.
No.

Il vero dramma è che anche le televendite, quelle poche rimaste, non fanno più ridere.
E’ finita.

Mi rimani solo tu KC, dei “KC and the Sunshine band”, nella tua ode ai favolosi anni 70.

Un pensiero su “La decadenza della TV generalista italiana

  1. kam

    … in effetti la mia vita sarebbe migliore se avessi la “SERIE PERFETTA” … me lo dice in sogno chef Toni tutte le notti …

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