Archivio mensile:novembre 2008

Scoperte e nuovi arrivi

In un’annoiata sessione di internet browsing, mi è tornata in mente una giornata un pò strana di tipo.. 12 anni fa.
Sono andato a Milano quella volta, ad assistere ad una clinic di Billy Sheehan, bassista dei Mr. Big.
Come al solito fu un massacro, prendi il treno, arriva a Milano, prendi la metro, trova il posto, fai la fila, fai la tessera, esci, vai in un bar, aspetta che inizi, ritorna etc…
Alla fine, mentre aspetti fai amicizia con personaggi più o meno amichevoli, ma alla fine esci con quelli con cui ti trovi bene, quelli con cui fai il viaggio di ritorno, ridi, scherzi, ti inviti di qua o di là, sebbene molto probabilmente non ci rivedrà più.
In prima fila, quella sera, ero con un tizio di Forlì e due fratelli di Gorizia. Abbiamo passato buona parte della notte a scappare da quel posto che poi era una canonica in prestito (Billy Sheehan in una canonica a prestito!!!), trovare un bus nelle vicinanze di quello che era Lucky Music, evitare delinquenti vari, arrivare in stazione centrale e provare a tornare a casa.
Per Venezia non c’erano più treni, allora mi sono unito al gruppo pure in treno e abbiamo fatto il giro per Bologna.
Cominci a conoscerti meglio, i più fighi sembravano essere i due fratelli che di lì a poco sarebbero andati a Musician Institute di Los Angeles a studiare chitarra. Anche il tizio di Forlì, l’avrebbe fatto, un pò più avanti, ma nel frattempo aveva già registrato per Tanita Tikaram, che lui pensava non conoscesse nessuno, ma io invece si.
Scende a Bologna, tanti saluti e poi ci vederemo qualche volta. Era un fanatico assoluto di Paul Gilbert e questo ci ha fatto avvicinare subito.
Passa il tempo e lo ribecco qualche anno più tardi al Disma di Rimini a fare “il ragazzo al banco” per lo stand dell’Ibanez (infatti ho ancor una foto di lui sotto Steve Vai a distanza ravvicinata). Poi, nella giornata della clinic di Paul Gilbert, tutti e due in prima fila più un altro tizio di Forlì, abbiamo aspettato fino all’ultimo secondo che la gente se ne andasse e pure sono riuscito ad aiutare i tipi del palco a riportare una cassa 4×12 di Paul, dove mi sono guadagnato la foto che ho fatto autografare qualche giorno fa (dopo soli 10 anni di attesa).

Del tizio di cui sopra mi rimane solo un contatto di ICQ che non usa mai, lui parte per gli States, l’ho beccato solo poche volte online, ma Internet cresce velocemente, quindi saltuariamente ritrovo qualche suo dettaglio. Si è diplomato al Musician Institute e ha messo in piedi una indie rock band con un personaggio svedese. La band si chiama ModWheelMood.
Fanno cose carine e loro sono bravi. A tempo perso, negli anni mi tengo aggiornato.
Ieri, dopo anni e anni, mi torna in mente e cerco.

Ecco, adesso questo tizio di Forlì, tale Alessandro Cortini, è il tastierista e membro dei Nine Inch Nails.
Sommato al fatto che ho avuto modo di conoscere in tempi non sospetti anche l’attuale ministro alle politiche giovanili, non posso lamentarmi in fatto a conoscenze altolocate.


Per il resto il corso di tedesco procede, tutto sommato me la cavo, ma il conflitto mediorientale si è spostato a nord: l’Est europa ha risposto con fermezza.
Sebbene il bulgaro non si sia più fatto vedere, ci è arrivata una polacca, la quale non corrisponde ai canoni di figa dell’Est che lo stereotipo ci potrebbe far pensare (credo di aver capito che sia una badante di 43 anni un pò “sostenuta” in fatto di peso).
Ieri, colpo di scena, ci arriva una dottoressa ungherese di 25, carina, a modo, di quelle dal sorriso educato che fanno tutto quello che deve essere fatto, la secchioncella buona per dire.

Se il bulgaro non mi ha tradito definivamente, manca solo una ceca che si spera essere più alta che larga.

