Aggiornamenti dal fronte

Sembra incredibile, ma la situazione kafkiana verificatasi lunedì, si è estesa e ora conta nuovi attori sulla scena.
So che era difficile, ma la risposta al quiz precedente era l’ultima, il mio nuovo corso di tedesco.

Dicevo, si sono aggiunti:

  • Un bulgaro che sta con una tedesca, ma di quelle turche, cioè credo la seconda generazione dei turchi immigrati che pur essendo nati in Germania e parlare tedesco perfettamente, mantengono un totale legame con la terra natia. La cosa meravigliosa è stata quando io che non parlo tedesco accettabilmente pur abitando in Germania sposato con una greca, parlando con lui forzatamente (a causa di quei dialoghi da corso di lingua che la sig.na Rottermayer ci intima di fare) in un tedesco stentato dato che pure lui non sa il tedesco (se è venuto al corso…) però mastica turco, non so in che modo siamo arrivati alla conclusione che in Repubblica Ceca ci sono delle fighe fuori misura. Pacca sulla spalla, risatina complice da quelli che si son trovati a fare discorsi da camionista e ci mancava solo un coro di voci bulgare (che ho abbozzato) e qualche superalcolico.
  • Giovane francese che alla vista della foto di Bob Dylan, ha creato del vuoto spinto. Del resto ci voleva, come nella più classica delle barzellette ora c’è un italiano, una francese e una tedesca. Infatti fa abbastanza ridere fare lezione.
  • Delle tette vietnamite, forse quelle che non sono arrivate dalla vietnamita di ieri. In pratica è arrivata un’altra vietnamita alta 1.34 m, con due tette assurde. Sommata all’altra fanno una persona normale in valore medio. Queste hanno fatto subito comunella e siamo arrivati a due fronti principali: quello vietnamita e quello arabosaudita. 2 a 2 palla al centro.
  • Un certo Hur che è stato subito dalla parte dell’israeliano, quindi suppongo sia israeliano pure lui, anche se a questo punto non mi meraviglio più di nulla. Io avrei gradito da matti vedere arrivare un palestinese….
  • Nota di colore: il gruppo alla fine si è in maniera autonoma, o forse no, distribuito già in maschi da una parte e donne dall’altra. Io mi sono trovato a confine con la signorotta iraniana che parla, parla, ma soprattutto mi parla in tedesco e io sorrido dicendo “Ja” o “Genau” o cose così di circostanza. Se da una parte avevo l’Iran, dall’altra avevo Hussein che è iracheno. Quello che per me, quando ero piccolo, era il conflitto, la guerra, quella cosa che non capivi, ma si ammazzavano, ora ai miei occhi erano una cinquantasettenne e un dicianovenne da una parte all’altra della sedia a vent’anni di distanza da quando finì.
    Se mi arriva il palestinese proverò a fare la striscia di Gaza.
  • Curiosità: ora.. io capisco portare il velo, la tradizione, l’abitudine, le regole e via dicendo. Dopo aver visto Persepolis (bellissimo), dove la protagonista viveva la guerra e la sottomissione della donna al velo in Iran (cioè, il film non è solo questo, ma è uno degli argomenti), mi chiedevo se in tutti i paesi dove vigono certe leggi, le donne più subiscano o accettino o chissà cos’altro il velo e le imposizioni. Resta il fatto che la signora iraniana sfoggia una tinta mogano degna della più borghesotta leghista si possa immaginare e se ne fotte altamente del velo, mentre tutte le altre ragazze non solo portano un velo sigillato, ma non si tolgono neppure il cappotto!! Certo le finestre rimangono spesso aperte e tira un freschino teutonico, però 4 ore chiuse così mi fa un certo effetto.
  • Chissà quali altre sorprese ci regalerà questo mondo, globalizzato con sete di tedesco, oggi.

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