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Un modo costoso e deleterio per passare il tempo

Liberarsi dalla schiavitù

In un giorno solo, molto probabilmente, mi libero di due grandissime rogne:

  • La vetusta linea ISDN verrà soppiantata da un collegamento HSDPA di Vodafone. Non vi sembra abbastanza? Provate voi a scaricarvi la posta con 64kbit/s. E se avete da ridire sul fatto che la chiavetta Vodafone poi la usa solo una macchina, o bisogna avere un pc che condivide la connessione e bla bla bla.. ecco, io vi rispondo Fritz!Box 7240 con gestione UMTS/HSDPA.
    Cosa significa? Che trovata la posizione giusta di ricezione, tengo fermo tutto, condivido e ballo la macarena per casa con il netbook in mano mentre guardo un video su Facebook e in un altro tab di Firefox ho una sessione video chat con Gmail.
    E tutto ciò a Pero di Breda di Piave. Con la soddisfazione suprema di averla messa in quel posto ad AscoTlc.
  • Faccio la domanda di laurea. Ovviamente con talemente tanto anticipo, che anche un secondo protrebbe fare la differenza e non è colpa mia! In realtà si potrebbe posticipare un pelino senza grossi traumi, ma laurearsi triennalmente il giorno del tuo compleanno, aggiungendoci un festone di matrimonio a debito per gli amici italiani, non ha prezzo, quindi domani mattina una puntata di “24” mi fa un baffo.

Quale modo migliore per coronare questo tripudio: la season finale di Lost!

Ma voi direte: guarda che uTorrent con Vodafone non funziona bene proprio. Vero, ma c’ho l’asso nella manica da 16Mbit/s in Germania! 🙂

Guardate Eurovision!

ARMati di pazienza

Credo importi ad una stretta fascia di lettori (già di per se stretta), ma si rivelerà totale nella massa formata da futuri utilizzatori di devices digitali.
Partendo da questo link, si può avere una piccola panoramica di come evolveranno devices tipo il super discusso iPhone, ma la vera cosa interessante è la riflessione finale, tratta dal forum MacRumors e cioè:

As an ARM assembly coder from back in the day (and by back in the day I mean for Acorn, who invented the ARM chip before they spun off ARM to handle it) I have a very positive feeling about this.

Apple has much experience with OS X on ARM, and likely has internal XCode with ARM as a checkbox option. Their use of universal binaries supports more than just two architectures. It would be trivial from Apple’s POV to use the forthcoming drop of PPC support to add ARM support.

One of the most attractive features of the ARM chipset is price. Back when I was designing boards around the ARM7500, one could be had for $5, or less in quantity. That is for the processor and entire chipset, including video. Granted, back then it was a 40 or 50MHz device, but it drew less than a watt. Now, we have 600 and 800MHz parts that equal the performance of the Atom, draw similar currents and have bluetooth, wifi, ethernet PHY and video on die.

So, picture if you will that Apple decides to support the ARM architecture with OS X… Think a simple line of low cost 10″ netbooks, think of possibly sub-$300 OS X based consoles (or STBs as we used to call them before we knew what to do with them!)

When thinking of some of the accomplishments of ARM, remember: ARM is the definitive architecture for STBs, embedded boards, controllers, and cellphones. ARM cores outsell EVERY other architecture. There are more ARM cores in the world than every other architecture combined.

They are cheap at every level: cheap to license, cheap to fab, cheap to design boards with (so many reference designs), cheap to manufacture (you can buy full ARM computers for under $100) and have very cheap power budgets – usually around 1W.

If Apple has an ARM license, a chip design house with ARM experience and two existing products with ARM cores and good OS X support, it would be simply good use of resources to use this IP more broadly.

Questa ovviamente è anche una ruffianissima manovra per far vedere che si, sto lavorando alla mia tesi sugli Embedded Linux Devices, ma girando e girando e girando e girando per il web. Ma a per nobili scopi!