Veloci rivelazioni

Sempre dal corso di tedesco:

  1. La francese in realtà è una falsa francese: è stata sfoderata in Francia, ma in realtà è di Ginevra, ma lei Ginevra la chiama Genf, mica Ginevra o Geneve. Non sa cosa è un dottorato, non sa l’inglese e non sa chi è Bob Dylan. E chissà cosa non altro.
  2. Il bulgaro non si è più fatto vedere, in compenso abbiamo un’altra iraniana.
  3. Mi sento sempre più multietnico.
  4. Volendo coniare un termine che riassume i personaggi nati in Germania, ma di tradizione turca, talmente turca, che sanno il turco, vanno in Turchia ogni anno etc.. etc… e si sentono ovviamente molto turchi, perchè oggettivamente è pieno di turchi in Germania, credo si possa riassumere con turchesco/a oppure tedurco/a, che non mi piace.
    Dicevo, la nostra seconda insegnante di tedesco è una turchesca, meno “Frau Blucher” della precedente, ma igenista, maniaca della puntualità, che però non rispetta. Vede batteri ovunque.
    Ad ogni modo la cara Meral la preferisco alla “Mhh Mhhh, Jaaaaaaa, nochmahl… mhhh mhhh”.
  5. Io sono arrivato al punto di avere la mia ferma valutazione dei tedeschi: organizzati in maniera perfetta ed effettivamente efficace fino al punto limite chiamato “buon senso”. Non li buon senso in genere per evitare un discorso, per fare l’italiano facilone che non rispetta le regole, no. Il sano buon senso che in Italia è stato dimenticato, qui viene sorpassato in favore della regola e vanifica l’efficacia derivante da essere regolari e precisi. Ecco.. adesso.
    In Italia ho sempre visto cancellare la lavagna con il cancellino. Scrivi, passi, riscrivi. D’accordo fa un pò di polvere, ma è un pò di gesso, non merda.
    Qui no, qui lavano la lavagna. Prendono una spugna bagnata, puliscono e asciugano a volte con il tergivetro a volte con lo straccio. Scrivono e via a ricominciare. Dici: così è più pulito. Si, in realtà la lavagna è cristallina, non c’è polvere. In compenso c’è un merdaio di gesso rappreso per terra. Nel migliore dei casi invece, asciugando con lo straccio, ci mettono solo 30 secondi a cancellata.

    Avete idea di cosa sono 30secondi a guardare una che lava una lavagna?

Eventi, quasi etrenta

In questa settimana sono successe cose incredibili:

  1. Io che vado al corso di tedesco a Göttingen, ad un tiro di sputo da Hannover laddove il tedesco è più puro. Le novità sono che dei due israeliani, uno è un palestinese che vuole stare in anonimato per non aver rotture di coglioni. La signora iraniana invece ieri, con le finestre spalancate, si è messa a sventolare per farsi aria, alchè di fronte alla mia faccia sbigottita mi dice, ovviamente in tedesco, che sono gli ormoni. Mi pare mancasse una in menopausa no?
  2. Gli americani hanno eletto Obama come presidente. Mi pare che nessuno si sia accorto che è nero, giusto?
  3. Mia madre è riuscita a fare login su Gmail e ad accettare la mia richiesta di chat. La cosa mi pare di gran lunga più incredibile del presidente americano nero. Ora i parenti raggiungibili tecnologicamente salgono a 4 insieme a mio padre, mia zia e la suocera (che tra l’altro è greca e ora vuole pure un account su Facebook!!!)

Ora manca solo la fine de mondo e Rete4 su satellite.

Aggiornamenti dal fronte

Sembra incredibile, ma la situazione kafkiana verificatasi lunedì, si è estesa e ora conta nuovi attori sulla scena.
So che era difficile, ma la risposta al quiz precedente era l’ultima, il mio nuovo corso di tedesco.

Dicevo, si sono aggiunti:

  • Un bulgaro che sta con una tedesca, ma di quelle turche, cioè credo la seconda generazione dei turchi immigrati che pur essendo nati in Germania e parlare tedesco perfettamente, mantengono un totale legame con la terra natia. La cosa meravigliosa è stata quando io che non parlo tedesco accettabilmente pur abitando in Germania sposato con una greca, parlando con lui forzatamente (a causa di quei dialoghi da corso di lingua che la sig.na Rottermayer ci intima di fare) in un tedesco stentato dato che pure lui non sa il tedesco (se è venuto al corso…) però mastica turco, non so in che modo siamo arrivati alla conclusione che in Repubblica Ceca ci sono delle fighe fuori misura. Pacca sulla spalla, risatina complice da quelli che si son trovati a fare discorsi da camionista e ci mancava solo un coro di voci bulgare (che ho abbozzato) e qualche superalcolico.
  • Giovane francese che alla vista della foto di Bob Dylan, ha creato del vuoto spinto. Del resto ci voleva, come nella più classica delle barzellette ora c’è un italiano, una francese e una tedesca. Infatti fa abbastanza ridere fare lezione.
  • Delle tette vietnamite, forse quelle che non sono arrivate dalla vietnamita di ieri. In pratica è arrivata un’altra vietnamita alta 1.34 m, con due tette assurde. Sommata all’altra fanno una persona normale in valore medio. Queste hanno fatto subito comunella e siamo arrivati a due fronti principali: quello vietnamita e quello arabosaudita. 2 a 2 palla al centro.
  • Un certo Hur che è stato subito dalla parte dell’israeliano, quindi suppongo sia israeliano pure lui, anche se a questo punto non mi meraviglio più di nulla. Io avrei gradito da matti vedere arrivare un palestinese….
  • Nota di colore: il gruppo alla fine si è in maniera autonoma, o forse no, distribuito già in maschi da una parte e donne dall’altra. Io mi sono trovato a confine con la signorotta iraniana che parla, parla, ma soprattutto mi parla in tedesco e io sorrido dicendo “Ja” o “Genau” o cose così di circostanza. Se da una parte avevo l’Iran, dall’altra avevo Hussein che è iracheno. Quello che per me, quando ero piccolo, era il conflitto, la guerra, quella cosa che non capivi, ma si ammazzavano, ora ai miei occhi erano una cinquantasettenne e un dicianovenne da una parte all’altra della sedia a vent’anni di distanza da quando finì.
    Se mi arriva il palestinese proverò a fare la striscia di Gaza.
  • Curiosità: ora.. io capisco portare il velo, la tradizione, l’abitudine, le regole e via dicendo. Dopo aver visto Persepolis (bellissimo), dove la protagonista viveva la guerra e la sottomissione della donna al velo in Iran (cioè, il film non è solo questo, ma è uno degli argomenti), mi chiedevo se in tutti i paesi dove vigono certe leggi, le donne più subiscano o accettino o chissà cos’altro il velo e le imposizioni. Resta il fatto che la signora iraniana sfoggia una tinta mogano degna della più borghesotta leghista si possa immaginare e se ne fotte altamente del velo, mentre tutte le altre ragazze non solo portano un velo sigillato, ma non si tolgono neppure il cappotto!! Certo le finestre rimangono spesso aperte e tira un freschino teutonico, però 4 ore chiuse così mi fa un certo effetto.
  • Chissà quali altre sorprese ci regalerà questo mondo, globalizzato con sete di tedesco, oggi.

Indovina cosa

Cosa fanno un italiano, un iracheno, un’iraniana, una peruviana, una libanese, un israeliano, due arabe saudite, una vietnamita e una libica nella stessa stanza, in Germania?

Barrare la casella che ritenete opportuna:

  1. Un conflitto medio orientale con infiltrazioni politiche del solito italiano che non si fa i cazzi suoi, una spia asiatica e un traffico di droga proveniente dal sud America.
  2. Un pappone italiano coadiuvato da una trafficante sudamericana, gestisticono un giro di immigrati clandestini mediorientali, scappati dai conflitti a fuoco nei relativi paesi, verso l’Asia.
  3. Aspettano che arrivi un afghano con dell’afghano per cominciare a discutere quali saranno i nuovi traffici della droga internazionali, ammazzando il tempo facendosi tatuare il loro logo da una tatuatrice vietnamita. Tanto le canne se le fuma l’italiano e la peruviana porta la coca.
  4. Un gruppo di medio orientali ad un convegno in Germania per il prossimo trattato di pace, non sanno se mangiare italiano o vietnamita. Mentre decidono al buffet ascoltano “El condor pasa”.
  5. Una nuova telenovela tedesca (e pensare che una volta erano tutte sudamericane le telenovele) con il tema dell’immigrazione e integrazione tra i popoli.
  6. Un test psicologico universitario, perchè i tedeschi vogliono capire.
  7. Il mio corso di tedesco iniziato ieri.

Quante cose bizzarre succedono.