Archivi tag: iphone

ARMati di pazienza

Credo importi ad una stretta fascia di lettori (già di per se stretta), ma si rivelerà totale nella massa formata da futuri utilizzatori di devices digitali.
Partendo da questo link, si può avere una piccola panoramica di come evolveranno devices tipo il super discusso iPhone, ma la vera cosa interessante è la riflessione finale, tratta dal forum MacRumors e cioè:

As an ARM assembly coder from back in the day (and by back in the day I mean for Acorn, who invented the ARM chip before they spun off ARM to handle it) I have a very positive feeling about this.

Apple has much experience with OS X on ARM, and likely has internal XCode with ARM as a checkbox option. Their use of universal binaries supports more than just two architectures. It would be trivial from Apple’s POV to use the forthcoming drop of PPC support to add ARM support.

One of the most attractive features of the ARM chipset is price. Back when I was designing boards around the ARM7500, one could be had for $5, or less in quantity. That is for the processor and entire chipset, including video. Granted, back then it was a 40 or 50MHz device, but it drew less than a watt. Now, we have 600 and 800MHz parts that equal the performance of the Atom, draw similar currents and have bluetooth, wifi, ethernet PHY and video on die.

So, picture if you will that Apple decides to support the ARM architecture with OS X… Think a simple line of low cost 10″ netbooks, think of possibly sub-$300 OS X based consoles (or STBs as we used to call them before we knew what to do with them!)

When thinking of some of the accomplishments of ARM, remember: ARM is the definitive architecture for STBs, embedded boards, controllers, and cellphones. ARM cores outsell EVERY other architecture. There are more ARM cores in the world than every other architecture combined.

They are cheap at every level: cheap to license, cheap to fab, cheap to design boards with (so many reference designs), cheap to manufacture (you can buy full ARM computers for under $100) and have very cheap power budgets – usually around 1W.

If Apple has an ARM license, a chip design house with ARM experience and two existing products with ARM cores and good OS X support, it would be simply good use of resources to use this IP more broadly.

Questa ovviamente è anche una ruffianissima manovra per far vedere che si, sto lavorando alla mia tesi sugli Embedded Linux Devices, ma girando e girando e girando e girando per il web. Ma a per nobili scopi!

E finalmente arrivano

Il titolo è bivalente, anzi forse pure trivalente. Andando con ordine.

  • Dopo aver presentato svariate volte l’iPhone e, tempo fa, una serie di laptop senza la versione Pro da 13″, ora finalmente l’hanno capita. L’avevo detto subito che non aveva senso non mantenere un modello professionale potente e al tempo stesso di piccole dimensioni. La Apple ha parzialmente coperto la mancanza con dei nuovi MacBook Pro e un Macbook in linea con i Pros, senza esserlo: infatti manca la porta Firewire!!! Bastardi!!! E non lo fanno apposta, no… tutto il resto fighissimo, per carità.
    Qui hanno già aperto il MacBook e qui il Pro. Nemmeno la soddisfazione di accenderli si saranno tolti.
  • Per chi non visita più la pagina “wedding related”, perchè ormai è passato o semplicemente non ve ne frega niente, vi fornisco un motivo per andare a rivederla: le foto. Che poi sono su Flickr.
    Appena risolvo la questione auto, farò anche un reportage dei giorni antecedenti al matrimonio e, surprise surprise, il video. Cortesemente filmato da Zellone.
  • Tra le varie cose in arrivo, c’è anche la Mazda 5 che andrà a prendere il posto della sofferta voragine affettiva lasciata dalla Clio. Il 22 Ottobre l’ACI la radierà dal registro.
  • E per rendere il titolo anche quadrivalente, come uno ione di potassio (mi sa che ho detto una cazzata…)(non credo, ho controllato, ma il problema è che certe cose non me le ricordo più…), il 23 arriva pure Paul Gilbert e io ho un vip ticket!! Se non sapete cos’è non importa, basta che lo sappia io.

Altri arrivi, non ce ne sono.
[ad#small-banner]

Teorema di Apple

Negli anni di utilizzo dei prodotti Apple, mi sono permesso di venire alla conclusione che il seguente teorema è finora sempre verificato.

L’andazzo che l’iPhone sta prendendo sommato al mio esiguo test del prodotto, confermano.

Dato un prodotto Apple, per ottenerne un utilizzo proficuo e soddisfacente, bisogna aspettare la terza release.

Espansione del concetto e analisi commentata.

La prima release di un prodotto Apple fa da battistrada ad un eccellente successo o una cacata colossale. Tolto che può succedere che si adori la cacata e si odi il successo (chiamiamo successo una mistura di abilità di marketing, introiti commerciali e nicchia di prodotto cha andrà a svilupparsi), la prima fase di un prodotto Apple (d’ora in poi “pA”) è da evitarsi come la peste, sempre che tempo e soldi non siano un vostro problema e la propensione al test vi attragga in maniera assoluta.

Niente di male fin qui, ma questo è il momento in cui gli irriducibili difendono l’indifendibile, gli appassionati scaltri guardano gli appassionati fatalisti lottare con i problemi iniziali del prodotto e i detrattori totali sputare addosso a qualsiasi cosa per partito preso.

Il secondo turno è la toppa dei problemi troppo grossi da mascherare con il marketing e il vero beta testing del pA. Comprensibile del resto, dato che nel bene o nel male Apple rischia quasi sempre, portando su un altro livello la questione tecnologica. Non sempre migliore o peggiore, avanzato o meno, un altro livello, punto. Si vedrà poi se è stata una scelta oculata e (non voglio dire innovativa) che porterà a un “maggiormente interessante” livello la questione. Intanto ci si sposta verso qualcosa di diverso, forse troppo ovvio e semplice, ma appunto per questo valido per migliorare il prodotto.
Questo rischio viene quindi ammortizzato dallo stile aziendale che è superiore senza ombra di dubbio e ammorbidito dal fatto che le cose cominciano a funzionare, ma potrebbero andare meglio. Il bacino di utenza si allarga e il prezzo cala.

Se entro questa fase il peggio non ha avuto la meglio (leggi “the Cube”, prodotto a mio avviso figo, ma troppo azzardato in alcuni aspetti e ingenuo in altri. Tanto è vero che il Mac mini deriva dal Cubo, quindi qualche merito ce l’avrà pure avuto no?), c’è il collasso con conseguente eliminazione del prodotto, tonfo in borsa e domani è un altro giorno.

Altrimenti c’è la terza release, quella della soddisfazione che pone le basi per il colpaccio commerciale, le sboronate di marketing supportate da effettivi pregi e l’uso produttivo del prodotto.
[ad]
L’iPhone è nella fase 2 e dal mio punto di vista per ora è meglio prendersi un iPod Touch. Tanto per telefonare avete tutti un Nokia consumato nel cassetto che funziona benissimo anche se è caduto in una pozza di fango o il cane l’ha morso cospargendolo di bava.

PS: Se poi fanno anche questa cazzata, allora le cose non si mettono affatto bene.