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Un modo costoso e deleterio per passare il tempo

Pronto, chi sei e da dove chiami?

Se non siete dentro la cosa, è meglio.
Se siete radioamatori, appassionati, conoscenti… bhè se non vi obbliga nessuno, va bene. E’ comunque affascinante, lo ammetto. Anzi no, ne sono convinto anche io: tutto il mondo dei segnali e delle onde elettromagnetiche che attorno a noi viaggiano e hanno un senso, è fenomenale.

Ci passano davanti agli occhi, forse anche nel corpo e se prese nel giusto modo, trasportano musica, parole, dati.
E’ veramente pazzesco cosa l’uomo ha creato. Domare campi elettrici e magnetici per portare da qui a lì informazioni è quanto di più meraviglioso ci possa essere nella tecnologia, giuro.
Io sono galvanizzato di fronte a tutto ciò.
Segnali che portano altri segnali, che a determinate frequenze, in certe condizioni, serve più o meno energia per trasmettere la propria voce, che nel frattempo è stata quantizzata e analizzata per abbassare il rumore di fondo e richiedere meno banda passante. Non avete idea (sempre che non siate appunto, nel giro..) di cosa mettete in moto quando premete “invia chiamata” con il vostro telefonino. Si scatena l’inferno.

E’ tutto stupendo!

Resta il fatto che se domani non cago densità spettrali, modulazioni e probabilità nel giusto ordine, questo mondo mi dilanierà, come ha fatto con molti altri e solo chi ha fatto “Comunicazioni elettriche” o “Fondamenti di comunicazioni” può capire.

E’ tutto bello il mondo lì fuori. E non avete idea che trip mentali la gente si è fatta.
Ma domani io devo saperne, bene, almeno una parte.

Blando vagare

Posto mesto, senza sesto, poca voglia nella testa.
Non è festa e nemmeno resta, la speranza che mi cambi.
Lembi, strambi ma gradevoli momenti, lenti e rarefatti senza soluzione alcuna.
Luna, luce sul cammello che per la cruna non passa nella mattina, bruna.
Non è sfortuna, ma sol destino, nel labile cammino, chino a trovar soluzione, senza l’ovvia rimozione dei momenti, lenti, di felice distensione.
La sol mansione che mi diede commissione, suscita l’opposta reazione, e riffugir quindi nel plumbeo ciel di oggi, che in se non desta mal umore, ma solo ansia di non stare al giusto posto.

E non mi sono drogato.

Incredibile, ma vero

L’altro giorno ho messo mano ad uno oscilloscopio, digitale, che ti calcola la FFT in un click.
Il giorno dopo in un altro laboratorio, abbiamo provato un simulatore di PLC Siemens.
Domani inizia il laboratorio di Spice per Circuiti Integrati Digitali.
Pensate, questo ad Ingegneria elettronica e appena al terzo anno. Pazzesco no?
Le tasse scolastiche sono lievemente calate, ma in compenso è aumentata la mensa. Vedrò di far valere le mie ragioni.

Inoltre, per coloro i quali si trovassero di eccedenze economiche, vorrei rendervi noti alcuni miei progetti che necessitano sovvenzionamenti:

  • Ripresomi dal primo impatto devo procedere all’aquisto di una tavola da snowboard+attacchi+scarponi in offerta alla Decathlon. La prossima volta, che spero non sia tra molto, sarò pronto psicologicamente e con delle sane protezioni, potrò permettermi di scendere a muso in avanti, senza frantumarlo rovinosamente.
  • Cambio olio e gomme a 100.000km della Clio
  • Sistemazione zona home theater
  • Sistemazione studio registrazione
  • e attenzione donna da mantenere; ebbene si l’ho trovata

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Sincerità per sincerità

Lo so, dovrei essere più rigoroso.
Dovrei studiare con metodo e a domanda porre risposta.
Dovrei essere ligio al dovere e studiare ingegneria.
Dovrei lasciar perdere la storia di avermi fottuto un esame per mera burocrazia.
Lo so… dovrei mettermi lì e basta, quel che è stato è stato.

…si però non puoi rompermi i coglioni e farmi due domande teoriche del cazzo dove se sbagli una merda di indice ti sei fottuto la domanda e il compito. Non puoi chiedermi un sistema a tempo continuo con soluzioni complesse coniugate. Si perchè, non è sto gran difficile, ma se su 30 esercizi ne vedi uno così, non ti poni tanto il problema che all’esame ti esca fuori. E io il sangue freddo di rielaborare tutto, dopo che il sangue si è coagulato a bestemmie pensando alle matrici che ho cagato per fare gli homeworks e compitini e perdere poi l’esame, non ce l’ho.

Ma va cagare te, la definizione locale di sistema dalla quale derivare quella globale, la convoluzione e il suo essere prodotto di frequenza. Con le dimostrazioni del caso.