Archivio della categoria: Amici

Coloro i quali io conosco e condivido momenti di vita vissuta

Take a deep breath

Now that I want my posts readble to all my friends all over there, using english titles comes easy. Don’t bother my stupid thoughts, I wrote a post about the trend of italian blogs to titling mostly in english, just to… I don’t know why, I did it too for a while, but now, who cares.

So, 3 or 4 days after, I’m thinking about, again, how collect money (working if possible, but not the definitive solution… I can sell my kidney, trading something), finish my studies and schedule time to travel again, meeting my new friends and discovering others.
By the way, without minimizing possible new good moments with new people, repeating myself, those days of “closeness” are difficult to replicate.

As Sonja said, we have to plan a “And now something completly different busking roadshow from the CS Collective” in Europe: this is the best way to travel in good company, sharing the love for music, performing, moving thru cities and at least, if we’re smart enough, making some money without being part of a rigid system.
And as a famous tune claims:


Dreams are my reality
The only kind of real fantasy
Illusions are a common thing
I try to live in dreams
It seems as if it’s meant to be

I knew it, I had to be a rockstar during my 20ies. 🙂

PS: such a mess… I’ve got to translate all my categories, links.. and stuff, better setting up a new one.
ohh sure I’ve to register my new domain, do you remember Vince? wf.it o wbf.it! 🙂

Oh well well well…

I’m back to home. So sad, by the way.
It’s damn sad because so many things happened changed me. Of course only great and wonderful things, that now I’m missing from day one at my place.
I’d like to start it all over again, I’d like to feel the joy about new “welcomes” or new drinks with strangers from all the Europe, at the same table. Strangers from that point will be strong friends in seconds.

I miss even the snoring in the dormitory. I miss those annoying chores… that only for the reason we were all togheter now come to my mind like a funny moment, something to care about and remember with a smile.
Meeting someone in the kitchen, talking about something while drinking a coffee. Cooking for someone just arrived and starting to talk. Discovering new places and cultures.

I miss also other things, more personal, but releted to these awesome days.
I’m going to write down an extended detailed story, trying to improve my spoken english response and letting all my new cross-Europe friends to share feelings.

Hope to hear about you guys on my site.

I miss you all, deeply.

The Phoenix rises from the ashes

As soon as possible, I’d like to post an english version, just to amplify my personal vision about Couchsurfing.com. So, for whom the bell doesn’t speak italian, wait for a while if you’re interested to my verbal desease or, better, please check Couchsurfing.com

Qualche settimana fa, come si evince dalle foto, posts o links, sono stato a Bristol e come ho appunto notificato, ho usato una cosa meravigliosa come Couchsurfing.com per trovare un alloggio e stare li 5 giorni.

In condizioni normali, nell’ipotesi più economica, avrei scelto un ostello della gioventù: soluzione quanto meno economica, pratica, con possibilità di conoscere un sacco di gente da ogni parte del mondo, insomma, una bella cosa. Per quanto poco però, dovevo pagare, avere limitazioni di orario in alcuni casi e prenotare, sperando pure di trovare posto.

Couchsurfing porta un pò più avanti l’idea e unisce la voglia di girare il mondo ad una sorta di eMule di risorse fisiche come il “divano”: condividere quanto più possibile, per sedare la voglia di viaggiare e dare una mano.
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Giorno 3: Vicolo Pastori 1 chiuso

Si chiude un capitolo. Nulla di straziante, ma un pò malinconico. Per me tra l’altro, navigato testa di minchia, è tipo la quarta volta che sbaracco da un appartamento universitario, il secondo di grossi volumi e tempo.

Al risveglio nel giorno della festa di chiusura, Bledi intento nel suo raccogliere la roba, ascoltava una specie di Cocciante che credevo essere albanese, invece era greco. Ma evidentemente piaceva talmente tanto che dopo una mezz’ora dello stesso ritornello, sono andato a chiedere se fosse in sbattimento feroce oppure in repeat dimenticato.
Era una mezza via tra le due cose.

