Archivio della categoria: Chitarre

La musica si fa anche con la chitarra e io la suono, embhè?

Di solito non metto video nei post

Infatti è una cosa che mi fa incazzare quando hai una home di un blog con uno, due, tre…. 400 video, che magari partono in automatico. Non parliamo di MySpace che è una cosa abominevole e l’antitesi della proposta musicale. E’ solo un’accozzaglia di media buttata lì, alla cazzo di cane (cit.).

Vorrei continuare a non mettere video nei post, ma solo per stavolta, me lo concedo avendo l’accortezza almeno di non metterlo in home, ma a seguire del post.

La mia canzone preferita.

Per casi fortuiti della vita (grazie a Marco Maso) ho suonato 5 minuti in jam session con il batterista del video successivamente proposto, che per la cronaca è Pat Mastellotto. Sebbene possa sembrare un elettrauto di un qualsiasi paesino della bassa padovana (con tutto il rispetto per gli elettrauto della bassa padovana, per carità), in realtà è il batterista dei King Crimson e turnista per svariati altri personaggi. Non lo dico tanto per autocelebrazione, ma per la sola soddisfazione di ricordare che una volta suonavo la chitarra ad un volume superiore a quello delle casse del computer.

Quali altri musicisti possano nascondersi in questo movin’ picture, è roba nota.

Have fun!

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Ma il cielo è blu sopra le nuuuuuuvole

Posto che il primo compitino di comunicazioni ha visto 20 persone passate (con 18/19) su un 450 di restanti demoralizzati, mentre mi preparo al round decisivo, a quest’ora della notte, tra un caffè e un mp3, mentre un giorno vista l’ora sta per finire e uno sta per cominciare, con i Monty Python che mi canticchiano “Always look on the bright side of life”, cosa ti seleziona iTunes?

I Pooh.

E ne ho tante. Dei Pooh.

E io canto i Pooh.

Alle 2 di notte. Canto “Uomini soli” mentre il cielo è blu. Sopra le nuvole.

E mi piace.

Come mi piace Marzullo.

“Grazie a voi, cari amici (Pooh) della notte. Io vi aspetto come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato; un giorno per amare, per sognare, per vivere. Buonanotte.”

“Always look on the bright side of life quando il cielo è blu sopra le nuvole e non è poi così lontano”.

E’ tutta colpa di internet. Per fortuna che a Pero di Breda di Piave non c’è l’ADSL.

Si faccia una domanda e si dia una risposta. (Sarà fattibile l’appello di comunicazioni? Non si sa, siamo sicuri solo di morire.)

Monty Python
Always Look on the Bright Side of Life
The Meaning of Life

Summer of ’91 & Records of our life: “Extreme II: Pornograffitti (1990)”

Si, oggi mi sento ispirato. Inspiro.
Sono giorni un pò così e dato che il lunedì tanta lezione non c’è, oggi mi gioco il momento magico: l’estate del ’91.

15 anni. Avevo 15 anni nel ’91. Era appena finita la prima superiore fatta all’I.T.I.S. Fermi di Treviso, un anno dopo il salto dalle medie. Un anno dove vedi, impari e conosci cosa c’è fuori. Fuori dal paesotto dove abiti verso un paesotto che fa provincia come Treviso. Non che questo sia stato cruciale, ma le persone che incontri si.

Conosci uno che è venuto a scuola 3 giorni e poi non si è più visto, conosci uno che ti fa la copia di “The razor’s edge” degli AC/DC e che anni a seguire ti chiederà, senza riconoscerti, le 50 lire per il caffè in stazione. Conosci altra gente e fratelli di altra gente. Le amicizie aumentano.
Fattostà che finisce l’anno, inizia l’estate e quella volta, quando le cose andavano ancora benone, non c’era un granchè da fare in estate salvo i cazzi propri.