E “ma” se mi chiedevi prima

Sottotitolo: l’eterna ricerca del compromesso perfetto, mai raggiungibile o perchè ne sai troppo o troppo poco.

Credo che la citazione di cui al titolo del post vi sia capitata almeno una volta: a voi serve qualcosa, che inspiegabilmente non trovate come volete voi, non tanto perchè non c’è o proprio non lo fanno, ma perchè di 5 caratteristiche che a voi sembrano ovvie, ne manca una, per esempio.
A questo si aggiunge il solito amico, da quel momento in picchiata di punti amicizia e verrà declassato per questo, che vi ricorderà anche con fare scocciato che se chiedevi a lui ti faceva avere/sapere questo e quest’altro, al miglior prezzo e senza tanti giri.

Vado ad esporre il problema: io e mia moglie anche detta Konstantina (d’ora in poi KK) non siamo certo a digiuno di tecnologia e la usiamo abbastanza, cercando di non esagerare. Nel nostro appartamento tedesco abbiamo a che fare con un pc sotto il televisore come juke box e video player più archivio musica e films (per i muli che risalgono il torrente, avete presente vero?), un laptop a testa, due mp3 player a testa di cui un iPod. Il resto sono pezzi miei per fare musica e un muletto.

Bene, giustamente KK un giorno se ne esce facendo giustamente notare che se vuoi ascoltare musica o vedere un dvd, non hai più l’immediatezza dell’accendere e ascoltare. Vero.

Cosa fare? La prima idea è stata una docking statin per iPod, ma lei non ha un iPod (che ormai detta legge nei consumer audio tools). Ho fatto la cazzata di regalarle un Creative Zen, che in effetti non è male, ma è fine a se stesso perchè la stessa Creative non produce nessun dock. Ha un connettore standard USB2, che lo renderebbe semplice da gestire, ma la realtà è che se vuoi un “affare con telecomando, premi il bottone e hai la musica”, c’è solo l’iPod.


Bene, scartata l’idea della iPod docking station, che sarebbe troppo restrittiva per KK, prendo il problema più in generale: l’errore è avere tutta la musica nel pc che va acceso (e per quando tirato all’osso è WinXP e ci mette il suo tempo sommato al fatto che l’alimentatore microATX fa rumore).

Tutto il pacco dell’archivio va spostato su un piccolo NAS, così da poter accedere alla nostra musica e video, qualsiasi essa sia, da un device generico, possibilmente wireless. KK vede questa mossa come l’ennesima transazione tecnologica e non è felicissima. Resta il fatto che se i tuoi media sono al 98% su disco, non c’è moltissima scelta.

Separo il problema in:

  • Trovare un buon NAS, silenzioso, veloce e con streaming features. La risposta si chiama QNAP TS 109 Pro II oppure un Synology Disk Station DS-107+ sebbene il primo vinca perchè è fanless. Tutti hanno features interessantissime tra le quali bittorrent client, emule client, backup, tutti gli sharing e streaming possibili. E ovviamente in silenziosa autonomia
  • Trovare una periferica wireless da accendere e poter subito ascoltare, possibilmente a batterie (ricaricabili), amplificato con piccole casse. Qui arrivano le rogne.
    Ho intuito che come al solito c’è un design elettronico comune a tutti che poi viene brandizzato o sfruttato con software più o meno diversi. Chi ha uno schermo a matrice di punti, chi a doppia riga, chi ha le casse, chi no, quasi nessuno a batteria, con o senza docking station per iPod e avanti così.
    Il compromesso arriva con il Philips NP 2500 o il Revo iBlik Wi-fi per l’audio immediato e, decisamente più avanti quando i costi scenderanno, la Playstation3 come media center sotto la TV, in quanto legge DivX, ha il blueray, è wireless, fa da riproduttore musicale, è HD con uscita HDMI. Questo per tirare via ogni possibile PC che richiede un tempo di accensione sopra la soglia del sopportabile.
  • Uno switch gigabit ethernet per ovvie ragioni.


