Archivio mensile:agosto 2008

Mo so’ bbravi questi

Tratto dal Corriere, qualche minuto fa, a propostito della nuova porcat.. cordata italiana per salvare l’italianità di Alitalia. Dicono:

In pratica le attività di volo, con le rotte, la flotta (integrata con quella di AirOne, portata in dote da Carlo Toto), e una parte dei dipendenti attuali. Presidente sarà Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli. I soci, per ora, sono sedici: Roberto Colaninno tramite Immsi, gruppo Benetton tramite Atlantia, Gruppo Aponte, Gruppo Riva, Gruppo Fratini tramite Fingen, gruppo Ligresti tramite Fonsai, Equinox, Clessidra, gruppo Toto, gruppo Fossati tramite Findim, Marcegaglia, Bellavista Caltagirone tramite Acqua Marcia, Gruppo Gavio tramite Argo, Davide Maccagnani tramite Macca, Marco Tronchetti Provera e Intesa Sanpaolo.

Ora immaginatevi una scena di un moribondo milionario che non può più intendere e volere, ma che porta con se un “prestigio” da rivendere concettualmente. Sopra di lui, sciacalli bavosi ridacchianti e affamati, più o meno travestiti per togliere ancora qualche brandello di carne, posto che ne sia rimasto qualcosa, al poveraccio per poi impagliarlo e sputtanare altri soldi alla faccia della “newco”.

Ci sono tutti… tutti quelli che hanno già rubato, professionisti delle truffe statali conglomerate in grande stile, sono lì. Non ne manca uno.

Citando Crozza: “Minchia, minchia… volevo dire minchia, ma non so se l’ho già detto.” Mentre fa il padrino che legge i conti Alitalia.

Colaninno e Tronchetti Provera!!!! Insieme, ancora! Dovo aver macinato finemente ed averne fatto un wustel della Telecom, ora fanno il colpaccio in grande con il poco rimasto.
Bravi, niente da dire.

La nuova era

Semplicemente guardate qui:
The ultimate series V

Tony è riconfermato come brand, è stato eliminato il prefisso “Miracle” ed è stata saltata la IV serie.


Ma è tornato, anche se non sarà più possibile eguagliare anni e anni di televendita in rotazione ovunque, la migliore di sempre.

Incredibile come non si trovi un video in giro e io l’abbia visto per caso oggi via satellite. Non si fanno mancare cmq la terza serie perfetta come introduzione, che in spagnolo ha il suo perchè.

Oggi è il 17 Agosto 2008 e credo di essere il primo a spargere il verbo.

Buon divertimento.

Teorema di Apple

Negli anni di utilizzo dei prodotti Apple, mi sono permesso di venire alla conclusione che il seguente teorema è finora sempre verificato.

L’andazzo che l’iPhone sta prendendo sommato al mio esiguo test del prodotto, confermano.

Dato un prodotto Apple, per ottenerne un utilizzo proficuo e soddisfacente, bisogna aspettare la terza release.

Espansione del concetto e analisi commentata.

La prima release di un prodotto Apple fa da battistrada ad un eccellente successo o una cacata colossale. Tolto che può succedere che si adori la cacata e si odi il successo (chiamiamo successo una mistura di abilità di marketing, introiti commerciali e nicchia di prodotto cha andrà a svilupparsi), la prima fase di un prodotto Apple (d’ora in poi “pA”) è da evitarsi come la peste, sempre che tempo e soldi non siano un vostro problema e la propensione al test vi attragga in maniera assoluta.

Niente di male fin qui, ma questo è il momento in cui gli irriducibili difendono l’indifendibile, gli appassionati scaltri guardano gli appassionati fatalisti lottare con i problemi iniziali del prodotto e i detrattori totali sputare addosso a qualsiasi cosa per partito preso.

Il secondo turno è la toppa dei problemi troppo grossi da mascherare con il marketing e il vero beta testing del pA. Comprensibile del resto, dato che nel bene o nel male Apple rischia quasi sempre, portando su un altro livello la questione tecnologica. Non sempre migliore o peggiore, avanzato o meno, un altro livello, punto. Si vedrà poi se è stata una scelta oculata e (non voglio dire innovativa) che porterà a un “maggiormente interessante” livello la questione. Intanto ci si sposta verso qualcosa di diverso, forse troppo ovvio e semplice, ma appunto per questo valido per migliorare il prodotto.
Questo rischio viene quindi ammortizzato dallo stile aziendale che è superiore senza ombra di dubbio e ammorbidito dal fatto che le cose cominciano a funzionare, ma potrebbero andare meglio. Il bacino di utenza si allarga e il prezzo cala.

Se entro questa fase il peggio non ha avuto la meglio (leggi “the Cube”, prodotto a mio avviso figo, ma troppo azzardato in alcuni aspetti e ingenuo in altri. Tanto è vero che il Mac mini deriva dal Cubo, quindi qualche merito ce l’avrà pure avuto no?), c’è il collasso con conseguente eliminazione del prodotto, tonfo in borsa e domani è un altro giorno.

Altrimenti c’è la terza release, quella della soddisfazione che pone le basi per il colpaccio commerciale, le sboronate di marketing supportate da effettivi pregi e l’uso produttivo del prodotto.


L’iPhone è nella fase 2 e dal mio punto di vista per ora è meglio prendersi un iPod Touch. Tanto per telefonare avete tutti un Nokia consumato nel cassetto che funziona benissimo anche se è caduto in una pozza di fango o il cane l’ha morso cospargendolo di bava.

PS: Se poi fanno anche questa cazzata, allora le cose non si mettono affatto bene.