Il “video della settimana” su VideoMusic (pace all’anima sua), della prima settimana di luglio era “You could be mine” dei Guns’n’Roses.
Per uno come me che stava divorando Pink Floyd e non aveva avuto modo di addentare del rock più recente dei Led Zeppelin, Deep Purple etc., quella settimana è stata folgorante.
Un pò per il mito promozionale, con 6 mesi di anticipo, di Terminator 2. Perchè a quello serviva la canzone.
Un pò perchè a corollario di questo momento cardine, si sono diramati altri elementi cardine.
Un pò perchè per ogununo c’è un momento cardine, un istante che cambia tutto, il salto, la svolta.
Ecco, quella settimana è stata il mio cardine musicale.
Suonavo da ben poco e non avevo una chitarra elettrica.
Quel video in cui 5 personaggi improbabili cantavano di droga e sesso con un ritmo del genere, così incalzante, non passa senza lasciare un segno.
Era l’estate del ’91.
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Here comes the hot stepper…

Siorri e siorre,
alle ore 6.23 antimeridiane, minuto più, minuto meno, minuto modulo, del 27 Aprile 2006, nella persona di me medesimo De Vidi Daniel, meglio conosciuto anche come “ma chi cazzo te l’ha fatto fare di tornare all’università a scheggiarti le palle con gli integrali”, nella figura di ex-operatore della new economy e in quanto tale, schiavo dell’unica attività lavorativa perseguita a norma di legge per alcuni anni, venutosi a creare un legame e opportunità lavorativa con colui il quale produce il sopraffino strumento per fare ROCKANDROLL!!!, essendo quindi a mia volta schiavo della chitarra, noto strumento del Diavolo, mi sento in grado di dire che la veste ’06, che poteva essere ’05 (se non ero da solo a fare il sistemista, lottare contro hackers curdi che poveracci stanno anche messi male dove sono, il DB, le SQL, il PHP, l’HTML, il CSS, le proposte grafiche, il taglio della grafica, l’allineamento della grafica, Flash e relativo backend… e tenere incollato tutto ciò tramite testing in condizioni estreme, che non vuol dire attaccato ad un elastico o allo zero assoluto, ma semplicemente senza ADSL) del sito Brunetti.it è on-line.
Ora si tratta solo di tappare le magagne, litigare con Internet Explorer, ritoccare qui, ritoccare la…

Ecco.. ora.. non stracciatemi i maroni: se c’è una magagna la so già, se proprio dovete, lasciate un complimento (sincero), che ne ho bisogno moralmente.
E’ che… sapete… devo fare “Fondamenti di comunicazioni” con Pupolin e tra un’ora e mezza ho lezione.

Records of our life: “Lean into It (1991)”

Ed eccolo qua. All’epoca era forse una delle cose più mainstream in America. In Italia magari no. Ma nella fase calante dell’hard rock, questo è stato uno degli ultimi botti.
Ed è stato un botto relativamente forte perchè questo è il CD che ho ascoltato di più in assoluto. Forse, come già accennato, “III sides…” sta prendendo il sopravvento, ma se la giocano, sono lì lì.

’91 cari miei. 15 anni. Estate. Non vorrei insistere sul trailer dell’estate del ’91, ma questo disco è uno delle pennellate chiave di tutto il quadro.
Mentre gli Skid Row se ne escono con “Monkey business” e gli Extreme segnano indelebilmente la via con “More than words”, i Mr. Big si uniscono alla carovana con “To be with you”.

Fin qui è una storia da popchart ordinaria come una lettera che non viene spedita in prioritaria. Noiosa anche.
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E bravo Paul

Paul Gilbert & EmiNon vi tedio per un pò con Nuno. Però apro le danze con Paul Gilbert.
E chi mi conosce sa bene l’amore smodato che ripongo in tale personaggio.
Lui spacca. Suona tutto e di tutto. Dal pop più terra terra al metal più satanico, lui c’è.
E lui, nella terra natale delle sue chitarre, si sposa con Emi (e da qui si capisce anche da dove venivano certe canzoni 🙂 ).

Bravo Paul, auguri. Ora passa per l’Italia a rockeggiare!