Ogni prodotto, salvo i NAS di cui mi sono meravigliato per potenzialità, non è esente da mancanze e da qui il post: manca sempre un qualcosina che lo renderebbe perfetto, il che mi fa pensare che o sono un rompicoglioni puntiglioso (possibile) o che ho un futuro mancato come designer di prodotti consumer o ci sono leggi di mercato (per non dire industriali) che ora frenano la convergenza di alcune caratteristiche, che è la più probabile.

Alla fine quello che voglio e un embedded device in linux (cioè la mia tesi ormai diventata un miraggio offuscato da un chioggiotto frustrato), con un display, un telecomando, un amplificatorino, delle casse in neodimio e un battery charger.
Cazzo, possibile che non venga in mente a nessuno di farlo!?
Me lo potrei costruire, se non fossi un cazzaro inconcludente e avessi i mezzi per non farlo costare il quadruplo di un valore commerciale.

P.S.: nel titolo del post ho messo il “ma” tra gli apici per sottolineare il fatto che “ma mi” non si dice, ma lo dicono.

Freescale i.MX21: my nightmarish friend

Hi everybody out there,

I’m going to write something about my BA thesis in electronics, in order to have a log/trace of what I’m doing, also as an attempt to revert the relation one (me) to many (the developers world) that makes me crazy every day, looking for someone that did something related to my task, giving me tips (or solutions) to my issues. Nevertheless some good chats about the subjects, from a broader point of view, will be much appreciated.

The aim of this and coming posts is to get visitors interested in Embedded Linux running on an ARM device like Freescale i.MX21 with final task to get me phone throught it by a VoIP application. This is pretty much my thesis.

So… let’s go a little bit further.
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Brevemente

  • Sono diventato insegnante di chitarra. Ma tu pensa.
  • Sto riscoprendo il sapore del “girare la manopola del volume”. Per alzarlo ovviamente.
  • Sono entrato in tesi, sotto forma di tirocinante al Dipartimento di Elettronica e Informatica di Padova. Pensate un pò, ho anche un badge. Più avanti vai e più ti sconvolge come l’università italiana possa andare avanti e produrre qualcosa. Ad ogni modo devo smanettare su questo e quest’altro (per questo, quello e quest’altro motivo…)
  • Per il motivo di cui sopra sono schiavo di linux e di hardware vario recuperato nel mio magazzino, più qualche prestito da amici. Evviva Ubuntu, abbasso Fedora.
  • Mi mancano, se dio (uno a caso, basta che ne abbia le competenze) vuole, 5 esami.
  • Sono stato in Grecia e ho fatto delle bellissime vacanze con la mia amata laddove hanno girato questo film. Ma proprio in quel paese lì. Sami. Un paese di cui l’economia trainante sono gli autografi di Nicholas Cage. Scherzo. Fere il bagno il 2 di Ottobre, sorseggiando frappè al caffè e mangiando come un lupo senza nessun turista tra i maroni è stato grandioso.
  • Sto leggendo tutti gli Harry Potter, in lingua originale. E di seguito i film, sempre in lingua originale, perchè… voi riuscite ad immaginarvi Bombolo doppiato in tedesco o inglese?
  • Oggi ho presto due treni ed erano in orario. Mi sembra una notizia degna di nota. E’ quindi possibile fare Treviso – Padova in 50 minuti, di cui 8 di attesa a Mestre. Allora perchè di norma ci vuole un’ora e venti, se va bene?

Ger-maniacs!!

Uno vuole scrivere, ma poi si ferma.
Mentre sei seduto sul cesso la mattina, hai la pensata che ti fa sorridere e vuoi condividerla.
Poi ti passa e torni a perderti tra esercizi di elettronica e qualche blog affezionato.

Poi ci sarebbe anche da sistemare sto sito, ma WordPress sembra non fermarsi mai a suon di updates. Ad ogni modo, ho fatto bene ad aspettare.

