Archivio della categoria: Konstantina

Sparkling moments in our life…

Il mio grosso grasso giorno al Consolato Greco

Ogni tanto capita.
Ci devi sbattere la testa contro. Quelli che fanno gli hippies figli dei fiori, secondo me, diventano così per una crisi di nervi successiva ad un incontro che almeno una volta nella vita devi avere, sclerano, rifiutano tutto e piuttosto di riavere tale esperienza, si rinchiudono in un’oasi protetta di freakettoni dove l’unica regola è quella dell’ammmmooooore.

L’incontro in questione è con le istituzioni. Gli uffici pubblici. Le “carte” che devi fare per sottostare al sistema, altrimenti, tanto vale andare a coltivare carote e patate in un luogo tacitamente accordato come franco.

Ieri sono stato ad Hannover con Konstantina, al Consolato Greco. Tale visita di piacere derivava dalla necessistà di Konstantina di rifarsi il passaporto per un viaggio futuro.

Il caso vuole poi che l’Italia e la Grecia siano due popolazioni un pò così. Di ampio respiro. Quindi non è che se fossi andato al Consolato Italiano avrei trovato maggiore efficienza. Anzi.
Ma i Greci sono stati fenomenali, anche se Konstantina ha mancato di veramente poco il boiling point.
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Il titolo del post è uno scarso tentativo di rappresentare i pochi segnali numerici che sono riuscito ad acquisire negli ultimi 25 gg. Una specie di encefalogramma. Piatto.

Anyway… le novità, per quanto a voi poco intaccanti la personale quotidianità, sono:

  • io e Konstantina abbiamo sbaraccato dal precedente appartamento condiviso, in uno per i fatti nostri, un filino più upperclass, un filino meno decentrato. Molto, ma molto bello.
  • la bellezza e la comodità da una parte si paga dall’altra e “surprise, surprise”, indovite un pò, “The curse of the lost connection”, cosa che credevo essere topologica e tipologica del terreno italiano e localizzata in Pero, si è manifestata in tutta la sua idiozia con qualche dipendente tedesco della T-Telekom.
    Dopotutto il caro modem integrato torna sempre utile, c’ha il suo fascino sentire pppppiiirrrrr ptptptptptptpprrrrrr e poi non riuscire ad aprire nemmeno il sito del Corriere perchè quelle merde di pubblicità in Flash appaiono ovunque.
    Questo è il meno però. La parte grave è che sono indietro con Lost di 2 dico DUE puntate, ora che il season finale sta per fare la sua apparizione.
  • io e la DonnaPiùBellaDelMondo abbiamo noleggiato un furgone da Europcar, un bellissimo Mercedes Benz Vito 111 CDi. La parte di me dedita al mondo dell’edilizia ha manifestato tutta la sua gioia nel desiderio di voler comprare lo stesso esatto furgone quando la Clio, a tutt’oggi 127 mila chilometri (di cui 30 mila in 8 mesi), ci lascerà. Spero non in autostrada, con un preavviso almeno.
  • ho realizzato che bucare un muro sembra facile, è facile, ma i tasselli di plastica ti tradiscono quando non devono.
  • ho intimamente desiderato che la tecnologia moderna trovi una soluzione al peso indecente delle lavatrici.
  • ad una distanza di 1100 chilometri, i centri IKEA sono esattamente identici, con l’unica differenza che se vai ad Hannover il sabato alle 11 è come andare a Padova il mercoledì mattina nella prima mezz’ora di apertura. L’inverso non è realizzabile o contemplato dalla pacatezza teutonica.
  • la Gericom produce laptop malamente ingegnerizzati, questo provato dal fatto che è da dementi mettere un Pentium 4 a 3 GHz con un dissipatore in rame lamellare in configurazione radiatore, a fianco al chip della scheda video e, nel retro della piastra, la memoria video, la quale è allegramente andata a zoccole e rende il computer un pochino instabile (per non dire inaffidabile). E poi i Mac costano di più. Come no.
  • le macchine per fare il pane, fanno un signor pane.
  • spero che il router di 1&1 arrivi presto, altrimenti io farò un dio pane.

Ger-maniacs!!

Uno vuole scrivere, ma poi si ferma.
Mentre sei seduto sul cesso la mattina, hai la pensata che ti fa sorridere e vuoi condividerla.
Poi ti passa e torni a perderti tra esercizi di elettronica e qualche blog affezionato.

