Il mio grosso grasso giorno al Consolato Greco

Lo stabile è in odore di 80’s. Vetrate e rifiniture in plastica bianche. Moquette blu scuro al pianoterra. Ci sono anche altri uffici di altre sedi di altre cose.
Dobbiamo salire al primo piano. Appena affrontiamo i primi scalini, vediamo una vetrata satinata, con molte persone appoggiate.

Non promette affatto bene.
Entriamo e ci accoglie Aris, un grecone dall’aria non sveglissima ma che parla tedesco abbastanza fluentemente o almeno a me sembra così.
Ci chiede che vogliamo, va in una stanza vicina, senza porte, sembra una sala riunioni, prende un foglietto giallo ocra con un numero, più o meno 942 e ci dice di aspettare il nostro turno.
Il corridoio è pieno.
Anche quello adiacente. Tutti hanno carte in mano e hanno l’aria di quelli che non sono lì da 5 minuti.
Konstantina è visibilmente preoccupata.
K: (in greco) “c’è da aspettare molto per i passaporti?”
A: “eh.. un pò”

Konstantina è ancora più preoccupata, ma cerca di trattenersi.
Nel frattempo salgono due tipi, molto greci, che erano giù all’ingresso a parlottare, con delle carte in mano.
Aris, molto efficientemente, vede dalla vetrata satinata arrivare la gente e fa da portiere, assolvendo allo stesso tempo, altre mansioni come ritiro dei fax su richiamo vocale (leggi urlo dall’altra parte dell’ufficio), smistamento ed estrazioni della lotteria del giorno.
Si, perchè, il numero alla fine serviva per quello. Non poteva avere altro senso.

I tipi di cui prima, entrano, buttando solo dentro la testa, vedono che ce n’è ancora da aspettare e tornano giù.
Il vero “core” operativo del gruppo è un tipo che entra ed esce dagli uffici. Consegna carte a tutti, indica come e cosa scrivere a tutti. Fa passaporti, atti di matrimonio e molte altre cose che io non capisco.
Ad ogni modo, lui si che è efficiente.
Se tutto va bene si chiama Ghiorgos o italianicamente parlando, Giorgio.
Da ogni ufficio si sente parlare a voce alta. Ridono. Poi sembrano più seri.
Poi esce uno sorridente, fa delle battutone, ride, ridono, poi torna dentro al suo ufficio.

In tutto questo Konstantina non ride affatto.
Non chiamano mai il numero che danno. Vanno a sentimento. Se ti vedono lì da un pò, forse è il tuo turno.

Ad intervalli regolari arriva gente. Tutti si conoscono. Tutti si salutano. Tutti si abbracciano.
Sembra che vadano al consolato per parlare un pò dei cazzi loro. Poi se ne vanno. Poi ritornano e continuano a parlare.

Questo trend va avanti per un pò, finchè Konstantina lancia l’ultimatum:
“se entro le 12.30 questi non mi chiamano, io faccio un casino”.

Pensando che ormai siamo troppo abituati ai ritmi tedeschi, spero vivamente che per le 12.30 qualcuno dia un cenno, altrimenti sono cazzi amari.

12.31, al pre riscaldamento della sublimazione nervosa dalla donna più bella del mondo che se si incazza sono guai, esce un tipo fino a quel momento a noi sconosciuto.
Chiede se c’è qualcosa da fare che non siano atti di matrimonio o se qualcuno deve fare qualcosa in genere, tanto siamo tutti qui per divertirci no?
Aris, l’efficiente smistatore, indica noi. Finalmente possiamo passare allo schema successivo di questo gioco meraviglioso e ci avventuriamo nel prossimo corridoio bianco e blu (poteva essere di altro colore?).

La gente continua ad andare a venire, a salutarsi “(ge)ia sas” tra risate, urla etc..

3 pensieri su “Il mio grosso grasso giorno al Consolato Greco

  1. S.

    ecco…non so se per i greci valgano regole diverse, però io sono andato a Londra con la carta d’identità direi all’incirca un mese fa…

  2. florida

    ma non le serviva il passaporto. Basta la carta d’identita greca. Taftotita si chiama.
    La prossima volta informatevi meglio.

  3. DvD Autore articolo

    Posto che era stato scritto volutamente per ridere anche se potrebbe essere chiaro che andando al consolato (dove ci devi andare per fare entrambi i documenti) ti informino meglio, sta di fatto che serviva un documento nuovo e allora abbiamo rifatto il passaporto, che torna sempre utile e desta meno dubbi di una carta di identità scritta a mano (quello era il dubbio vero alla fine, considerando quanto scassa minchia sono in aeroporto UK).
    In tutto ciò cmq, non capisco perchè tu mi debba dire in quel modo “la prossima volta informatevi meglio”, però fa niente, cogliere l’ironia non è da tutti. Che poi mi vieni anche a dire come si chiama la carta di identità greca…

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