Le cose evolvono amici miei. Sebbene durante l’ultima tornata di esami, le cose non siano state così rosee, alla fine non manca molto, se assesto dei buoni colpi ora (non ridete, lasciatemi l’ottimismo, che sarà anche il profumo della vita, ma ormai resta solo quello).
La vita scorre nella Germania del nord, ma non proprio nord, perchè è un pò al centro. Dopo tutto sono due ore scarse da Amburgo. Il clima oggi è fresco e c’è un bel sole che ti fa venir voglia di prepare insalate da mangiare seduti fuori, cosa che avverrà.

L’idea principale del post voleva essere il mio adattamento, o tentativo di approccio al “german life style” e le mie osservazioni a riguardo, ma ho già fatto un accenno al tempo atmosferico, cosa che non volge a favore della coerenza del tema e che inequivocabilmente rappresena il mio arrampicarsi sugli specchi in un pezzo scritto senza obiettivi.
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Comunicazionami!

[Per colpa di qualcuno che per scherzo ha instillato in me il morbo dei Pooh, vado avanti a cantare “Il cielo è blu sopra le nuvole” da almeno 3 settimane. Ragion per cui oggi, nel giorno del trapasso, ho adattato tale canzone alla situazione. Ve lo dico onestamente: se non sapete di cosa si parla, non state facendo ingegneria e soprattutto vi fanno cagare i Pooh, questa cosa non vi dirà nulla, nella migliore delle ipotesi. Altrimenti vi farà almeno ridere e condividere con me quella senzasione di liberazione.]

Tu ragazzo con gli occhiali, hai studiato questo esame
scrive il voto nel libretto, stancamente il professore
hai studiato tante ore, ma adesso è finita quella merda là…

Tu insegnante scoglianto, che rispieghi l’argomento
anni e anni sempre quello, gli studenti han paura
della QAM e modulazioni, sarà bello e interessante ma che due coglioni sì…

TA RA’ RA’

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee
e non è poi neanche tanto male,
sempre meglio che ripeterlo
e poi fare anche l’orale.

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee
oltre il segnale ed il rumore,
C’è chi lo calcola in decibel,
per far passare informazioni.

Tu segnale correlato
che attraversi il resistore
passeranno alcuni istanti, prima del ricevitore
e il campione si ripete, ma che noia, questa troia di attenuazione…

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee
dietro a teorie ed integrali, di calcolare l’energiiiiiiiiiia,
non è più un affare mio

E non è poi così difficileeee, una volta che hai registrato
e l’esame superato, che cazzata la figura diiiii….. rumore e la sua temperatura….

Ma il cielo è blu, sopra il ventiiiiiiiiiiiidueeeeeeeeeeee

Giorno 3: Vicolo Pastori 1 chiuso

Si chiude un capitolo. Nulla di straziante, ma un pò malinconico. Per me tra l’altro, navigato testa di minchia, è tipo la quarta volta che sbaracco da un appartamento universitario, il secondo di grossi volumi e tempo.

Al risveglio nel giorno della festa di chiusura, Bledi intento nel suo raccogliere la roba, ascoltava una specie di Cocciante che credevo essere albanese, invece era greco. Ma evidentemente piaceva talmente tanto che dopo una mezz’ora dello stesso ritornello, sono andato a chiedere se fosse in sbattimento feroce oppure in repeat dimenticato.
Era una mezza via tra le due cose.

Ovviato il problema cavo videoregistratore, tra lacrime di sudore, ho installato il totem tecnologico e ho visto camera mia vuota, da un altro punto di vista: un cinema.
L’errore fondamentale è stato lanciare una prova audio-video con ProjectGotham2 su X-box, che mi è costata l’esonero da camera mia per un’ora buona.
Il partitone su grande schermo è stato divertente, ma finito quello siamo tornati in modalità sala giochi.
Bensì il giorno seguente, quello definitivo è stato più zingaro, dove la serata tirata avanti fino alle 5 di mattina in Prato della Valle (che l’altro giorno ho visto dall’aereo!) ha avuto il suo compimento con una fame devastante al ritorno a casa, dove si faceva a gara a chi ingurgitava le cose più disparate.
Fino alle 5 di mattina c’era veramente tanta gente in giro per Padova.