Ovviato il problema cavo videoregistratore, tra lacrime di sudore, ho installato il totem tecnologico e ho visto camera mia vuota, da un altro punto di vista: un cinema.
L’errore fondamentale è stato lanciare una prova audio-video con ProjectGotham2 su X-box, che mi è costata l’esonero da camera mia per un’ora buona.
Il partitone su grande schermo è stato divertente, ma finito quello siamo tornati in modalità sala giochi.
Bensì il giorno seguente, quello definitivo è stato più zingaro, dove la serata tirata avanti fino alle 5 di mattina in Prato della Valle (che l’altro giorno ho visto dall’aereo!) ha avuto il suo compimento con una fame devastante al ritorno a casa, dove si faceva a gara a chi ingurgitava le cose più disparate.
Fino alle 5 di mattina c’era veramente tanta gente in giro per Padova.

Il mattino, dopo 4 ore, verso le 9, comincia il rumoreggiare di scatoloni, aspirapolvere, porte che sbattono, fino all’una, momento totalemente in contrapposizione al caos notturno: nessuno per strada, sembrava di essere in un film western.

Cari miei, anche stavolta, è finita.

[le foto le ho fatte con il mio nuovo telefono vintage, quindi appena le scarico, magari ne mettoqualcuna]

Giorno 2: Vicolo Pastori 1 chiude

Il primo giorno di festa è andato abbastanza tranquillo.

Prodigatomi la mattina alle 5 a svuotare il frigo e verso l’una a fare l’insalata di riso, i festeggiamenti sono iniziati verso le 14, quando con una birra io e Gian abbiamo fatto colazione.
Quest’anno, il prototipo n. 14254/b della torta di riso perfetta di mia madre, si è avvicinato come mai prima, al prodotto perfetto.
Poi un secchio di spritz.
Poi arrivano i primi ospiti.
Portando altri dolci.
Ciambella di riso soffiato agglomerato con Mars fuso: criminale quanto apprezzato.
Torna di riso “alla Zampieri” tipo pizza al taglio. Buona.
Tiramisù di Laura (con sapiente cacao amaro): un tiramisù è l’asso di Danari di una festa, resta un classico che non rimane mai.
Zuppa inglese che aveva un nome preciso, ma non me lo ricordo.
E ricordo che c’era l’insalata di riso e altre tonnelate di roba, che stasera per la partita saranno utili.

Serata al Radio Sherwood in quel dello Stadio Euganeo per birra alla luce del concerto di Giuliano Palma.

Per stasera… abbiamo il video proiettore, se Gian si alza e va a prendere il cavo. Altrimenti mi sa che il pomeriggio passa a fare un’altra MacGyverata.

Venite e prendetente tutti… no forse è troppo epico così.

Da mezzanotte va…

Per una questione squisitamente temporale (a proposito hanno ricominciato “Quantum leap” su RaiTre verso le 17) succede che da mezzanotte scatti il 29 Giugno 2006.

Conti alla mano, senza star lì a fare matrici, inversioni, integrazioni, derivate multivariabili di chissà quale grado, bhè… fanno 30.
Minchia.

Fanno 30.
2006 – 1976 = 30

Prima di sprofondare nell’analisi introspettiva di come sono trascorsi questi anni, che non porterebbe a granchè di buono mi preme rendervi noto che dalla mattinata di domani inizia la festa.

Una festa un pò particolare e per sorte bizzarra, questo è il post numero 100. 100! 100! 100!(pa ra ra raaaa pappaparapà [da “OK il prezzo è giusto”]).

Non c’entra un cazzo, ma succede che nei prossimi 3 giorni:

  • Io raggiungo quota 30 anni, oltraggioso a dirsi. Quindi per sopprimere il tutto in sana simpatia, si rinnova l’evento estivo che ha contraddistinto questi ultimi due anni in quel di Vicolo Pastori 1, Padova. Insomma, si comincia a bere dalla mattina, mangiare un pò più tardi e il resto vien da se.
    Richiesta: tutti coloro i quali fossero in possesso di fotocamera (dai quasi tutti) e video camera DV, sono pregati di portare tali prodigi della tecnica (perchè se solo aveste una minima idea di cosa c’è là dentro, non credereste che possano funzionare così bene). Deve rimanere un archivio storico da tanti punti di vista.
  • Vicolo Pastori 1 chiude. Chiude il 30 Giugno, un giorno dopo il mio 30. E questo è il post 100. Sì per carità, nulla di particolare, tanti zeri. Cotal chiusura, avvenuta per vendita del nostro anfratto, ci fornisce la successiva scusa a festeggiare, prolungando per continuità la mia festa. Sempre da bere, da mangiare, magari fatto al momento e udite udite, se qualcuno ci fornisce video proiettore, partita dell’Italia in sala apposita. Forse uno l’abbiamo. As usual, portate fotocamere, videocamere e volendo anche mp3, ma sappiate che a noi non mancano.
  • Dulcis in fundo, Notte Bianca a Padova. Ultima fermata alla eventuale distruzione, posteggio e luogo sicuro per fare bisogni e dormire un pò, ce l’avete. Tanto il giorno dopo, passatina veloce e ce ne andiamo. Quindi si beve, si mangia, si… fa festa.

