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Brist(l)ory: back home

Il cielo è blu... Come l’immagine esplica abbastanza bene, sono tornato in patria dopo 5 giorni di collinette, parchi, camminate su e giù, birre rubate a inglesotti in cerca di figa, corse podistiche in città, aggiustamenti di materiale volto ai miei bisogni, montenegrini naturalizzati rivisti che ti aiutano, azioni di “Franciuesco Ciuocti” durante la partita dell’Italia dove ero l’unico italiano in mezzo agli americani e inglesotti in cerca di figa ubriachi e avanti così…
Mi sono reso conto che i post precedenti sono un pò fumosi e buttati là: non lo nego sono proprio brutti, ma ora li riaggiusto, do un filo logico, un pò d’ordine e of course, le foto da Flickerare.

Insomma… si torna alla vita normale con esami, feste di addio e compleanno da organizzare.
8 giorni e Vicolo Pastori 1 sparirà.
Tenetevi liberi il 29.
Update: 26/06/2006 – ho risistemato due post del viaggio, categorizzati e messo le mani agli altri. Tengo questo post per segnare l’ultimo della serie.

Bristo(l)ry: capitolo 3

Update: 26/06/2006
The WEEEMAN
About the WEEE Man
Dicevamo… dopo aver bevuto alla faccia dei miei last minute friends, ero a corto di carica sul cellulare, ero a metà del mio viaggio, dovevo ancora vedere il Suspension Bridge e le compere (cioè l’Aerobie, libri e quant’altro) erano sempre più vicine. Lo studio di comunicazioni diluito nei vari spostamenti.
Ma risaliamo dalla mia soluzione del problema telefono, avvenuta Domenica sera, alla descrizione della giornata stessa, del Lunedì e quindi il rientro.
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Bristo(l)ry: capitolo 2

Update: 26/06/2006
Ormai domino la città. Giro con disinvoltura e mi permetto anche di fare scelte logistiche.
Ho risolto quasi ogni mio problema elettronico: carico il Powerbook, carico l’iPod. Stasera (la sera della domanica in realtà) ho fatto parte anche del barbecue on site dell’allegra famiglia tecnomaniaca.
Eh si, perchè qui sono tecnologicissimi. Hanno 2 XBox, connessione broadband wi-fi.
Io però da furbo e sborone (partendo, me ne sono ricordato sotto casa, ma ho detto “bah.. me ne compro uno lì” e costano 30£…), sto per rimanere a secco con il cellulare, che di per se non è una tragedia, ma dopo aver trovato soluzioni ottimali per tutto il resto, ti secca prendertela in quel posto per un misero trasfomatore, è un pò una sfida.
Bhè… l’ho risolta.
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Bristo(l)ry: capitolo 1

[Update: 26/06/2006]
Primo giorno andato.
Tra le cose più incredibili che sono successe, ce ne sta una di assoluta: mia madre ha usato internet per leggere il mio blog, nella pausa pranzo, dal lavoro. Perchè questo accada, deve veramente succedere qualcosa di impensabile, quindi solo per questo, vale il viaggio. Altrimenti avvicinarla alla tecnologia che tra poco diverrà indispensabile, era impossibile.

Colui il quale mi ha rivolto la domanda “Che cazzo ci fai a Bristol?”, ricordo azioni diversive e depistanti quali Islanda 2005.
Quindi sorpassando a destra i nostri più reconditi motivi esistenziali, proseguo ad esporre quanto successo nella giornata odierna.
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Bristo(l)ry : introduction

[Update: 26/06/2006]Il parco di Clifton Park
Non chiedetemi come ci sono capitato e perchè.
Il perchè alla fine non lo so nemmeno io. Mettiamo che c’è chi va in India per riscoprire se stesso/a, chi in Jamaica o Amsterdam per fumarsi l’impossibile, chi a Londra per farsi il mesetto per “lavorare un pò e imparare l’inglese”… io vado a Bristol. Mettiamola su questo piano.
Fattostà che sono a Bristol, UK. 20 km da Bath, zona termale impiantata dai Romani, che come si sa, non si facevamo mancare nulla e patria natale dei “Tears for fears”, band che ha siglato tra le migliori canzoni degli anni 80. Insomma… un posto che non sia il solito posto.
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