Il mattino, dopo 4 ore, verso le 9, comincia il rumoreggiare di scatoloni, aspirapolvere, porte che sbattono, fino all’una, momento totalemente in contrapposizione al caos notturno: nessuno per strada, sembrava di essere in un film western.

Cari miei, anche stavolta, è finita.

[le foto le ho fatte con il mio nuovo telefono vintage, quindi appena le scarico, magari ne mettoqualcuna]

Ma il cielo è blu sopra le nuuuuuuvole

Posto che il primo compitino di comunicazioni ha visto 20 persone passate (con 18/19) su un 450 di restanti demoralizzati, mentre mi preparo al round decisivo, a quest’ora della notte, tra un caffè e un mp3, mentre un giorno vista l’ora sta per finire e uno sta per cominciare, con i Monty Python che mi canticchiano “Always look on the bright side of life”, cosa ti seleziona iTunes?

I Pooh.

E ne ho tante. Dei Pooh.

E io canto i Pooh.

Alle 2 di notte. Canto “Uomini soli” mentre il cielo è blu. Sopra le nuvole.

E mi piace.

Come mi piace Marzullo.

“Grazie a voi, cari amici (Pooh) della notte. Io vi aspetto come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato; un giorno per amare, per sognare, per vivere. Buonanotte.”

“Always look on the bright side of life quando il cielo è blu sopra le nuvole e non è poi così lontano”.

E’ tutta colpa di internet. Per fortuna che a Pero di Breda di Piave non c’è l’ADSL.

Si faccia una domanda e si dia una risposta. (Sarà fattibile l’appello di comunicazioni? Non si sa, siamo sicuri solo di morire.)

Monty Python
Always Look on the Bright Side of Life
The Meaning of Life

Dice il saggio…

Andando a lezione, si ascoltano e si vedono parecchie robe. Alcune di una demenza devastante altre di un’altezza filosofico-scientifica abbastanza elevata.

Non la cito per dire, come fanno molti in rispettivi campi, “ah io faccio [ingegneria, il fonico, il pittore, l’economista etc..] e allora mi do un tono riportandola”, ma effettivamente è bella, nella sua rigidità. Noiosa per la sua componente matematica. Affascinante il suo realismo, in un mondo che usa la parola “digitale” troppo spesso.

“Professore… ma se noi trasmettiamo un’informazione numerica, in questo caso avremmo meno…”

“No.. si ricordi che il mondo è analogico, fortemente non lineare, tipicamente logaritmico. Il digitale è una nostra convenzione.”

“…..”

Cosa significa? Significa che ogni cosa che ci capita ha analogia a qualcosa che succede continuativamente nel tempo, che non si può con assoluta precisione e certezza, fare un modello dove a 1 corrisponde un suo multiplo proporzionale e che la natura c’ha messo in codizioni di essere molto sensibili alle piccole variazioni e meno a quelle esagerate.

In sostanza, tutto è un’approssimazione che incredibilmente funziona.

Se vi siete rotti il cazzo di tanta saccenza, sappiate che c’è gente che fa cover dei Guns’n’roses titolandola “Non piangere mai”, “One” era una canzone meravigliosa e rifatta con Mary J. Blige fa cagare e che Santana ha fatto (anche) una canzone (penosa) con Sean Paul (perchè con Michelle Branch e Steaven Tyler non bastava).

Se quella volta che gli chiesi l’autografo, sporco di almeno 10 ore di lavoro in mezzo al fango per il suo palco, me l’avesse fatto, invece di negarsi mostrandomi la sua racchetta da tennis appena usata, avrebbe dimostrato di essere veramente superiore. Invece se si fermava ai ’70 era meglio e adesso gli sta bene di essere vittima di una sistema discografico senza ritegno.
Fortemente non lineare…