Io non so, ma secondo me, un salto vi conviene farlo. Quando volete, a che ora volete tra il 29 mattina e l’uno sera.
Niente regali, ma opere di bene, quindi o siete delle ragazze prosperose, libere, disponibili, simpatiche, sensibili, sincere, carine e dotate di intelletto o portate da bere. Altrimenti fate qualche offerta a Telethon, Amref, Unicef o chi vi pare a voi possa valere.
Le tette, anche se grosse, non si possono offrire alle associazioni, quindi venite da noi.

It’s party time…

Ma il cielo è blu sopra le nuuuuuuvole

Posto che il primo compitino di comunicazioni ha visto 20 persone passate (con 18/19) su un 450 di restanti demoralizzati, mentre mi preparo al round decisivo, a quest’ora della notte, tra un caffè e un mp3, mentre un giorno vista l’ora sta per finire e uno sta per cominciare, con i Monty Python che mi canticchiano “Always look on the bright side of life”, cosa ti seleziona iTunes?

I Pooh.

E ne ho tante. Dei Pooh.

E io canto i Pooh.

Alle 2 di notte. Canto “Uomini soli” mentre il cielo è blu. Sopra le nuvole.

E mi piace.

Come mi piace Marzullo.

“Grazie a voi, cari amici (Pooh) della notte. Io vi aspetto come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato; un giorno per amare, per sognare, per vivere. Buonanotte.”

“Always look on the bright side of life quando il cielo è blu sopra le nuvole e non è poi così lontano”.

E’ tutta colpa di internet. Per fortuna che a Pero di Breda di Piave non c’è l’ADSL.

Si faccia una domanda e si dia una risposta. (Sarà fattibile l’appello di comunicazioni? Non si sa, siamo sicuri solo di morire.)

Monty Python
Always Look on the Bright Side of Life
The Meaning of Life

Here comes the hot stepper…

Siorri e siorre,
alle ore 6.23 antimeridiane, minuto più, minuto meno, minuto modulo, del 27 Aprile 2006, nella persona di me medesimo De Vidi Daniel, meglio conosciuto anche come “ma chi cazzo te l’ha fatto fare di tornare all’università a scheggiarti le palle con gli integrali”, nella figura di ex-operatore della new economy e in quanto tale, schiavo dell’unica attività lavorativa perseguita a norma di legge per alcuni anni, venutosi a creare un legame e opportunità lavorativa con colui il quale produce il sopraffino strumento per fare ROCKANDROLL!!!, essendo quindi a mia volta schiavo della chitarra, noto strumento del Diavolo, mi sento in grado di dire che la veste ’06, che poteva essere ’05 (se non ero da solo a fare il sistemista, lottare contro hackers curdi che poveracci stanno anche messi male dove sono, il DB, le SQL, il PHP, l’HTML, il CSS, le proposte grafiche, il taglio della grafica, l’allineamento della grafica, Flash e relativo backend… e tenere incollato tutto ciò tramite testing in condizioni estreme, che non vuol dire attaccato ad un elastico o allo zero assoluto, ma semplicemente senza ADSL) del sito Brunetti.it è on-line.
Ora si tratta solo di tappare le magagne, litigare con Internet Explorer, ritoccare qui, ritoccare la…

Ecco.. ora.. non stracciatemi i maroni: se c’è una magagna la so già, se proprio dovete, lasciate un complimento (sincero), che ne ho bisogno moralmente.
E’ che… sapete… devo fare “Fondamenti di comunicazioni” con Pupolin e tra un’ora e mezza ho lezione.

