L’auto si ferma: cosa fai [parte 1]

Sebbene il mezzo meccanico di cui faccio uso mi abbia dato delle toccanti fregature, continuo a volergli bene. Un pò perchè è il mio primo mezzo meccanico, un pò perchè mi ha portato parecchio in giro, un pò perchè certi eventi godono di un’originalità mista a tragedia impagabile (a quanti di voi si è rotto il blocco inerziale della pompa di benzina, mentre stavate accelerando per girare a destra ad un incrocio in Francia, Colmar, il 10 di agosto, un giorno prima che tutta la Francia andasse in ferie, con gli Europe che lanciano l’intro di “Superstitious” e in quel preciso istante si mette a diluviare? Bene, potete capire. ).

Tralasciando anche la volta che ho sentito come fa un alternatore quando decide di non stare più al suo posto o quando ho imparato cosa voglia dire “Areo varda che el din din ding xe a pompa dell’acua (Guarda, a mio avviso quel sordido tentennare pò non essere altro che la pompa dell’acqua)”, questa volta mi accingo a risottolineare il mia gioia nel vivere vicino al 51° parallelo. O 52°? Un attimo che apro Google Earth.

Dicevo, l’auto si ferma, cosa fai?

Il minimo comune denominatore è una bestemmia di stupore. Giusto per essere sicuro che coloro i quali aleggino nelle immediate vicinanze, capiscano il tuo stato d’animo.

Il dispetto che la Clio stavolta mi ha regalato, sembra essere di contenuta entità, ma nel caso l’entità sia ben maggiore, scrivo prima un simpatico post. Così poi nel successivo, se l’entintà è maggiore, il valore medio d’ira rimarrà basso.

Fortunatamente Göttingen, ridente cittadina della Bassa Sassonia, è popolata di ciclisti. Tanti ciclisti. Forse anche troppi. Tutti hanno una cazzo di bicicletta e, seriamente, girando in macchina ti senti guardato come un figlio di puttana inquinatore manCiaspaghettipizzamafiamandolino, perchè c’ho pure la targa italiana.

Questo disagio, quando l’auto si ferma, trova la felicità nel prendere la tua bicicletta e mimetizzarti con gli altri, scoprire che c’è un fitto e capillare sistema di piste ciclabili e che tutto sommato fare un pò di movimento non è male.

Resta il fatto che l’auto è ferma.

L’altro giorno quindi, io e Konstantina, armati dalle più elevate aspettative di efficienza ci siamo alzati relativamente presto per un sabato, tipo le 8.30 ma facciamo anche 9. Colazione, faccende varie, studio etc.. Un parametro ce lo siamo imposto ancora a letto: “allora ci alziamo, mangiamo, sistemiamo casa, ma alle 16 si va a fare la spesa da Real” (Real è un centro commerciale che è più interessante per il supermercato che per il centro in se, anche perchè trovi solo wurstel al di fuori, quando non è il gelato di Claudio di “da Claudio”, magnate del gelato di Pordenone. Ok, c’è anche un centro elettronica di consumo a basso prezzo a cui pago sempre visita..).

Arrivano le 16 e con inaspettato anticipo scendiamo, con il nostro cestino da carrello alla tedesca (ahahah non ce l’avete voi!!!), li gettone di plastica per il carrello e in uno slancio ecologista, la scatola delle uova, per non doverne prendere un’altra quando scegli le uova sfuse.

Saliamo in macchina. Si accende il quadro del cruscotto.

Konstantina sta per chiudere la portiera e nel mentre le chiedo di rigirare lo specchietto (perchè altrimenti i ciclisti te lo portano via), giro la chiave per avvia… bow ouw ouw.

Si. Bow ouw ouw.

Ah..  Bowia … (bestemmia di stupore)

Sono le 16 di sabato 17 maggio 2008 e due dementi pronti per fare la spesa si guardano stupefatti l’uno con l’altra negli occhi con una domanda che frulla per la testa “E adesso che cazzo è successo?”

Il dettaglio quadro accesso e successivamente la totale mancanza di energia per lo spunto del motore mi portano a pensare alla batteria. E infatti è abbastanza credibile, dato che anche le portiere fanno fatica a chiudersi.

Bene. L’auto è ferma, cosa fai?

  1. Chiedi aiuto a dei passanti per fare ponte. Magari chiedi al vicino di casa. Certo, volentieri se sapessi il tedesco e avessi un minimo di rapporto con i vicini di casa, tedeschi anch’essi. Cioè, ce l’ho pure il rapporto, ma per ora non va oltre al “buongiorno”, “ciao”, “tutto bene?” e un sorriso di semicircostanza abbastanza internazionale. Konstantina si vergogna un pò e sebbene credo possa argomentare tranquillamente di fisica anche in tedesco, non c’è possibilità di trovare dei cavi per la batteria. Ah vero, li ho mai comprati i cavi per la batteria? Ah, ma la batteria da quanto ce l’ho su? Cazzo, ho cambiato l’alternatore e non la batteria? OK, questa soluzione non è praticabile. [cmq ho controllato: i cavi ce li ho]
  2. Vai a comprare, in bicicletta, una batteria. Avete presente Hollywood e le sue colline? Göttingen è così. Immaginate una batteria di una 20ina di chili in salita… nello zaino? sul porta pacchi? Praticabile, ma forse ce un’altra soluzione (meno faticosa). Lo so, gli alpini con i muli sono andati sulle alpi e hanno fatto cose incredibili… io ho fatto il servizio civile, ve bene?
  3. Comprare (sembre andando in bici) un jump start di quelli che carichi a casa, poi vai sulla macchina, ella parte e ti rechi al centro auto, dicasi meccanico/elettrauto più vicino, il lunedì a seguire. Mh.. forse il fatto che era praticamente ferma da due settimane ha contribuito alla cattiva performance del caro accumulatore. Perseguiamo questa via, ma finiamo nel prendere un carica batteria da 11€ pensando fosse la versione senza compressore, luce e quant’altro dei vari jump start da 44€. Invece carica solamente. E’ in pratica un fottuto convertitore 220V->12V con misuratore di corrente assorbita per controllare lo stato di carica.
  4. Andare su Ebay, comprare una batteria nuova, figa, economica e che non fa scherzi. Magari già carica. Infatti pochi minuti fa, è arrivata. Ed era qui che volevo arrivare.

Avendo notato strani vapori tempo fa (ora tutto torna…), essendo passato un pò di tempo, avendo riscontrato delle difficoltà in recenti accensioni e volendo essere sicuri nei viaggi a seguire, ho preso questo gioeiello austriaco su ebay, ordinato il “18-Mag-08 16:38:28 CEST”.

Sulla porta di casa alle 10:17 del 20 Maggio. Ora vado a montarla. Ma volevo dirvelo prima.

[update: mi mancano le chiavi adatte… con i denti non ci arrivo e non ho il pollice opponibile abbastanza prensile per svitare un bullone da 13 o forse 14 (le poche chiavi che avevo arrivavano a? Bravi: 12.). Indovinate dove vado ora in bicicletta? 12:42 20/05/08]

[update 2: per attività collaterali che troveranno soluzione a settembre io e Konstantina la sera prima dell’acquisto della batteria, abbiamo comprato un “cutting mat”: è arrivato mentre realizzavo di non avere le dita come una chiave da 13,  oppure 14.]

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