(ok.. il prossimo “Records of our life” arriva presto.. se la stanno giocando “Lean Into It” e “Sailing the Seas of Cheese” dei Primus.. ma tanto li volevo fare tutti e due)

Records of our life: “Vulgar display of power (1992)”

Detto e fatto. L’avevo promesso e tempo di organizzarmi ve lo propongo. Anche perchè c’è stata una diatriba/dibattito su una serie di commenti di un post su un sito di un gruppo (uff… che lunga sta frase) a me caro (Ammutinati (TM)), quindi traggo linfa vitale da lì per poi estendere. Di solito ricordo bene dove ho comprato i CD/cassette che poi adorerò, ma di questo masterpiece ho preso quasi tutti i supporti disponibili (eh.. le cassette si consumavano…), per cui non so dirvi se l’ho preso da Discofrisco o in un Auchan. Fattostà che in ogni angolo io ne ho una copia.

Il tutto inizia qui:

Col. W.E. Kurtz ha detto…
Noto (su wannaplay) con piacere che sei un estimatore di VULGAR DISPLAY OF POWER. E secondo me di album cosi’ ce ne sono davvero pochi. Forse e’ l’ unico.

Maledetti nababbi.

Sorvolando sui nostri messaggi in codice e frasi di uso comune, l’argomento focale di tutto è: VDoP dei Pantera”E'” l’album principe, re e via dicendo, del genere e anche non in taluni casi.
Giustamente non vuole essere una valutazione assoluta, magari una profonda riflessione pur analizzandola oggetivamente. Resta il fatto che qui si parla di “rokenroul” e quindi fanculo… 🙂

Il disco è meraviglioso, ti prende e non riesci a staccartente. Se non è così signigica che sei angosciato dal mutuo, dai problemi della vita medio/alti o una donna che ti fa dannare; salvo ciò, questo disco è dannatamente superiore.

Ma proseguiamo…
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“Dimebag” Darrell Abbott
(August 20, 1966 – December 8, 2004)

Rest in peace man! Stavo tornando a Padova. Saranno state le 23.
Avrei dovuto essere preoccupato per l’esame, ma dato che è già tutto posticipato nei miei piani, non ero così teso. Anzi ero sollevato dal fatto che avevo messo a fuoco delle mie carenze per la materia del caso.
Decido che era ora di cambiare CD. All’altezza di Noale, dopo i Megadeth, mi capita un CD rovinato ai bordi, con scritto “Pantera”.
Non c’ho pensato nemmeno un secondo, tanto poteva essere solo quel disco.
Skippo i vari albums (evviva gli MP3, evviva i car stereo con gli MP3) e arrivo a lui.
“Vulgar display of power”: l’unico, il solo, il masterpiece. Questo disco va ascoltato di botto, non puoi scegliere una canzone. Lo ascolti tutto. Non puoi farne a meno. E’ inarrivabile.
Ascolto tutto gudurioso e a turno emulo le parti di chitarra, basso, batteria abbaiando anche “nnnnnnnnuuuuuuulaifffff!!!!” in “a New level”.
Poi penso.
Cazzo!!
Dime me l’hanno ammazzato. Ce l’hanno ammazzato.
Ma… era l’anno scorso. Era questo periodo.

Ed è lì che realizzo 2 cose:

  • ci sono arrivato con 3 giorni di ritardo
  • è il momento di commemorarlo con un post assolutamente

Dato che è un pò tardi, mi limito a questo piccolo reminder.

Il prossimo “Records of our life” sarà appunto “Vulgar display of power”. Lo sarebbe stato senz’altro, ma in questo periodo ha tutto un suo significato.

Rest in peace, man! You’re insane and you’re great.

Records of our life: “III Sides to Every Story (1992)”

Dovevo farlo. E soprattutto dovevo cominciare con questo.
Tutti noi cresciamo con la musica, che piaccia o meno, tutti abbiamo il nostro background. La musica è la miglior macchina del tempo. Che sia una canzone noiosa, tipica da tormentone estivo, o quella con la quale avete dato il primo bacio, in qualsiasi caso la musica ci riporta indietro, scatta una foto ai vostri neuroni e quando serve vi presenta non solo l’immagine, ma la sensazione.
Lasciando da parte per un pò il trascendentale e filosofico aspetto che una manciata di onde sonore bene assestate può dare, volevo cominciare a parlare un pò dei dischi che più ho amato. E che amo.

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