10 anni dopo [parte 3]

Ma no… non era finito il post sul raduno “10 anni dopo”, anche perchè ero ancora fermo al ’96.
Ebbene, dicevo, che bello il ’96.
Dopo mesi di incontri nel quartier generale di Treviso, parallelamente si susseguono crocevia di storie nella reggia di Via Tommaseo, Padova.
La citata dimora, come tante del resto quando sei studente universitario, diventa quel ritrovo di tanti amici, soprattutto quando la casa è grande.
Ogni studente che abbia vissuto la vita condivisa, porta con se nel cuore la convinzione che mai altra casa possa essere migliore della tua, è un pò fisiologico. Poi scopri che esistono migliaia di microcosmi universitari altrettanto fantascentifici, forse più, ma la tua resta quella di cui il ricordo non verrà mai sopraffatto.

Fu così che io, Giovanni (Juà), Davide (il Bigo), Ale (Curtolo), Andrea (il Testa) e Alberto (lo Slavo), ci ritrovammo a vivere per qualche mese (circa un anno e mezzo) tutti insieme. Gli stati pregressi che ci hanno portato a questa unione, richiede un altro post, più adatto ad affiancarsi al destino e similari, ma allora se cominciamo così non si finisce più, ergo facciamo che le informazioni utili alla comprensione del seguito ci sono tutte.
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Dicono…

… che scrivo bene, qui. Non ci avrei fatto tanto caso, se non fosse stato che dopo il decimo apprezzamento, mi è venuto il dubbio che potesse essere vero.
Tranquilli, non è autocelebrazione. E’ solo che mi viene da ridere. Avrei potuto velatamente godere di complimenti, celando in me le reazioni, in tutt’altri campi caso mai, ma non riguardo scrivere qualcosa.

Per 5 anni di ITIS, distribuiti in 2 a Treviso al Fermi e 3 al Barsanti a Castelfranco Veneto, non penso di essere salito sopra il 6. E quando dico “sopra”, intendo dire un voto minore, mai uguale.
Inoltre, il mio sconsiderato disinteresse formale indotto per letteratura, storia e informazioni cosiddette “importanti” su carta stampata scolastica, sono state motivo di travaglio durante gli ultimi anni del Barsanti, perchè non è che prendessi meno di 6 in forma varia, ma un 5 fisso.
Ma quando dico 5 fisso, intendo dire, 5. No way, no mercy.

Di solito il parto del tema in classe si sviluppava così:

  • “Oh merda, un tema in classe”
  • Panico concatenato a quest’ultimo e carico psicologico incrementale derivato dai passati insuccessi
  • Dolori intestinali di natura psicosomatica
  • 2 ore di agonia: “ce la farò?” “Che cazzo scrivo?” “Dai proviamo così” “Si può andare” “che due coglioni, devo anche ricopiare” “che due coglioni devo anche rileggere” “beccherò tutti gli errori stavolta?” “consegnamo e chisseneincula”
  • E’ finita
  • Correzione, consegna: 5 fisso

E avanti così.
La cosa bellissima, a posteriori si intende, era il commento del prof Gino Fabian, sempre lo stesso: “Guarda…tu non è che scrivi male, anzi… però.. è come.. sei un farfallone.. giri di qua e di là, ti perdi un errore, cambi argomento, sei disattento” e io “Professore.. c’ha ragione, che le devo dire…”.
Cosa rende bellissima questa umiliazione, mi è comprensibile solo ora.
Ora che qualcuno dice che scrivo decentemente. Ora che leggo mi rendo conto di come scrivono gli altri. Ora che capisco cosa voglia dire essere attento e metodico. Ora che capisco chi e cosa riesce in qualcosa, come e perchè. Ora che di anni ne ho praticamente 30.

E il buon Gino, che mi ha sempre trattato con un’imparzialità estrema, senza darmi mai ne più, ne meno di quanto meritassi, mi ha dato una lezione, all’epoca, forse in fondo da me compresa e l’avrei voluta anche mettere in pratica, ma per quanto un cervello di un quindicenne potesse sforzarsi, non era il momento (o periodo) più adatto per accettare buoni consigli.
Io i miei problemi (che alla fine non erano problemi, magari attività prese da altri punti di vista, non consoni per il momento ovviamente) me li sono risolti, o per lo meno, so dove andare a parare. So come uscirne per far sì che le cose che ho dentro vengano fuori.
Magari ora ne ho altri di cui mi rendo conto, so qual’è la soluzione, ma non riesco a mettere in pratica il piano di salvataggio, come fossi costretto da una camicia di forza, la quale mi fa subire ogni mazzata, conscio di cosa e come sta avvenendo.
Non mi sto elogiando, sto solo dicendo che ho capito e che in fondo ringrazio il caro Fabian. Però anche lui… 🙂

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