Poi ci sarebbe anche da sistemare sto sito, ma WordPress sembra non fermarsi mai a suon di updates. Ad ogni modo, ho fatto bene ad aspettare.

Le cose evolvono amici miei. Sebbene durante l’ultima tornata di esami, le cose non siano state così rosee, alla fine non manca molto, se assesto dei buoni colpi ora (non ridete, lasciatemi l’ottimismo, che sarà anche il profumo della vita, ma ormai resta solo quello).
La vita scorre nella Germania del nord, ma non proprio nord, perchè è un pò al centro. Dopo tutto sono due ore scarse da Amburgo. Il clima oggi è fresco e c’è un bel sole che ti fa venir voglia di prepare insalate da mangiare seduti fuori, cosa che avverrà.

L’idea principale del post voleva essere il mio adattamento, o tentativo di approccio al “german life style” e le mie osservazioni a riguardo, ma ho già fatto un accenno al tempo atmosferico, cosa che non volge a favore della coerenza del tema e che inequivocabilmente rappresena il mio arrampicarsi sugli specchi in un pezzo scritto senza obiettivi.
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L’inizio del tunnel e tutto quello che ne deriva

Avevo promesso senza contegno alcuno che avrei fatto enormi ed eccezionali modifiche, ma così non è stato.
A dirla tutta quello che si era prefigurato (l’ennesima release di WordPress) si è puntualmente verificato, sommatosi ad altri imprevisti che la vita ti pone di fronte regolarmente.
Allora io me ne esco con un post a sorpresa su un argomento molte volte affrontato, ma del quale non se ne ha mai abbastanza.
Non mi permetto neppure di citarlo, lo descrivo sommariamente per sommi capi sommessamente sommersi.
Anzi non lo nomino neppure, per lasciarlo intravedere tra le righe, ma al tempo stesso odorarlo pienamente (sebbene io non possa farlo biologicamente).
Parliamo della droga del futuro, che ormai è già presente.

Presentiamola così:

  1. Voi avete bisogno di una cosa, qualsiasi.
  2. La cercate.
  3. Pagate.
  4. Attendete l’arrivo, che può anche essere istantaneo a seconda della modalità.
  5. Vi godete il vostro acquisto.

Questo flusso operativo è generico quanto basta per modellare la vita di tutti i giorni. Che esso sia un caffè al bar o un’alternatore a vento (detto anche mulino), funziona più o meno uguale.
Se vi serve il latte (punto 1) andate al supermercato e lo cercate (punto 2), pagate (punto 3), andate a casa (punto 4 adattato) e vi fate un bel latte macchiato, che tanto piace ai tedeschi.
Tutto regolare.

Ora, dove scatta la perversione e al contempo il succo di questo post?
Scatta quando volete cercare qualcosa che generalemente non si trova, o ad un prezzo inferiore o, meglio ancora, fare l’affare della vostra vita.
Ancora di più: sfidare un’altra persona, magari nel cuore della notte e in pochi istanti passare da un avido cercatore a felice meta-proprietario.
Ora avete capito, scendiamo nel vivo del discorso.
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Pumpkin Crème brulée [sweet]

Crème brulée di zucca [dolce] - Pumpkin Crème brulée [sweet]I’m going to introduce you a new category and set on my Flickr:
Cooking exploits by Konstantina and me.

We usually enjoy so much cooking together and trying some new stuff, so after a bunch of first attempts (cakes and various dishes), we decided to share our productions.

We’d like to start with our sweet Pumpkin Crème brulée. Konstantina recently is freaking out for Cavoletto di Bruxelles, a nice and interesting italian cooking site with cool recipes described by easy going tips and informations. She’s also going crazy for knitting, but it’s another story… 🙂

Enjoy and let us know!

About gifts

Gänseliesel [1]Hello people!
So many days passed by since I didn’t write anything, but now I’m going to tell you something about what is going on.
It’s snowing outside right now. It comes and go… just like moments in your life.

I’m still in Göttingen and I’ll stay here as long as possible, because I moved in here. You may probably know what or who has pushed me here, but I’d like to take the longest path, so you’ll have something to read. 🙂

Many things are related and many things popped out from a magic hat in such a short time: let me figure them out.
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