Teorema di Apple

Negli anni di utilizzo dei prodotti Apple, mi sono permesso di venire alla conclusione che il seguente teorema è finora sempre verificato.

L’andazzo che l’iPhone sta prendendo sommato al mio esiguo test del prodotto, confermano.

Dato un prodotto Apple, per ottenerne un utilizzo proficuo e soddisfacente, bisogna aspettare la terza release.

Espansione del concetto e analisi commentata.

La prima release di un prodotto Apple fa da battistrada ad un eccellente successo o una cacata colossale. Tolto che può succedere che si adori la cacata e si odi il successo (chiamiamo successo una mistura di abilità di marketing, introiti commerciali e nicchia di prodotto cha andrà a svilupparsi), la prima fase di un prodotto Apple (d’ora in poi “pA”) è da evitarsi come la peste, sempre che tempo e soldi non siano un vostro problema e la propensione al test vi attragga in maniera assoluta.

Niente di male fin qui, ma questo è il momento in cui gli irriducibili difendono l’indifendibile, gli appassionati scaltri guardano gli appassionati fatalisti lottare con i problemi iniziali del prodotto e i detrattori totali sputare addosso a qualsiasi cosa per partito preso.

Il secondo turno è la toppa dei problemi troppo grossi da mascherare con il marketing e il vero beta testing del pA. Comprensibile del resto, dato che nel bene o nel male Apple rischia quasi sempre, portando su un altro livello la questione tecnologica. Non sempre migliore o peggiore, avanzato o meno, un altro livello, punto. Si vedrà poi se è stata una scelta oculata e (non voglio dire innovativa) che porterà a un “maggiormente interessante” livello la questione. Intanto ci si sposta verso qualcosa di diverso, forse troppo ovvio e semplice, ma appunto per questo valido per migliorare il prodotto.
Questo rischio viene quindi ammortizzato dallo stile aziendale che è superiore senza ombra di dubbio e ammorbidito dal fatto che le cose cominciano a funzionare, ma potrebbero andare meglio. Il bacino di utenza si allarga e il prezzo cala.

Se entro questa fase il peggio non ha avuto la meglio (leggi “the Cube”, prodotto a mio avviso figo, ma troppo azzardato in alcuni aspetti e ingenuo in altri. Tanto è vero che il Mac mini deriva dal Cubo, quindi qualche merito ce l’avrà pure avuto no?), c’è il collasso con conseguente eliminazione del prodotto, tonfo in borsa e domani è un altro giorno.

Altrimenti c’è la terza release, quella della soddisfazione che pone le basi per il colpaccio commerciale, le sboronate di marketing supportate da effettivi pregi e l’uso produttivo del prodotto.


L’iPhone è nella fase 2 e dal mio punto di vista per ora è meglio prendersi un iPod Touch. Tanto per telefonare avete tutti un Nokia consumato nel cassetto che funziona benissimo anche se è caduto in una pozza di fango o il cane l’ha morso cospargendolo di bava.

PS: Se poi fanno anche questa cazzata, allora le cose non si mettono affatto bene.

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